martedì 14 luglio 2026

[Speciale] [Personalità dei Reami] Ricordo di un guerriero: Anas Rekassi / Trevor, guerriero vagabondo di Akadi

Come molti sapranno, tanti anni fa, quando iniziai il mio percorso come praticante notaio, incappai in una cosa che non mi sarei aspettato: giocare di ruolo online.
Parliamo del 2006, che per tanti sarà l'equivalente del Pleistocene, più o meno.

Giunsi su Reami Dimenticati, la land migliore dell'epoca e che era localizzata nei Forgotten Realms: una delle mie ambientazioni preferite assieme a Dragonlance e, ovviamente, Il Signore degli Anelli, ambientata in una mappa straordinariamente varia, da Le Valli all'Anauroch fino al Cormyr ed alla Sembia, oltre che Dorso del Mondo. 
Reami Dimenticati, omaggiata tra l'altro proprio dai ragazzi di InnTale, che saluto.

In quella land ho conosciuto tante persone: Sin Nahas/Sharill, Bronwen, Titus, Lothiriel, Legard, Leora, Sharniss, Buzz, Ainwen, Aldebaran, Darter, Arha, Eleus, Mat, Aryana, Anvar, Keila, Tomar, Urania, Yulin, Samuel Maugham, Scarlett, Coemond, Galgith, Gilrahen, Lolindir, Gran, Imsh, Mae, Isin, tutta la famiglia dei Moonwalker, Aluvaras, Brian, Mhelania, Irenicus, Echo, Irika, Nelai, Sora, Venusian Dorrk, Elvelin, Kalima, Turin, Tyrion, Nimgar...e dozzine di altri.

E dopo una premessa lunga, eccoci al motivo del presente articolo. 
La morte di uno di quei giocatori, decisamente non uno con cui avessi maggiore affinità ruolistica, ma un ragazzo con cui mi sentivo praticamente ogni giorno.
Anas Rekassi, noto in game come Trevor, Madhi o Madhi Shaw.
Un ragazzo di 34 anni che ha incontrato la morte troppo presto: nato a Torino da persone di origini marocchine, è stato trovato ad aprile 2026 in un locale in grave stato di abbandono: e mi fermo qui, ché già così è triste abbastanza.

In casi come questi si cercano sempre spiegazioni, segnali, responsabilità. Ma, diciamolo pure, spesso la verità è più fragile e più dolorosa di qualsiasi spiegazione.

Nessuno pensa mai davvero che una persona possa arrivare fino al punto di essere così fragile, così lontano dagli altri e forse anche da sé stessa. Poi certe cose accadono, e dopo si cercano spiegazioni, segnali, responsabilità, come se il dolore potesse diventare più comprensibile mettendolo in ordine.


Anas: il mio ultimo ricordo di lui era quando nemmeno portava la barba. (fonte: link)


Trevor il vento e il ricordo di Anas

Ci sono persone che attraversano le nostre vite in modi strani, laterali, quasi impalpabili.
A volte non le incontriamo ogni giorno.
A volte non condividiamo con loro una strada, un ufficio, una città.
A volte le conosciamo attraverso una chat, un forum, una land, un personaggio.
Eppure quelle persone per qualche motivo ti restano dentro.

Anas Rekassi era uno di quei compagni di gioco incontrati in un play-by-chat, quando bastavano poche righe scritte bene per dare vita a un duello, a una scena, a un frammento di mondo condiviso.

Il suo personaggio storico, quello a cui lo ricollego, era Trevor, chiamato Il Folle, il Vento.
E se con Asrafil, il mio personaggio primario, interagiva molto meno, invece assieme a Clio, all'epoca il mio personaggio secondario, giocava spesso e volentieri, quando ero in chat. 

Non posso, in tutta onestà, ricordare ogni dettaglio della sua scheda.
Non ricordo con certezza se impugnasse due spade, due spade bastarde, oppure una spada e un pugnale. Forse aveva anche qualche tratto da ladro, qualche capacità di colpire di sorpresa, di sfruttare l’apertura giusta nel momento giusto.
Ricordo però l’essenziale: Trevor era legato ad Akadi, la divinità elementale dell’aria.

E questo gli calzava perfettamente.

Trevor non era un guerriero pesante, statico, scolpito nella pietra: era un combattente di movimento, di finte, di lame rapide, di passi laterali. Uno di quei personaggi che sembravano combattere non contro l’avversario, ma intorno a lui.
Come vento tra le fessure. Come una corrente improvvisa. Come una nuvola che cambia forma prima ancora che si riesca a descriverla.

Anas lo interpretava spesso con quello spirito alla Juza delle Nuvole di Ken Il Guerriero: libero, sfuggente, un eterno sciupafemmine per quanto non gli andasse bene quasi mai, un personaggio apparentemente leggero che già vent'anni fa poteva dirsi "abituale", comune, "già visto", ma che, per come veniva gestito da Anas, non era assolutamente privo  di profondità e risultava, per uno strano contrasto, anche divertente.
C’era, in Trevor, quella sensazione di indipendenza, di distacco, forse persino di malinconia nascosta dietro la leggerezza.
Il tipo di personaggio che non ha bisogno di dichiarare troppo per lasciare un’impressione.

Oggi mi accorgo che non ricordare tutto non significa aver dimenticato.

Non ricordo tutti i numeri.
Non ricordo tutti i talenti.
Non ricordo ogni combattimento.

Ma ricordo il vento che quel personaggio si portava dietro.



E ricordo che dietro Trevor c’era Anas: un ragazzo che ha condiviso con noi un pezzo di immaginazione, di gioco, di racconti tessuti con le parole e tanto tempo. Un ragazzo che se n’è andato troppo presto, a soli trentaquattro anni, lasciando quella sensazione ingiusta che arriva quando qualcuno scompare prima ancora che la vita abbia potuto concedergli tutto ciò che meritava.

Ecco un esempio, una lettera con un dono per Clio, un personaggio da cui Trevor non aveva rimediato che un bacio sulla guancia e nottate di consigli elargiti in chat sul perdonarsi, sull'accettarsi, sullo scendere a patti col passato ma anche con le aspettative del futuro: tante cose che erano rivolte al personaggio, certo, ma forse con il senno di poi parlavano anche di quello che Anas era, in real life. 

 [Un giovane ragazzo dai lineamenti orientali e dai lunghi capelli neri dai lineamenti prettamente Shou si presenta a casa tua, quello che ti lascia è un piccolo cofanetto di colore bianco, non una parola sul contenuto, nessuna risposta, solo un saluto per poi svanire. 

