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| si nota che ho terminato il rewatch della saga di Dragon Trainer? |
Nella Lore di D&D, volutamente lasciando questa definizione "generica", onde parlare di un po' tutte le Ambientazioni, ci sono molte divinità che O si assomigliano OPPURE sono in pratica le stesse, con alcune differenze più o meno marcate.
Se alcune sono palesi, come per Moradin che resta praticamente la stessa entità Legale Buona nella edizione Standard, in Greyhawk ed in Forgotten Realms e che in Dragonlance rimane molto fedele con Reorx alla sua controparti, con giusto quel velo di ludopatia in più ("Vuoi scommettere?") che lo pone sul Neutrale, o di più ancora lo stesso Corellon Larethian che è sempre Caotico Buono (nella 4°Edizione è Unaligned, quindi senza allienamento) e resta nella sostanza il medesimo Dio, altre divinità invece sono più lontane tra loro in base all'ambientazione o all'edizione o di entrambe le cose.
Traendo spunto da un video in cui mi sono imbattuto su TikTok - lo so, lo so, nessuno è perfetto- ho recuperato un paio di spunti molto interessanti che mi sono serviti per il qui presente articolo.
Bahamut rappresenta tutto ciò che è legato alla nobiltà, fierezza e possanza dei draghi, mentre Tiamat... ecco, salvo essere un omaggio alla divinità babilonese, non trova molti spunti nei romanzi di D&D e quindi ne sappiamo parecchio di meno. Almeno, di romanzi che abbiano come protagonista o antagonista questa specifica divinità, io personalmente non ne ho notizia: e va anche detto che buona parte dei racconti di Greenwood, Salvatore ed altri hanno costituito la base per rendere canonici determinate situazioni, modi di interpretare i personaggi od affrontare alcune trame cronologicamente ufficiali - si prenda per esempio la Saga di Drizzt con il Silenzio di Lloth, o le vicende di Elminster e di sua figlia ambientate nel Cormyr e così via.
Tuttavia, non si può nemmeno dimenticare che proprio Tiamat, La Signora dei Draghi Cromatici, sia identificabile con Takhisis, la Regina delle Tenebre di Krynn, vale a dire la nemesi e il principale ostacolo che permea praticamente tutta la saga dai tempi de La Leggenda di Huma fino all'epilogo della Guerra delle Anime, quando Ella trova la morte e Paladine, il "Bahamut" di questa ambientazione, si esilia spontaneamente in modo che l'equilibrio del pantheon venga preservato.
Ora, laddove Bahamut e Tiamat sono sempre rimaste delle divinità minori nella lore di D&D, con l'unica eccezione della 4° Edizione che vede il Drago di Platino assurgere al rango di Dio Maggiore, al contrario nell'Ambientazione di Dragonlance Paladine e Takhisis rappresentano Entità tra le più potenti insieme a Gilean, il loro "fratello" nella mente del Dio Supremo.
In ogni caso, sarebbe concettualmente sbagliato rendere Bahamut e Tiamat il corrispettivo 1:1 di Paladine e Takhisis.
| Erek-Hus affronta Asgorath: fonte |
Andiamo con ordine.
Alla ricerca della lore perduta,
ovvero la 4° Edizione come il Dragon Ball GT di D&D.
Nella recente Quinta Edizione di D&D, questa leggenda viene presentata, appunto, come una delle tante storie che si accompagnano ai "miti" antichi, un qualcosa a cui si può credere come no.
Un fondo di verità, magari, ma null'altro di ufficiale ed effettivo da cui trarre fondamento.
Ma, facendo un passo indietro, la 4° Edizione racconta le cose in modo leggermente differente.
Facendo una breve parentesi, come qualche volta ho accennato, la 4° Edizione non gode dei miei favori perchè, pur apprezzando il tentativo di rinnovare il pantheon e amando il tono post apocalittico dovuto alla ventordicesima morte di Mystra, allo stesso tempo tante cose mi sembravano raffazzonate e lasciate a sè stesse: le divinità venivano sconvolte fin troppo, il concetto di Esarchi e di Servitori non mi garbava particolarmente e, in generale, tutto sembrava frutto di un lavoro corale di menti pure illuminate ma non sulla stessa lunghezza d'onda, creando qualcosa di disomogeneo e senza una specifica anima od identità.
Il testo presenta la prima con "According to one account" (“secondo una versione”) e la seconda con "Another legend claims" (“un’altra leggenda sostiene”).
Ancora, nel manuale Draconomicon: Metallic Dragons (2009), curiosamente sempre a pagina 6, nel paragrafo “Children of Io”, si trova invece questa frase: “Then, from Io’s shattered body, two new gods arose: Bahamut, the Platinum Dragon, and Tiamat, the Chromatic Dragon.” ("Poi, dal corpo spezzato di Io, sorsero due nuovi dèi: Bahamut, il Drago di Platino, e Tiamat, il Drago Cromatico".)
