lunedì 5 ottobre 2026

[GDR D&D 3.5] Te lo racconto Dopo: anche i moscerini, nel loro piccolo, s’incazzano (semi cit.)




Anche i moscerini, nel loro piccolo, s'inc....no

ovvero

Come costruire un'avventura con grado di sfida matematicamente impossibile da superare e farlo raccontare dai PG in locanda 


 Quante volte abbiamo guardato una mappa disegnata dagli antichi esploratori, vergate con uno stile affascinante ed ingenuo, nelle forme e nelle proporzioni delle terre e dei mari rappresentati? Tante volte, sui libri di scuola e chissà in quali altri ambiti ... mappe fantasiose, come piace a noi, soprattutto nei dettagli del tipo hinc sunt leones delle mappe antiche o delle iconiche navi che stanno naufragando, delle mappe tardo-rinascimentali. Proprio in quelle mappe, il vescovo svedese Olaus Magnus disegnò per la prima volta il terribile Kraken, un mostro che ha popolato gli incubi di generazioni di uomini di mare ed è stato protagonista di racconti in cui figurava come un terribile dominatore degli abissi e responsabile di innumerevoli naufragi.

 

Ottima mappa per ogni campagna 

 

Nel corso del presente articolo, vediamo come poter utilizzare questa creatura contro un party di personaggi di livello 1.

Ebbene? Uno scontro contro una creatura marina, che combatte in un ambiente ad essa favorevole e pericoloso per ogni personaggio incapace di respirare sott'acqua, che combatte a portata, che ha tentacoli muscolosi, in grado di asfaltare un personaggio con un colpo ... ma siamo impazziti?

Moscerini contro un gigante. 

Eppure uno scenario adatto può essere creato ad hoc. I personaggi sono marinai, mozzi, pelapatate, pescatori, rammendatori eccetera, della caravella Gatto del Mare, un natante che fa la spola tra la Costa della Spada e le isole Moonshae e Waterdeep, nelle temperate acque del Mare della Spada. Una strega dei Ffolk, la parte della popolazione delle isole che mal digerisce il contatto con la gente della "terraferma", opera un maleficio ai danni del Gatto, che da troppo tempo va avanti e indietro, portando via le ricchezze locali, in cambio di merci e monete di poco valore. Il risentimento e la maledizione smuovono un Kraken, la cui natura selvaggia e vorace, lo mette in scia alla caravella, nel frattempo nutrendosi di banchi di pesce e altre creature incontrate per strada.

Dopo alcuni giorni di navigazione, quando la costa è in vista, il Kraken raggiunge il Gatto del Mare e lo abbranca violentemente, cercando di danneggiarlo e di portarlo sul fondo del mare. I personaggi sono provvidenzialmente sotto coperta e quindi non affrontano faccia a faccia il mostro. Senz'altro non è mai creatura da affrontare di petto. Il suo impatto sullo scafo però è molto ben percepibile, come un tonfo che frena la navigazione, come un terremoto che scuote il vascello, come una vibrazione inconcepibile che stritola il legno robusto. Parte un conto alla rovescia, con un certo numero di round di gioco determinato dal DM, in cui il mostro cerca di danneggiare la nave, di tanto in tanto attacca i marinai che lo prendono di mira con arpioni, balestre e quant'altro la disperazione degli animi urla alle loro orecchie, nel mezzo della catastrofe.

Il Kraken può essere evitato facilmente dai personaggi, specie se sottocoperta, mentre i più coraggiosi possono cercare di colpirlo, distraendolo dal suo intento omicida e distruttivo: subire ferite lo distoglie dal danneggiare lo scafo. Secondo il manuale dei mostri ha una media di 290 punti ferita, pertanto quando ne subisce il 20%, deve reagire contro quei moscerini che lo pungono e lo infastidiscono. 

Il Gatto del Mare può sopportare una certa quantità di danni, tipica di una caravella, ed è fatto di legno, pertanto ha una Durezza adatta alle strutture di legno. Subire attacchi da parte del cefalopode gigante lo danneggia, quindi, normalmente. Il DM dovrà stabilire dove il Kraken stritola la nave: se sotto la linea di galleggiamento, dovrà stabilire la grandezza dello squarcio e la quantità d'acqua che entra.

Attraverso gli squarci sopra la linea di galleggiamento invece, il corpo inerte del mostro sarà visibile e un "facile" bersaglio: i personaggi possono impunemente colpirlo senza temere colpi in risposta. Così facendo, assommeranno il totale dei punti ferita a quelli inflitti dall'equipaggio. 