Nel cofanetto presente uno splendido Diadema, e una piccola lettera con poche parole vergate sopra, la scrittura è pare femminile, splendida e curvilinea, un leggero profumo esotico.] 

Questo Dono è Per Te. 
Che Il Vento Possa Sempre Guidarti e L'Aria Proteggerti. 
Spero Ti Piaccia. 

Kaze 

[Nessuna spiegazione, neanche un nome, anche se è evidente chi sia il mittente. 
I segreti più grandi sono sempre celati in bella vista.] 

//OFF 

Diadema Celestiale : 
Splendido Diadema della più splendida fattura, lavorato nei più piccoli particolari presenta un tema floreale una specie di coroncina di fiori degna della più splendida Regina, quale è la donna per la quale è stato lavorato, piccoli diamanti e zaffiri formano i petali dei fiori, dentro il diadema nel bordo sinistro semplice parole " Megami Clio Kimi Wo Aishiteru ", invece al centro del diadema nella parte interna vi è inciso il simbolo di Sharess, due labbra femminili, quasi a baciare per l'eternità la fronte di Lei. 

Rileggendo dozzine di appunti, di quest, di semplici giocate, mi viene sinceramente da chiedermi cosa rimanga, alla fine, di noi giocatori di ruolo, specie se online.

Un gioco, per molti, resta solo questo: una distrazione, un diversivo o, più crudelmente, una perdita di tempo.
Eppure, realizzo anche che quei momenti per me, come per tutti i giocatori, erano preziosi: eravamo chiamati a giocare con coerenza i nostri personaggi, eppure eravamo senz'altro noi che, interpretando, davamo vita, cuore ed anima a quei pixel, quelle immagini, quelle descrizioni di scheda.
Sognavamo.
Immaginavamo storie, creavamo vicende e davamo vita a dei veri e propri romanzi dinamici.
Assieme
Credo che poco ci possa essere di più bello che quel termine, "assieme".
Magari eravamo troppo sciocchi per capire l'importanza di ciò che stavamo, concretamente, facendo.

Anas era gentile, ma spesso scostante. Dava l’impressione di essere combattuto: con sé stesso, con una vita che forse non sentiva come propria, con gli altri che lo capivano o non riuscivano a capirlo. E io, devo ammetterlo, non ero certo il migliore a comprenderlo.
ma sempre si sforzava di accettare gli altri e di accettarsi: e quando giungeva a patti con qualsiasi cosa, in quel momento, lo stesse esacerbando, veniva fuori come una bella persona. 
Non sempre ci è riuscito, inciampando spesso e altrettanto spesso sbagliando.
Ma se rileggo le missive che mi girava, noto simpatia in un ragazzetto che cercava di farsi benvolere.


Trevor  

 



12:07

 < Fissa i tre, tutte e tre schierati su un unico fronte contro di lui, la pensavano tutti allo stesso modo >..e poi sono io il Folle..non voglio piu perdere amici ..compagni.. < Abbassa lo sguardo stringe la mano a pugno, digrigna i denti >..amori..le mie azioni sono corrote..voi due non sapete niente..ma lei..lei sa tutto..me ne tirerò fuori..che venga pure distrutto il mondo..non mi interessa.. < Volta le spalle ai tra, fa qualche passo, ma non riesce ad andarsene, stava sbagliando lo spaeva..cosa avrebbe detto di lui keila..cosa avrebbe detto il soave.. >[Ragazzi i miei orari sono ristretti..dalle 10-1 e poi dalle 5-9 ma comunque al massimo per un ora e mezza..quindi ditemi voi. via pm]

 

 

Ainwen ti sussurra:
a dopo grazie!!


Clio  





12:12

[abiti rammendati]  < lo fissa, stupita, piccolo il polso dell'ancella tra le mani dell'uomo...lo guarda...arrossisce un attimo, ma annuisce > ... se vi fidate di me, Mat, si, certo... ogni mio respiro è stato un peccato, e ora voglio donare ogni mio respiro che porti speranza al mondo stesso... < dice poi fissando l'uomo, l'albino >... le vostre azioni sono corrotte?  < domanda fissandolo e avanza adesso verso di lui > ... messere voi di corruzione e male nulla conoscete... se parlate così non è null'altro che mero egoismo il vostro...  < dice > se perfino io lotto per dare speranza, che ho conosciuto l'oscurità più nera in cui voi potreste immergervi, cosa vi frena?  < chiede adesso, tra il curioso e lo stupito > ... amici, compagni ne perderete ora, mi pare.. < dice fissando Mat e Ainwen > io di questa storia non so nulla...ma...non potete parlare sul serio... < dice fissandolo e il campanellino, il sonaglino risuonava > ... credo che nemmeno gli dei oscuri vorrebbero la distruzione del mondo... o su cosa regnerebbero? Quindi, che dio servite, per scivolare in un egoismo simile? < chiede la voce era dolcissima uniforme soave come seta sulla pelle >

 

 

Ainwen ti sussurra:
torno per le 14 a dopo!!

Hai sussurrato a Ainwen:
ok^^ ti salvo la giocata ^^

Ainwen ti sussurra:
grazie!


Mat Damodred  



12:18

[Sala comune]  < Il ragazzo non avrebbe collaborato, nonostante le sue informazioni sarebbero servite ad aiutare tantissima gente. Bé, se gli Dei volevano il mondo distrutto, stavano riuscendo molto bene nella loro opera. Scuote le spalle. > Va bene... ma come dice Clio... perderete tutto e tutti in ogni caso... io riuscirò a scoprire ciò che serve per fermare Ilvaindul e farò ciò che deve essere fatto, persino combattere al fianco di assassini e di chierici corrotti di Bane, se dovesse servire il loro potere!  < lascia andare il polso di Clio e le sorride. Ainwen si eclissa. Presto avrebbe parlato con lei per le informazioni di Trevor. >

 

 

Mat Damodred ti sussurra:
Come al solito, alla prossima azione mi eclisso... ci ribecchiamo dopo pranzo, sempre se ci sei! ;)


Trevor  

 