In questo specifico paragrafo il racconto viene esposto direttamente, senza nulla che faccia supporre si tratti di una leggenda, nè del resto vengono menzionati l’ascia e il taglio netto che ha spezzato in due Asgorath.
Dopo le mie ricerche, posso presentarvi le seguenti e informazioni ufficiali: Io/Asgorath, tanto per cominciare, viene presentato tra le divinità che concedono Domini nel Draconomicon (3.5) per l'Ambientazione Greyhawk e, prima ancora, era apparso nel Monster Mythology del 1992.
E' una divinità neutrale ma, a parte questo, non ci sono specifici riferimenti all'essere (stato) l'unicum di Bahamut e Tiamat; inoltre, anche in Dei e Semidei non c'è accenno della cosa.
In Forgotten Realms i Draghi o, meglio, i Grandi Dragoni appartengono ad una delle Cinque Razze Creatrici che spinsero i limiti della vita e dell'evoluzione: grossi sauri, draghi, una razza anfibia e spesso dotata di poteri mutaforma, la stirpe silvana da cui discesero spiritelli e esseri della natura ed, infine, gli umani; nessun riferimento nemmeno in questo caso ad un Dio scisso.
Sempre in FR, Fedi e Pantheon nemmeno menziona Bahamut, mentre Tiamat viene collocata tra le divinità minori, Legale Malvagia, e viene per di più definita una divinità intrusa al Pantheon di Faerun assieme a tutti gli altri dei dell'Unther.
Ancora, la Grand History of Realms non ne accenna pur partendo a ritroso da I Giorni del Tuono, ossia dal -35.000 sul calendario.
Infine, in Races of Dragons, sempre di ambientazione FR, si dice che da Io sono discesi Bahamuth, Tiamat e, prima di loro, Vorel.
L'unica versione in cui effettivamente ed ufficialmente sono considerati fratelli è in Dragonlance, in cui Paladine (Bahamut), Takhisis (Tiamat) e Gilean sono emanazioni del Dio Supremo, ma mai come parti distinte di un originale tutt'uno.
Possiamo dunque concludere che i principali riferimenti appartengono proprio alla 4° Edizione, per quanto non stia a me ricordarla come l'equivalente di Dragon Ball GT nel contesto di D&D.
Non fosse stato così, non avrebbero fatto marcia indietro su praticamente tutto, resuscitando ad esempio Mystra per la settordicesima volta, o dando nuova vita ad Eilistraee, tanto per citare casi clamorosi.
Tirando una linea e facendo il totale, per così dire, salvo che giochiate in 4° Edizione il mito che vede Bhamaut e Tiamat nati da Io/Asgorath è e resta una semplice leggenda.
- Leo "Lordgirsa" d'Amato-
#Erek-Hus #ilRedelTerrore
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Molto interessante questa ricostruzione. Sia per i DM che per giocatori che interpretano personaggi che, della conoscenza della Lore del mondo, possono fare un punto di forza e una risorsa per il party. Resta anche vero, secondo me, che di una massa di nozioni come personaggi, storie e ogni tipo di elementi che fanno parte di un mondo letterario, di una continuity fumettistica o filmica, è difficile trovare coerenza al 100% in ogni loro parte, se cambiano coloro che se ne occupano, negli anni. Discrepanze e cambiamenti d'autorità di un nuovo autore, possono essere regola quasi fissa.
RispondiEliminaSi, e questo è vero. Pure, la coerenza va preservata quando c'è un progetto serio e competitivo, altrimenti si fa lo stesso errore in cui è scivolata la Marvel dopo Endgame, trasformando la varietà in un grave punto debole, mancando di coesione. Le occasionali retcon, o le nozioni gettate li come un "alcuni dicono una cosa, altri un'altra" vanno bene fino ad un certo punto, species e forniscono spunti di gioco tanto al DM che al proprio gruppo, ma piano col dare troppa libertà od incertezza, altrimenti si perde il senso di giocare una ambientazione ufficiale e vale un po' tutto. Per esempio, che Bahamut e Tiamat esistessero come prime creature di Asgaroth, un po' Eru che crea i Valar Melkor e Manwe o che siano nati dalla di Lui morte non cambia nulla in termini di rapporti, ma per il DM potrebbe essere fondamentale sapere che alla fin fine questi fossero creature potentissime, ma mortali, prima di ricevere la scintilla divina, oppure esserci proprio nati così. Perchè, idea nata in due minuti, una cosa che ricevi la puoi perdere, tanto per dirne una,
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