Il pericolo sarà reale se i personaggi vanno sulla tolda e quindi saranno possibili bersagli dei letali tentacoli o se il Kraken, muovendo il corpo, passerà con uno dei suoi grossi occhi davanti allo squarcio, fissando i piccoli personaggi che lo stanno torturando: nel successivo round toglierà l'occhio, e infilerà un tentacolo, cercando di colpire alla cieca (come se combattesse al buio, occultamento 50%). Se però i personaggi vincono l'iniziativa possono provare a dileguarsi dentro il claustrofobico ambiente sottocoperta, dentro una cuccetta o inforcando una scala per il ponte sottostante. Potrebbero anche colpire l'occhio prima che il mostro lo tolga, andando a segno con un critico automatico, rinunciando tuttavia a scappare ma potendo comunque effettuare un'azione di movimento: la nave rolla parecchio per l'azione del Kraken, per cui per muoversi del movimento completo, sarà necessario realizzare una prova di equilibrio con CD 10 o dimezzare la propria velocità di spostamento.

Lo scenario, all'apparenza dei giocatori uno del tipo Kobayashi Maru (cfr. Star Trek di Shatner e co.), in realtà è facilmente gestibile dal DM che può prevedere a bordo un mago da battaglia, che ogni round può lanciare incantesimi che fanno danno e aiutare a far raggiungere al mostro la soglia di ferite oltre la quale si ritira, a discrezione del DM. Il mostro però potrebbe aver danneggiato gravemente la nave: il party si troverà a osservare l'equipaggio che cerca di buttare fuori bordo l'acqua utilizzando secchi e/o lanciando parte del carico, su ordine del capitano, per alleggerirla e permetterle di navigare fino al primo approdo disponibile. I personaggi possono aiutare anche in questa fase, per  esempio effettuando una prova su Costituzione per passarsi gli uni gli altri  pesanti secchi d'acqua il più velocemente possibile  perchè poi l'acqua possa essere rovesciata fuori bordo, oppure tentare delle prove su Artista della fuga, per poter sgusciare e attraverso gli stretti passaggi dei ponti sottocoperta, dalla stiva alla tolda, con un carico pesante da buttare in mare.

Uno degli ultimi compiti del DM è quello di stabilire quanti dell'equipaggio si prestino a combattere contro il mostro e di determinare quanti vengano uccisi, azzoppati o lanciati fuori bordo (pochi marinai dell'antichità sapevano nuotare): se una gran parte della catena di comando viene uccisa, molti dei rimanenti individui potrebbero decidere di saccheggiare il carico, monete e oggetti, forse anche un oggetto magico. Nello svolgimento di una normale avventura, questo sarebbe il tesoro trovato dopo la boss fight, qui diventa la ricompensa per i personaggi per essere sopravvissuti a morte certa. Il furto del carico che non è più vigilato da nessuno e che altri farebbero sparire comunque, è un peccato un po' meno venale. I personaggi col giusto allineamento morale o le giuste considerazioni, potranno prendere la propria parte.

Un oggetto che dovrebbe senz'altro finire tra le mani dei personaggi, è la mappa di un'isola dove è riportato il luogo di sepoltura di un tesoro, mappa precedentemente in possesso del capitano o di un altro ospite della nave, finito nella pancia dei pesci.

"Non tutti i tesori sono d'oro e d'argento, amico" cit. Jack Sparrow


- Giuseppe Dopo-


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domenica 4 ottobre 2026

[GDR D&D Lore] Bahamuth e Tiamat, Paladine e Takhisis: storia di nemici mortali... e di fratelli?

 

si nota che ho terminato il rewatch della saga di Dragon Trainer?

Nella Lore di D&D, volutamente lasciando questa definizione "generica", onde parlare di un po' tutte le Ambientazioni, ci sono molte divinità che O si assomigliano OPPURE sono in pratica le stesse, con alcune differenze più o meno marcate.

Se alcune sono palesi, come per Moradin che resta praticamente la stessa entità Legale Buona nella edizione Standard, in Greyhawk ed in Forgotten Realms e che in Dragonlance rimane molto fedele con Reorx alla sua controparti, con giusto quel velo di ludopatia in più ("Vuoi scommettere?") che lo pone sul Neutrale, o di più ancora lo stesso Corellon Larethian che è sempre Caotico Buono (nella 4°Edizione è Unaligned, quindi senza allienamento) e resta nella sostanza il medesimo Dio, altre divinità invece sono più lontane tra loro in base all'ambientazione o all'edizione o di entrambe le cose.

Traendo spunto da un video in cui mi sono imbattuto su TikTok - lo so, lo so, nessuno è perfetto- ho recuperato un paio di spunti molto interessanti che mi sono serviti per il qui presente articolo.