12:25

 < Guarda Clio..bella domanda..che dio serviva..se lo era spesso chiesto..Akadi o Sharess..chi delle due serviva, ma pochi sapevano della sua venerazione per Sharess >..io servo Akadi..o almeno seguo i suoi dogmi..lasciatemi stare è meglio cosi.. < Un lieve sorriso quello che teneva sempre, per chi lo conosceva sapeva che da quel sorriso di sicuro non si sarebbe capito come si sente >..sinceramente non mi interessa da che oscurità arrivate..senza offesa..non voglio più avere legami..creano solo dolori.. < Troppo tardi li urlava una voce nella mente, ne aveva di legami, molti, abbassa lo sguardo, lacrime gli solcano il viso, parole di vecchi amici che li rimbombano nella mente >..io..io.. < Balbetta, deglutisce e rimane a guardare a terra >[ragazzi pure io devo andare..dai congeliamo e la finiamo tutte e 4 la prossima volta..che ne vale a pena è una bella giocata...datemi i vostri orari cosi ci organizziamo ]

 

 

Trevor ti sussurra:
clio invieresti ad ainwen la tua azione se la trovi grazie


Clio TEST Conoscenze_(religioni): 11 [ Dado: 6 + Bonus Sinergia: 0 ]

Clio  



12:32

[abiti rammendati]  < alle parole dell'ex comandante trema vistosamente...lo fissa adesso con i occhi sgranati, ma il tremolio era evidente, pur se la luce non si offusca > ... co..come...? Giungereste a tanto? Ma...è davvero così grave la situazione?  < chiede...sarebbe mai riuscita a collaborare fidandosi di un seguace di Bane...? Se quella era una prova di Lathander...no, era davvero durissima... > ...Akadi... dio della libertà, del viaggio, della conoscenza, di esperienze appaganti...?  < ripete a memoria il poco che conosceva > ... purtroppo..i legami ci sono...e ci saranno sempre...non potete vivere da solo, perchè nemmeno nel pozzo più nero di un'anima tormentata si vive bene in solitudine... < dice...e lei stessa se ne sentiva, forzatamente prova....anche nell'oscurità della Nera Mano, mai aveva disprezzato compagnia. >

Mat Damodred  



12:36

[Sala comune]  < "Testardo!" pensa, osservando il ragazzo e ascoltando a bocca chiusa le sue parole. Poi le lacrime... "Dei... forse non volete distruggere questo mondo!" invoca Tempus in una silenziosa preghiera. "Mio Signore... Lord Tempus... credo che questa sarà la più grande e terribile battaglia del nostro tempo... abbiamo affrontare un essere che aspira ad un Potere Illimitato... Spero di farmi Onore in Battaglia e di Onorare Voi... Lord Tempus!" > Certo Clio... la situazione è gravissima... dobbiamo trovare il modo di distruggere l'immenso potere del Mago Non Morto Ilvaindul, detto il Verminoso... o sarà la fine per tutti gli esseri viventi! Lui brama un potere oltre ogni limite... si circonda di Non Morti e ha un Drago Scheletrico al suo servizio... se non ci uniremo sotto un'unica bandiera... sarà la fine per tutti! [E con questo io chiudo che tra non molto vado in pausa pranzo... per chi c'è ci si becca più tardi! ^^]

Diciamolo assieme, sognavamo: ed era qualcosa di bello, stupido e puro, come spesso sono i sogni.
Anas era questo: un ragazzo senz'altro imperfetto, un ragazzo che aveva problemi, come tanti, come tutti noi. 

In questi momenti si deve ricordare, per quanto in colpevole ritardo, il buono che c'è stato: per chi gli è stato accanto, è un modo per sorridere; per chi ha avuto magari di che dolersi di sue azioni o parole, è un modo per far pace e chiudere i conti.

Ho perso il conto di quanti avatar mi ha preparato per Clio, quante modifiche apportate, quanti consigli estetici, quante missive private per giocare ed anche lamentarsi di non venire, spesso, coinvolto in quest da parte delle Compagnie, e giù a spiegargli che se non c'erano giocate e rapporti ON che si creavano non era facile inserire qualcuno in quest specie se programmate in filoni o simili.
Eppure, Anas era anche rispettoso come pochi circa i ruoli di staff e non ricordo una singola volta in cui mi abbia mancato di rispetto: su ToSS, la mia ultima (in tutti i sensi) esperienza, ho avuto meno occasioni di sentirlo, parlargli, scrivergli, non essendo esattamente ben accetto lì, eppure si dimostrò sempre gentile e comprensivo, addirittura giungendo a scusarsi di cose che nemmeno aveva mai fatto. 

Questo piccolo ricordo non pretende di raccontare tutto di lui. Non potrebbe.
Vuole solo dire che Anas è passato anche da qui.
Che Trevor è esistito, almeno per noi.
Che per un po’ abbiamo camminato nella stessa storia ed abbiamo intessuto, insieme, un piccolo arazzo.

E allora mi piace immaginarlo così: non fermo, non chiuso in una fine troppo precoce, non definito dall’ultima notizia ricevuta.

Ma libero.

Libero come il vento di Akadi.
Libero come una nuvola.
Libero come Trevor.



Che il vento di Akadi ti accompagni, Anas.
E che Trevor continui a camminare dove nessuno può più trattenerlo.

Trevor, il Guerriero, il Folle, l'Acrobata, Kaze



Tipo: umanoide medio (umano) 

Età: 25 anni in base alla campagna ufficiale di Forgotten Realms
Data di nascita: 11 alturiak 1347 C.V.

Caratteristiche fisiche: peso 77 kg altezza 184
Capelli: biondi, lunghi, color dell'oro, a volte raccolti in una spessa treccia in battaglia, portati invece liberi in occasioni informali
Occhi: color zaffiro screziati d'oro, profondi come le insondabili distese del Mare del Nord, un mare di zaffiro in cui chiunque, dolcemente, vorrebbe annegare.

Allineamento: Caotico Neutrale
Divinità: Akadi e Sharess
Classi: Ladro 2° Guerriero 6°

DV: 2d6+2 +6d10+ 6 + 8 (robustezza migliorata)
Classe Armatura: 31 [10 + 3 (anello deviazione) + 10 (armatura completa mithrall +2) +3 (destrezza) +5 (scudo metallo animato +3)] , Sprovvista 28 Contatto 16

Caratteristiche:
Forza 16 [20 cintura della forza dei giganti  +4]
Destrezza 18 [20 guanti della destrezza +2]
Costituzione 12 
Intelligenza 13
Saggezza 12 [14 amuleto della saggezza +2]
Carisma 14 [16 mantello del carisma +2]

Bab: +7/+2
Attacco normale:  +25, spadone sacro di metallo stellare anatema degli esterni +2 (2d6+9, critico 19-20 x2, +2 a colpire esterni malvagi e +3d6 danni esterni malvagi, +2 colpire creature malvage e +2d6 danni creature malvage), oppure +24, mazza da guerra anatema dei non morti +1 (1d12 +9, critico x2 + colpire e +2d6 danni contro i non morti)
Attacco completo:  +25/+20/+15/+10, spadone sacro di metallo stellare anatema degli esterni +2 (2d6+9, critico 19-20 x2, +2 a colpire esterni malvagi e +3d6 danni esterni malvagi, +2 colpire creature malvage e +2d6 danni creature malvage), oppure +24/+19/+14/+9, mazza da guerra anatema dei non morti +1 (1d12 +9, critico x2 + colpire e +2d6 danni contro i non morti)

Tiri Salvezza
Base: Tempra +5 Riflessi +5 Volontà +2

Tempra:  +8*
Riflessi +12*
Volontà +6*
*conteggia bonus +2 di veste della resistenza

Iniziativa:
 + 9

Classe Armatura: 

Abilità: 74 PA (solo gradi) Acrobazia +6 Conoscenze (Locali Sembia) +5 Conoscenze (Locali Shou) +5, Decifrare Scritture +5 Diplomazia +5 Intimidire +5, Muoversi Silenziosamente +5, Nascondersi +5, Nuotare +5 Percepire Intenzioni +5 Raggirare +5, Saltare +5, Scalare +5, Scassinare Congegni +5 Linguaggi: Comune, Draconico, Shou. 

Talenti: Esperienza Mercantile (Esule Shou), Maestria in Combattimento, Arma focalizzata (Spada bastarda), Fintare migliorato, Combattere con due armi, Combattere con due armi migliorate, Iniziativa migliorata, Arma specializzata

Capacità speciali:
Scoprire Trappole, Eludere, Attacco furtivo +1d6

Equipaggiamento: 
Triplo involucro per arma (Fiamma Veloce, Scintilla veloce e Influenza Fantasma), Acido minerale da alchimista x2, Acquasanta x2, Anti odorante x2, Arrampicatore a corda, attrezzi da scalatore perfetti. Borsa dell'impedimento x2


Oggetti magici: Anello deviazione +1, Corazza di mithrall +1, Cintura della forza dei giganti +4,  Amuleto della Saggezza +2 , Mantello del Carisma +2, Guanti della destrezza +2, Veste resistenza +2, Spada bastarda +1 x2

Note: il personaggio è particolarmente ricco grazie ad Esperienza Mercantile e per questo la soglia di risorse è superiore a quella che un pg di 8° potrebbe possedere

Trevor Stark, figlio di un esule delle terre Shou ignoto e della donna nota come Dalila Stark, ha acquisito e mantenuto il cognome materno  non avendo mai accettato l'abbandono del padre che ha costretto sua madre a compiere lavori sfiancanti e spesso umilianti per poter tirare avanti.
Vissuto in una piccola città della Sembia dove il motto "la ricchezza è potere" non era certo un semplice modo di dire, il giovane ed irrequieto ha compreso ben presto come il denaro potesse comprare praticamente tutto.
Da questa grande penuria di mezzi, facendo fruttare i pochi cimeli orientali che possedeva come pegno,Trevor ha imparato ben presto a giocare - e barare - per vincere piccole somme di denaro, legare e legarsi a persone di svariate classi sociali e a prestare ed esigere favori personali.
Via via che cresceva Trevor creava una rete di contatti da sfruttare per le esigenze di scambio e compravendita di oggetti, molti decisamente non consoni, finchè a nemmeno quindici anni era diventato una persona a cui rivolgersi per fare entrare o uscire merci di contrabbando e procurare ai più facoltosi ogni cosa che i suoi contatti potevano procurare: e quello che non poteva procurare, faceva di tutto per potersi comunque procacciare in seguito, dimodoché, di li a poco, ci furono ben pochi affari loschi che si svolgevano nel quartiere dove viveva, in cui non fosse concretamente coinvolto.
Ma, come mutevole vento, la fortuna non era mai davvero dalla parte di Kaze, come si faceva anche chiamare: alcune ispezioni dovute a furti mai del tutto chiariti portarono alla luce la rete di traffici in cui il giovane mezzosangue shou era parte attiva e, per questo, dovette fuggire via dalla Sembia rifugiandosi presso Ilipur, sulla Costa del Drago, dandosi da fare per ricostruire i propri contatti e sfruttando la ricchezza di quelle contrade per accrescere nuovamente le proprie fortune, grazie a Pros e Teziir e guardandosi bene dal non entrare mai in contatto con qualsiasi traffico riguardasse Westgate, una città meravigliosa di giorno ma sulla quale circolavano sinistre dicerie su quanto accadesse al calar del sole.
Purtroppo, durante il viaggio, sua madre Dalila si ammalò e morì e questo lasciò una ferita profonda nell'animo del giovane Trevor, che si rifugiò dietro una corazza fatta di cinismo, assenza di rapporti seri con il prossimo, alto individualismo e mancanza di stabilità: letteralmente dovunque soffiasse il vento egli era incline a spostarsi, ogni suo capriccio doveva venire soddisfatto e nessuno mai poteva dire per conto di chi avrebbe venduto oggetti di contrabbando o le proprie spade, lavorando spesso come mercenario.
Proprio per questo entrò in contatto con Le Lame Mercenarie, una gilda di soldati di ventura e lame vendute al miglior offerente in cui conobbe personalità del calibro di Mat Damodred, Dama Ainwen una valente sacerdotessa mezz'elfa di Tempus, Galgith l'elfo dalla verde chioma e molti altri avventurieri.
Strinse legami fuggevoli come vento ma mai superficiali con diverse personalità dei Reami, tra le quali Isin Demat, l'elfa oscura ladra magica che in seguito migrò a Mirabar per unirsi ad Alba Nascente,  Arayan Summerstar dei Draghi Purpurei ed Anvar, il feroce berseker che viaggiava tra Le Valli e le Montagne , fino a raggiungere Highmoon ne Le Valli incontrando Asrafindil Ioelthrech, Leora e Tinuviel Palantir, membri dell'allora Ordine Armonioso, successivamente Accademia di Arti e Scienze di Highmoon.