Bahamut rappresenta tutto ciò che è legato alla nobiltà, fierezza e possanza dei draghi, mentre Tiamat... ecco, salvo essere un omaggio alla divinità babilonese, non trova molti spunti nei romanzi di D&D e quindi ne sappiamo parecchio di meno. Almeno, di romanzi che abbiano come protagonista o antagonista questa specifica divinità, io personalmente non ne ho notizia: e va anche detto che buona parte dei racconti di Greenwood, Salvatore ed altri hanno costituito la base per rendere canonici determinate situazioni, modi di interpretare i personaggi od affrontare alcune trame cronologicamente ufficiali - si prenda per esempio la Saga di Drizzt con il Silenzio di Lloth, o le vicende di Elminster e di sua figlia ambientate nel Cormyr e così via.

Tuttavia, non si può nemmeno dimenticare che proprio Tiamat, La Signora dei Draghi Cromatici, sia identificabile con  Takhisis, la Regina delle Tenebre di Krynn, vale a dire la nemesi e il principale ostacolo che permea praticamente tutta la saga dai tempi de La Leggenda di Huma fino all'epilogo della Guerra delle Anime, quando Ella trova la morte e Paladine, il "Bahamut" di questa ambientazione, si esilia spontaneamente  in modo che l'equilibrio del pantheon venga preservato.

Ora, laddove Bahamut e Tiamat sono sempre rimaste delle divinità minori nella lore di D&D, con l'unica eccezione della 4° Edizione che vede il Drago di Platino assurgere al rango di Dio Maggiore, al contrario nell'Ambientazione di Dragonlance Paladine e Takhisis rappresentano Entità tra le più potenti insieme a Gilean, il loro "fratello" nella mente del Dio Supremo. 

In ogni caso, sarebbe concettualmente sbagliato rendere Bahamut e Tiamat il corrispettivo 1:1 di Paladine e Takhisis.

Erek-Hus affronta Asgorath: fonte


La cosa che, tuttavia, mi ha colpito è che nel video in cui mi sono imbattuto si dava per assunto che in passato il Drago di Platino e la Signora dei Draghi Cromatici avessero costituito una unica entità, nella veste di Asgorath/Io.
Secondo la leggenda, un giorno Asgorath sarebbe stato aggredito da un potete avversario, Erek-Hus il Re del Terrore che, armato di ascia di adamantio, l'avrebbe tranciato in due,  dalla testa alla punta della coda: nonostante questo, le due metà diedero vita a due entità ben distinte, vale a dire Bahamut che incarnava ciò che c'era di nobile, orgoglioso e splendido tra i draghi metallici e Tiamat che invece incarnava l'astuzia, l'avidità e la crudeltà dei draghi cromatici.

Di tutta questa leggenda, onestamente, io non ne sapevo nulla e non mi sembrava di averne mai letto qualcosa a proposito nemmeno nei forum di settore: ma, dato che Il Buco dell'Hobbit è una confortevole tana in cui rifugiarsi per discorrere di tutto, mi sono andato a documentare e, sorpresa... si tratta in effetti di qualcosa che è ufficiale.

Andiamo con ordine.

Alla ricerca della lore perduta, 

ovvero la 4° Edizione come il Dragon Ball GT di D&D.

Nella recente Quinta Edizione di D&D, questa leggenda viene presentata, appunto, come una delle tante storie che si accompagnano ai "miti" antichi, un qualcosa a cui si può credere come no. 

Un fondo di verità, magari, ma null'altro di ufficiale ed effettivo da cui trarre fondamento.

Difatti nello Sword Coast Adventurer's Guide (5° edizione), a pagina 112 c'è il racconto dell'ascia di adamantio che divide Io in due: dalle gocce di sangue del Dio Drago hanno avuto origine i dragonidi.
Quindi non è un "dogma" imposto, ma una tradizione riportata.

Ma, facendo un passo indietro, la 4° Edizione racconta le cose in modo leggermente differente.

Facendo una breve parentesi, come qualche volta ho accennato, la 4° Edizione non gode dei miei favori perchè, pur apprezzando il tentativo di rinnovare il pantheon e amando il tono post apocalittico dovuto alla ventordicesima morte di Mystra, allo stesso tempo tante cose mi sembravano raffazzonate e lasciate a sè stesse: le divinità venivano sconvolte fin troppo, il concetto di Esarchi e di Servitori non mi garbava particolarmente e, in generale, tutto sembrava frutto di un lavoro corale di menti pure illuminate ma non sulla stessa lunghezza d'onda, creando qualcosa di disomogeneo e senza una specifica anima od identità. 