Spirito libero e mai pago di ciò che aveva, viaggiò in lungo ed in largo, legandosi a santi e peccatori, a persone di indole buona come Clio Ancella di Lathander o terribili come Vajolet Dewinter sacerdotessa di Umberlee la Meretrice del Mare, senza trascurare la Fenice Arcana, organizzazione ben nota dei maghi Aldebaran Julia e sua moglie Meghara, sempre cercando di aumentare le proprie risorse economiche e la schiera di persone a cui doveva o da cui doveva esigere favori, persino con i Custodi dei Boschi, Lothiriel la Chiara e Daniel Marsew di Shaundakul.
Ed è ancora nei Reami Dimenticati, in giro per Faerun, che Trevor Stark si muove: con un cuore comunque tenero viaggia e cerca, forse per sè stesso, un vero luogo in cui sentirsi a casa. 

- Leo "Lordgirsa" d'Amato-
Si ringrazia Anas Rekassi per le ore trascorse assieme: il vento ti sia lieve.

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martedì 30 giugno 2026

[Approfondimento] 10 +1 motivi per i quali Sherlock Holmes è decisamente un amico di m***a



Disclaimer doveroso quanto necessario: il seguente articolo è goliardico.

Sherlock Holmes è il mio personaggio letterario preferito, sopravanzando Raistlin e Drizzt do'Urden di diverse lunghezze.
"Ma come, Lordgirsa", direte voi, "niente personaggi de Il Signore degli Anelli?"
Ebbene no, dato che quell'opera è la mia preferita, ma se parliamo di singoli personaggi diciamo che ho altri gusti.
Ora, visto che ci vuole amore per criticare ciò che si ama, non si può trascurare i sorrisi, anche involontari, che la lettura o l'ascolto (nel caso degli audiolibri) suscitano quando il buon investigatore di Baker Street esercita le sue doti ai danni del suo miglior amico, il dottor Watson.
Ribadisco che l'intento è decisamente umoristico perchè amo tantissimo questo personaggio e, non a caso, ne ho tratto ispirazione per almeno due dei miei personaggi storici, giocati in D&D uno e ne Il Richiamo di Chthulhu l'altro. 

Colgo l'occasione anche per ringraziare in modo sicuramente non sufficiente tre canali youtube che mi fanno compagnia e mi assicurano una splendida immersione nel mondo di Sir Conan Doyle (e non solo) ed ai quali debbo, grazie alle splendide inflessioni e recitazione offerte, l'ispirazione per il presente articolo. 
Sono canali meravigliosi, professionali e che meriterebbero dieci volte tanto i loro iscritti per l'opera meritevole che svolgono.

Sto parlando di: 

Li ringrazio dal profondo del cuore, perchè pur se dubito sappiano io esista, ciò che mi regalano è assolutamente impagabile. Grazie ragazzi, grazie professionisti, grazie attori: siete il meglio che si possa desiderare.

Veniamo dunque a noi, con debita sigla di apertura:



Egregi Signori della Giuria, 
chi ha letto i racconti ed i romanzi di Sir Conan Doyle, tralasciando i successivi scritti apocrifi e le varie trasposizioni televisive e cinematografiche, spin-off ed adattamenti (attori come Benedict Cumberbatch e Robert Downey Jr. l'hanno presentato in modo istrionico e decisamente memorabile ma nulla che abbia a che vedere con la classe di Basil Rathbone nè, sopratutto, con Jeremy Brett, il miglior SH di sempre) saprà che Sherlock Holmes è un personaggio decisamente singolare. 
Conviviale e socievole per esigenze e necessità quanto schivo e difficilmente aperto alle amicizie, nel corso degli anni ha avuto come fido cronista e schiavo compagno affidabile ed amico il buon John H.Watson, dottore e alter ego di Conan Doyle stesso.

Per tutti quanti, chi più, chi meno, è cosa nota che l'autore giunse ben presto a detestare cordialmente il proprio personaggio di maggior successo, facendolo "morire" al termine de "L'ultima avventura" assieme all'arcinemico Moriarty nelle cascate di Reichenbach, salvo trovarsi costretto a furor di popolo a trovare un modo per "resuscitarlo".
Si può assistere così anche al primo grande retcon della storia, dato che spesso in alcuni racconti si introdusse proprio la figura di Moriarty onde dare una miglior cornice a quel personaggio così apprezzato quale indiscusso avversario di Sherlock Holmes.


Ma qui, Signori Giurati, siamo riuniti per condannare proprio quest'uomo: l'investigatore che ha fatto della scienza della deduzione il suo cavallo di battaglia, l'uomo che ha elevato la fredda logica a strumento tale da rendere tutti i successivi personaggi su quella falsariga delle pallide imitazioni, l'uomo che sa riconoscere cento o più tipi di tabacco ecco, proprio lui, quel Sherlock Holmes oggi è sul banco degli imputati.
Andremo dunque ad evidenziare come, nei fatti, Sherlock Holmes sia un sadico disgraziato, un uomo che normalmente sarebbe stato preso a pugni - in questo la serie televisiva di Sherlock ci ha dato soddisfazione grazie al Watson portato in scena da Martin Freeman - e, nello specifico, un pessimo amico. 
Porteremo prove su prove a testimoniare che, per quanto giustificabili i suoi intenti, i mezzi siano stati spesso e volentieri riprovevoli. 

Ci mancava solo Watson in versione parafulmine alla Fantozzi



1) Ti dice che, in sostanza, sei utile quando sbagli.

Nel celebre Il Mastino dei Baskerville, Watson prova a ragionare sulle caratteristiche del proprietario di un bastone, il dott. Mortimer, che è stato dimenticato nel loro appartamento.
Holmes lo ascolta, lo lascia procedere, sembra persino lodarlo oltre ogni altro precedente... e poi, inevitabilmente, gli spiega come quasi tutte le deduzioni di quel poveraccio siano errate.
Addirittura, lo consola — si fa per dire — dicendogli che non è “luminoso”, bensì un “[...]conduttore di luce. Alcuni individui, pur non possedendo il genio, hanno in sè il potere di stimolarlo”: in pratica Watson non produce genialità, però trasporta quella degli altri, o meglio stimola quella di Holmes attraverso i propri errori.
A voler essere franchi, già questa è una di quelle occasioni in cui una persona non "vittoriana" e figlia di quel cameratismo che si instaura tra due persone conviventi nello stesso appartamento, a fine Ottocento, potrebbe serenamente mandare a quel paese il proprio interlocutore.
E siamo solo al punto n.1: andiamo bene.

Ecco, appunto.


2) Ti sfrutta per raccogliere informazioni sul campo, lamentandosi che hai fatto schifo.