Non a caso, ho spesso definito la 4° Edizione come il Dragonball GT di D&D: interessante, con alcune cose belle, altre semplificate o fighe, ma che rimaneva un'opera poco attraente sul lungo periodo.




Andando quindi ad approfondire, due ulteriori fonti affrontano il tema: nel Draconomicon: Chromatic Dragons (2008), sezione Origins a pagina 6, sono riportate due versioni:

- Bahamut e Tiamat sorgono dalle due metà del cadavere di Io come già menzionato;
- Bahamut e Tiamat risultavano invece essere già fra le sue prime creazioni, le più antiche ed hanno  ricevuto la scintilla divina dopo la sua morte (un po' come accaduto nel Periodo dei Disordini con la morte di varie divinità).

Il testo presenta la prima con "According to one account" (“secondo una versione”) e la seconda con "Another legend claims" (“un’altra leggenda sostiene”).

Ancora, nel manuale Draconomicon: Metallic Dragons (2009), curiosamente sempre a pagina 6, nel paragrafo “Children of Io”, si trova invece questa frase: “Then, from Io’s shattered body, two new gods arose: Bahamut, the Platinum Dragon, and Tiamat, the Chromatic Dragon.” ("Poi, dal corpo spezzato di Io, sorsero due nuovi dèi: Bahamut, il Drago di Platino, e Tiamat, il Drago Cromatico".) 

Il paragrafo, quindi, racconta, molto sinteticamente, che:
- Erek-Hus uccide Io durante la Guerra dell’Alba;
- Dal corpo sorgono Bahamut e Tiamat, che insieme sconfiggono Erek-Hus;
- Tiamat si rivolta  quasi subito contro Bahamut per ottenere il dominio su tutti i draghi;
- Tiamat eredita molte delle qualità oscure di Io, mentre Bahamut riceve maggiormente quelle nobili e la maggior parte della sua forza. 

In questo specifico paragrafo il racconto viene esposto direttamente, senza nulla che faccia supporre si tratti di una leggenda, nè del resto vengono menzionati l’ascia e il taglio netto che ha spezzato in due Asgorath.



Cosa sappiamo, quindi, di definitivo?

Dopo le mie ricerche, posso presentarvi le seguenti e informazioni ufficiali: Io/Asgorath, tanto per cominciare, viene presentato tra le divinità che concedono Domini nel Draconomicon (3.5) per l'Ambientazione Greyhawk e, prima ancora, era apparso nel Monster Mythology del 1992.
E' una divinità neutrale ma, a parte questo, non ci sono specifici riferimenti all'essere (stato) l'unicum di Bahamut e Tiamat; inoltre, anche in Dei e Semidei non c'è accenno della cosa.

In Forgotten Realms i Draghi o, meglio, i Grandi Dragoni appartengono ad una delle Cinque Razze Creatrici che spinsero i limiti della vita e dell'evoluzione: grossi sauri, draghi, una razza anfibia e spesso dotata di poteri mutaforma, la stirpe silvana da cui discesero spiritelli e esseri della natura ed, infine, gli umani; nessun riferimento nemmeno in questo caso ad un Dio scisso.
Sempre in FR, Fedi e Pantheon nemmeno menziona Bahamut, mentre Tiamat viene collocata tra le divinità minori, Legale Malvagia, e viene per di più definita una divinità intrusa al Pantheon di Faerun assieme a tutti gli altri dei dell'Unther.
Ancora, la Grand History of Realms non ne accenna pur partendo a ritroso da I Giorni del Tuono, ossia dal -35.000 sul calendario.
Infine,  in Races of Dragons, sempre di ambientazione FR, si dice che da Io sono discesi Bahamuth, Tiamat  e, prima di loro, Vorel.
L'unica versione in cui effettivamente ed ufficialmente sono considerati fratelli è in Dragonlance, in cui Paladine (Bahamut), Takhisis (Tiamat) e Gilean sono emanazioni del Dio Supremo, ma mai come parti distinte di un originale tutt'uno.

Possiamo dunque concludere che i principali riferimenti appartengono proprio alla 4° Edizione, per quanto non stia a me ricordarla come l'equivalente di Dragon Ball GT nel contesto di D&D.

Non fosse stato così, non avrebbero fatto marcia indietro su praticamente tutto, resuscitando ad esempio Mystra per la settordicesima volta, o dando nuova vita ad Eilistraee, tanto per citare casi clamorosi.

Tirando una linea e facendo il totale, per così dire, salvo che giochiate in 4° Edizione il mito che vede Bhamaut e Tiamat nati da Io/Asgorath è e resta una semplice leggenda.

- Leo "Lordgirsa" d'Amato- 



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