Ne L'Avventura della Ciclista Solitaria (o del ciclista solitario, al maschile), Holmes non desidera allontanarsi da Baker Street e, per questo, spedisce il buon Watson che, essendo un medico, di certo non avrà così tanto da fare, presso Farnham, classico paese della campagna inglese a svolgere talune indagini sul perchè l'insegnante Violet venga seguita da qualcuno in bicicletta. Anche in questo, come molti altri, Holmes si guarda bene dal fornire qualche consiglio o suggerimento PRIMA che Watson parta, in modo che, non so, non sprechi il proprio tempo e, magari, si scoprano le cose prima che un crimine possa compiersi: qui il buon dottore compie indagini comunque dignitose, per quanto per onestà intellettuale egli non brilli di iniziativa o fantasia, va detto, e torna tutto contento da Sherlock che, tuttavia, gli eccepisce che se l'era cavata proprio male (cit): il posto in cui Watson si era nascosto era completamente sbagliato; si era rivolto ad una agenzia di Londra per avere notizie sui proprietari di Charlington Hall; non si era rivolto all'osteria locale ed a persone del posto per cavarne qualche informazione; e così via. Alchè, quando stava per partire probabilmente un potente gesto dell'ombrello da parte di Watson, Holmes taglia corto con un "benebene, non se la prenda". 'tacci tua, Sherlock. 







3) Ti ri-manda a raccogliere informazioni, eccependo che non hai scoperto nulla

Ne L'avventura del Portabandiera in pensione, titolo totalmente stravolto in italiano per motivi a me ignoti, dato che l'originale sarebbe "L'avventura del commerciante (o fabbricante) di colori in pensione" (The adventure of the retired colourman), Watson va nuovamente a fare il bardo che tira Raccogliere Informazioni, sul campo di battaglia, sempre al grido di "farò del mio meglio": questa volta, si tratta dell'anziano Josiah Amberleyche ha perso la moglie molto più giovane di lui, il miglior amico ed i soldi in una botta sola. NATURALMENTE anche qui Sherlock evita assolutamente di dare qualche imbeccata a quel povero stronzo di Watson: quest'ultimo, intanto, inizia a descrivere la casa (e forse si, eccede in dettagli forse inutili) ma ecco che Holmes già lo rimbrotta con un "Lasci perdere le descrizioni poetiche!" . Subito dopo, a racconto terminato, egli, con flemma ricercata (grazie Audiolibri), così, en passant, dice che "[...] è vero che, anche se nella sua missione le è sfuggito tutto quello che era importante, pure quelle cose che si sono IMPOSTE alla sua attenzione danno molto da pensare": un modo elegante e non certo velato per dire che certe cose erano talmente ovvie da esserci andati a sbattere contro e, quindi, per forza il buon Watson le ha ha potute/dovute notare. Ma vaffambagno un po', Holmes.




4) Ti manda da solo a rischiare la morte nella brughiera maledetta

Nel già citato Il Mastino dei Baskerville, Sherlock Holmes suggerisce a Sir Henry Baskerville di farsi accompagnare nella sua dimora ancestrale dal fido (nel senso di cane) John H. Watson, ilota sempre pronto ad accondiscendere ai desideri del proprio amico/padrone, così da essere protetto dal medico militare (ricordiamo il buon Watson è un reduce della guerra in Afganistan).
Piccolo problema: la dimora ancestrale sorge presso la Brughiera dove, si vocifera, l'antenato dei Baskerville diede il via alle circostanze da cui ebbe origine la maledizione, ossia un gigantesco cane infernale che perseguita i discendenti che, spesso, sono morti malissimo, non ultimo l'ascendente di Sir Henry, Sir Charles Baskerville.
Ora, pur dando credito che una mente analitica come quella di Holmes rifugga il soprannaturale, già a Londra egli ha le prove che ci sia un complesso complotto in atto che, probabilmente, potrebbe riguardare le fortune dei Baskerville, che tra titoli, denaro e proprietà si attestano ad oltre un milione di sterline: facendo un rapido calcolo si arriva a circa 165 milioni di sterline attuali, nel 2026, cioè almeno 190 milioni di euro
Giustamente, nonostante gli avvertimenti di rito e l'augurio di rivedere Watson al sicuro in Baker Street, questi viene mandato in un luogo pericoloso dove, ad accrescere i rischi, c'è un penitenziario da cui è evaso un pericoloso assassino, Selden, si rischia di finire in pantani che, come gorghi, risucchiano a guisa di sabbie mobili, e dove un cane di grossa taglia sicuramente c'è, data la presenza di impronte: quindi, il modo più sicuro di crepare malissimo. Grazie, Shé. Grazie tante. Bastardo.
Un plauso comunque a Menestrandise



5) Disprezza i racconti che scrivi, pur essendo tra i motivi per i quali il tuo nome è famoso

Ci sono molti esempi di scarsa riconoscenza di Sherlock nei confronti degli scritti del dottor Watson: anche qui, sempre per onestà, Holmes viveva di un ben nutrito sottobosco di passaparola, con clienti che fungevano da miglior procacciatori di nuovi clienti alimentando la sua fama, del resto ben meritata. Ed è ok, siamo tutti concordi sul fatto egli potesse avere già una certa notorietà.
Tuttavia non si può negare che John Watson abbia contribuito a cementare non solo in patria, ma nel contesto europeo, la fama dell'investigatore di Baker Street, cosa che, sicuramente, si era trasformata in una sorta di boomerang al punto che, spesso, chi consultava Holmes lo faceva per piccoli problemi o cause almeno all'apparenza non criminose come nell'incipit de I Faggi Rossi
Tuttavia, quando Holmes stesso prova, in un paio di circostanze, a narrare egli stesso, in prima persona, i propri casi, ecco che, pur riconoscendo le difficoltà insite nel presentare a dei lettori ignari dei fatti le cose in modo che risultassero anche avvincenti e non ne scoraggiassero la lettura, pure esprime alcune parole non proprio gentili verso Watson: "le idee del mio amico Watson, benché limitate…” e poi rincara dicendo che i racconti watsoniani fossero superficiali e troppo piegati al gusto popolare.
Un capolavoro di mancanza di rispetto, che Audioraccontando ha avuto il buon gusto di mettere in scena.
"[...]Mi sembra di averle reso piena giustizia" bela il povero Watson, veterano di guerra afghana, ma senza sortire effetti verso chi lo accusa di aver ridotto a favole quello che doveva far oggetto di un ciclo di conferenze. 
Mostruoso.




6) Ti manda a fare il lavoro sporco pur potendolo svolgere lui stesso col culo sulla poltrona.

Nel già citato Avventura del Portabandiera/Commerciante/fabbricante di colori in pensione, abbiamo già eccepito come Holmes rimproveri a Watson, in sintesi,  di aver fatto schifo nel raccogliere informazioni.
Ma il capolavoro arriva dopo: alla domanda del servo della gleba del fidato amico che chiede in cosa sia stato manchevole, Holmes rincara la dose: "non se la prenda. [...] Nessuno avrebbe potuto far meglio (salvo lui ovviamente), molti, anzi, avrebbero fatto di peggio. E' evidente che le sono sfuggiti dei punti essenziali." quali l'opinione dei vicini su Amberley e sua moglie, sulla fondatezza del fatto che il dottor Hernest fosse un rubacuori, sulle voci raccolte presso l'impiegata dell'ufficio postale o della moglie del fruttivendolo.  "[...] e lei ha trascurato tutto questo." conclude l'investigatore.
Quando Watson, li li pronto a caricare un gesto dell'ombrello abbastanza forte da produrre energia sufficiente ad alterare la realtà in quella zona o scatenare un uragano, si controlla e dice che "bè, si può sempre fare", in modo da tenere contento quel sadico schiavista del proprio amico, ecco che questi invece gli porge la beffa finale rispondendo "è già stato fatto. Grazie al telefono ed all'aiuto di Scotland Yard, riesco in genere ad ottenere gli elementi essenziali che mi servono senza uscire da questa stanza."
Cioè, fammi capire: hai mandato in un posto deprimente ad incontrare quello che sembrava essere un noioso cliente il tuo miglior (nonchè unico) amico, giusto per dargli un contentino e, dando già per scontato che questi avrebbe fatto schifo a raccogliere le giuste informazioni, ti sei preso la briga di fare telefonate e chiedere alla polizia le informazioni che confermassero o smentissero il racconto dell'anziano Amberely? Ma io ti vado a denunciare, deficiente.



7) Ti porta in posti pericolosi in cui rischi la vita, ma alla fine è pure colpa tua che ci vai.

Oltre al caso celebre de I Tre Garrideb dove Watson rischia di lasciarci le penne a causa di un colpo di pistola andato a segno, ci sono molte situazioni di estremo pericolo in cui Sherlock volente o nolente trascina il povero dottore che, va detto, ha l'istinto di autoconservazione di un cervo che si iscriva al circolo della caccia. Ne La Fascia Maculata, per esempio, il Dinamico Duo entra in contatto col violento dottor Roylott, uno in grado di piegare un attizzatoio di ferro con le mani, attraversano un parco dove sanno si aggirano un babbuino, animale notoriamente incazzoso, ed un ghepardo, che manco a dirlo è il predatore più veloce al mondo quindi tanti saluti al buon Watson, nel caso e, per chiudere in bellezza, va a trascorrere la notte al buio in una stanza dove quell'aquila di Sherlock sa o sospetta possa giungere la morte grazie ad un qualche serpente che, ovviamente, è silenziosissimo e letale. Dei rischi circa Il Mastino dei Baskerville abbiamo già parlato. Come dimenticare, poi, i rischi di casi come La Lega dei Capelli Rossi, L'ultima Avventura con il sindacato del crimine di Moriarty alle loro calcagna anche all'estero e tanti altri casi simili? Anche ne L'Avventura del Cliente Illustre, Watson viene mandato nella fossa dei leoni, dovendosi fingere un esperto di ceramiche cinesi con meno di 48 ore di studio della materia per incontrare un tizio che non solo è una autorità in materia, quindi rischio di sgamo al 100%, ma anche un uxoricida e notorio criminale, il che si traduce per Watson nell'avere le stesse chance di sopravvivere di quelle che ha una aragosta che cammini nei pressi di un ristorante sulla litoranea.
A concludere, tipo sindrome della moglie picchiata dal marito, proprio ne I Tre Garrideb, quando Watson viene ferito gravemente e Holmes sembra preoccuparsi con  un "E' ferito, Watson? Per l'amor di Dio mi dica che non è ferito" ecco che si completa la sindrome di Stoccolma quando il buon dottore arriva a dire "valeva una ferita. Anzi, molte ferite, scoprire quale miniera di lealtà e affetto si nascondeva dietro la sua maschera gelida".
Ah, PURE!. Oh, John, uno ci prova a salvaguardarti, ma sei pure tu che te le cerc...o cacchio, fate finta non abbia detto nulla. 



8) Ti usa come diversivo umano e ti spedisce in capo al mondo pur di avere campo libero.

Oltre ad usare il dottor Watson come strumento ne Il Mastino dei Baskerville, fingendo di essere rimasto a Londra, nel già citato  L'avventura del Portabandiera in Pensione, Sherlock giunge infine a sospettare che il vecchio ed avaro Amberley abbia commesso un qualche delitto: dunque, che cosa fa? Spedisce un falso telegramma da parte di un sedicente e inventato vicario di un villaggio lontanissimo e dimenticato da Dio per attirare in quel luogo il sospettato e poter compiere una bella effrazione e perquisizione non autorizzata nella sua casa. Per meglio condire questo esempio di rigida schematicità mentale, affianca a questa persona che, per quanto anziana, sembra pericolosa e animalesca, proprio il caro Watson, ovviamente senza dirgli null'altro che di accompagnarlo e, se mai l'anziano fosse fuggito, di avvisarlo. Quando il Comico Duo, l'avaro ed il dottore, giungono in quel villaggio e presso la canonica del vicario, che ovviamente non ne sa un accidente del telegramma, Watson richiama disperato e confuso l'investigatore che, al telefono, per poco non gli ride in faccia dicendogli che ha paura di averlo condannato a trascorrere la serata (e la notte) in quel posto lontano non essendoci treni per il ritorno prima dell'indomani "[...] ma c'è sempre la natura. La natura, e Josiah Amberley". Così chiosa Sherlock Holmes prima di chiudergli il telefono in faccia.
Io.
Ti.
Uccido. 



9) Ti fa credere di stare per morire solo per incastrare un criminale


In un paio di racconti, in particolare, Holmes recita la parte del moribondo: ne L'Avventura del Cliente Illustre, Sherlock e Watson vengono a conoscenza del fatto che un uomo estremamente pericoloso, il barone Adelbert Gruner, ha messo gli occhi (e le mani) su una ricca fanciulla, la figlia del Generale de Merville, che intende sposare. Subito Holmes si attiva, col risultato di venire pestato da alcuni scagnozzi del gentiluomo, e da li parte una trama complessa che prevede il fingersi moribondo così che il Barone abbassi la guardia. E fin qui, ok, Watson sapeva che Sherlock fosse messo male, ma non così tanto male come invece egli ci teneva a far trasparire con bollettini medici sempre più tragici perchè facevano parte del piano. Benissimo.
Tuttavia, ne L'Avventura del Detective Morente, invece, tanto la signora Hudson che Watson sono realmente convinti che Holmes abbia contratto qualche pericolosissimo male e stia li li per  morire: su indicazione del moribondo, dunque, il servo della gleba il suo caro amico si precipita a cercare l'aiuto di un uomo anch'egli assai pericoloso, Culverton Smith, che guarda caso è proprio il responsabile di questa malattia terribile che affligge Holmes. Watson, dopo aver convinto l'individuo a raggiungere Baker Street, torna al capezzale del suo amico solo per scoprire che dovrà acquattarsi e nascondersi ed aspettare l'esito del dialogo tra Holmes e Smith: dialogo che si conclude con la confessione di quest'ultimo di aver ammazzato il nipote ed attentato alla vita del detective, e questi che invece, con un semplice ta-daaaa rivela che stava solo fingendo di essere moribondo e che quella malattia non l'aveva in realtà mai contratta. 
Quindi, Watson che aveva mostrato la sua fedeltà e lo sprezzo del pericolo dichiarando di non temere il contagio e di voler assistere fino alla fine il proprio amico, scopre che era solo uno scherzone atto a strappare una confessione da Culverton Smith, confessione che, guarda un po', vedrà proprio Watson come testimone. 
Ah, corollario: dato che Sherlock era costretto a fingere d'essere ammalato e contagioso, si lascia andare ad alcune offese ben mirate sulla incompetenza di Watson circa le malattie tropicali definendolo un modesto medico mediocremente qualificato pur di non farsi visitare da questi: successivamente, come tutte le persone tossiche che si rispettano, si scusa dicendo che non voleva, che aveva bisogno Watson fosse credibile ed emotivamente coinvolto per attirare Culverton Smith in trappola e che ha detto quello che ha detto perchè poteva ingannare il dottore ed amico solo a ragguardevole distanza, e che per quello, in sostanza, l'ha dovuto offendere per non farlo avvicinare.
A momenti manco con gli schiavi nei campi di cotone. 




  

10) Ti fa credere di essere morto per tre fot****ssimi anni e poi torna da te come se niente fosse.

Questo è il capolavoro: anche qui, ringraziamo Martin Freeman che, interpretando il buon Watson, ha preso a pugni Sherlock nella serie omonima come pure meritava ampiamente, per quanto sia sempre una magra consolazione. Dopo aver scampato la morte, aver perso i bagagli, essersi spostati all'estero e viaggiato per evitare pericoli sotto forma di sicari di Moriarty, alla fine (sembra) che Sherlock Holmes muoia ed il povero Watson non abbia di meglio che tornare a Londra, finalmente libero, un po' come Dobby, l'elfo domestico della saga di Harry Potter.
Ad un certo punto, quando la situazione lo richiede a causa di un crimine apparentemente inestricabile che gli offre la scusa per tornare a Londra, ecco che il buon Sherlock torna da te e con un magheggio ed un ta-daan te lo trovi nel tuo ambulatorio medico, travestito da anziano libraio.
Ora, io ammiro questo spirito di amicizia e mascolinità vittoriana perchè io O avrei pensato ad un fantasma e sarei morto sul colpo O avrei scaricato il caricatore della pistola verso di lui credendo ad un impostore; svenire, come Watson fa, da brava damigella in pericolo, non lo so. 
Ora, nemmeno ci fosse un caso di stress post-traumatico, ecco che Sherlock racconta per filo e per segno come Watson, "nel modo più commovente ed inefficiente possibile", abbia creduto egli fosse morto: anche qui, sicuri che non possa sparargli così, giusto per sicurezza? Vabbè.
Comunque egli spiega che ha fatto tanti bei viaggi, è stato in giro per il mondo, ha incontrato questa e quella eminente personalità e, ovviamente, suo fratello Mycroft era al corrente di tutto questo dato che Sherlock dipendeva da lui per il denaro ed altre esigenze.
Sono sicuro che, anche qui, stesse per partire un pugno di quelli potenti all'indirizzo dell'investigatore che, però, si premura di chiarire che l'ha fatto per lui, per proteggerlo nel caso in cui si fosse tradito ed avesse rivelato ai resti della banda di Moriarty di sapere che Sherlock fosse vivo. Ah, ovviamente Watson viene catapultato quella sera stessa in un'altra situazione di pericolo senza mezza spiegazione e col rischio di beccarsi una pallottola in fronte. Corollario, non capendo alcuni dettagli del piano, che nessuno si prende la briga di spiegargli, il dottore si becca pure un rimprovero da parte di Sherlock.
Magnifico, un capolavoro di tossicità. 

+1 Bonus) Rende la tua casa un porcile, chè manco un centro sociale

A parte il vizio di drogarsi, essendo un fruitore di cocaina finchè, in uno dei racconti successivi Watson/Doyle riferisce di aver aiutato Sherlock a disintossicarsi o comunque di averlo convinto a farne a meno (L'Avventura del Giocatore Scomparso), Holmes si rivela essere uno dei peggiori coinquilini possibili: abitudini disordinate di sonno/veglia, suonare il violino a qualsiasi ora del giorno e della notte, conservare il tabacco in una pantofola persiana, tenere le lettere conficcate sulla mensola grazie ad un pugnale, svolgere esperimenti chimici alle ore più impossibili, saturare l'ambiente di odori e sostanze terribili, arrivare finanche a sparare un centinaio di cartucce con la propria pistola per realizzare nel muro le lettere "VR" nel muro e, ovviamente, ricevere cani e porci nella propria abitazione (in fitto, ricordiamolo) accogliendo i visitatori più improbabili e le classi sociali più disparate. 

E questo è quanto: si ribadisce che non è un articolo che vuole offendere, ma anzi a dare un tributo ad una delle figure letterarie più importanti di sempre. Ah, spin-off come Enola Holmes e il recente Young Sherlock non esistono, per me, per quanto gradevoli talvolta.


- Leo "Lordgirsa" d'Amato - 





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