mercoledì 12 maggio 2021

VistoIeri: Resident Evil, la saga completa (regia di Paul W. S. Anderson, con Milla Jovovich, Michelle Rodriguez, Iain Glen e altra gente) - SPOILER

Ieri, giusto perchè non avevo modo di farmi male altrimenti, e dato si tratta di film che contemplano una buona dose di urla da sconsigliarne la visione a casa, mi sono sciroppato una maratona di tutti quanti i film di Resident Evil, la saga horror più nota e amata per il mondo videoludico, il vero e proprio spartiacque del genere, che ha generato una saga pseudohorror cinematografica che pochi al contrario ricordano con vero affetto.

Tutto ha inizio da qui.

Quando il primo capitolo del videogioco uscì su pc, con il nipponico nome di Biohazard, nel lontano e preistorico 1996, fu come nascere per la prima volta: qualcosa di così terribile, in senso buono, come Resident Evil, non s'era mai visto nè immaginato. 

Una saga che combinava thriller, action, horror e un po' di strategia per tirare su le risorse e fare scorta di quello che serviva per andare avanti nel gioco il tutto calato in una grafica che all'epoca suscitava stupore e clamore e che, a mio modestissimo giudizio, tiene botta anche oggi che sono passati quasi cinque lustri, era davvero qualcosa di avveniristico, rivoluzionario: e, ad avere uno staff di gente capace, di sceneggiatori competenti e di un regista con i controcosi, il tutto si sarebbe prestato benissimo ad un adattamento cinematografico.
Ok, smettiamo di sognare, e passiamo alla saga videoludica.

Le doti attoriali della Jovovich: tutte e due bene in vista.

Con queste premesse vide la luce il primo capitolo della serie cinematografica nel 2002, richiamando attori di grido anche se non tutti necessariamente iper noti, ad eccezione forse delle sole Milla Jovovich e Michelle Rodriguez: Iain Glen, meglio noto per essere stato Sir Jorah Mormont in Game of Thrones - al quale non va mai bene con le donne, c'è da dire - Eric Mabius, Jason Isaacs, Sienna Guillory, Spencer Locke ed altri.
Dando un po' di numeri, la serie consta dell'episodio iniziale e di ben cinque seguiti - Madonna Santa, CINQUE - di cui ad un certo punto si faticava sia a tenerne il conto, sia a ricordarne l'effettiva utilità: a tal punto ero poco interessato che in un certo momento ho perso conto del numero di capitoli usciti, ripromettendomi che, se proprio necessario, un giorno avrei provato a recuperare eventualmente i vari film ma solo quando la serie si fosse conclusa.

Per chi, come me, alla fine aveva le idee confuse sul numero di uscite, data di proiezione e ordine in cui recuperare i vari capitoli di Resident Evil, per chi, insomma, volesse farsi del male vedendosi tutti questi film, metto a disposizione un veloce specchietto, tenendo conto che da noi sono usciti tutti in momenti differenti:

Resident Evil (2002)
Resident Evil: Apocalypse (2004)
Resident Evil: Extinction (2007)
Resident Evil: Afterlife (2010)
Resident Evil: Retribution (2012)
Resident Evil: The Final Chapter (2016)

Ora, dato che Amazon Prime Video è il mio personale pusher di fiducia per i film, ma a volte la droga la usa direttamente perchè fa scelte quantomeno bizzarre, ha nel mese di ottobre caricato QUASI tutta la saga, salvo Afterlife che a quanto pare è l'unico messo, oibò, a pagamento: non so se sia masochismo, stronzismo o pessima scelta di marketing, ma mi metto nei panni di quanti volevano vedere tutti i film e si sono trovati UN singolo capitolo, quello di mezzo grossomodo, che dovevano pagare. 
Dato che tuttavia possedevo già dal 2011 un cofanetto blueray con i primi quattro film ho potuto ovviare, pur comprendendo quanti si saranno incazzati come iene per questa scelta: più sensato sarebbe stato mettere magari l'ultimo capitolo a pagamento, se proprio, ma non Afterlife che è peraltro il piu dimenticabile assieme a Retribution , due film che assieme non ne fanno uno decente.



Difficile dire a cosa sia dovuto, ma non ho mai visto una saga celebre, che comunque ha incassato uno sproposito, gettarsi via così.
Nemmeno Lo Squalo o lo stesso Alien, con i recenti Prometheus e Covenant, possono dire di essere caduti così in basso, perdendo non solo lo spirito iniziale, dato che un certo potenziale c'era, ma proprio l'idea alla base di questo prodotto: ci avviciniamo difatti pericolosamente al capolavoro del "buttarsi via" in una scala che va da zero a "trilogia de Lo Hobbit", di Peter Jackson.

Dopo un primo film per l'epoca comunque all'avanguardia per effetti speciali, ora senz'altro invecchiato male - basta vedere la Creatura finale che viene affrontata - che mescolava suspence, atmosfere di cospirazione, horror ed action con degli effetti rallenty comunque misurati, ed un secondo capitolo almeno interessante, tutto è andato a scatafascio: la storia ha iniziato a prendere una deriva da fanta thriller, gli zombi che potevano essere sfruttati come, si perdoni il paragone, fece Romero per lanciare una certa invettiva contro il consumismo dilagante, l'effetto gregge e critica sociale, cedono il passo ad esseri che corrono persino, a mostri frutto di ingegneria genetica ma anche di una CGI non sempre convincente e ad una trama che si sfilacciava sempre di più: vengono introdotti le Las Plaguas, sorta di parassiti responsabili di mutazioni, il Virus G che peraltro è antecedente alle plaguas, il Virus C... ho temuto seriamente che dovessimo farci tutto l'alfabeto.

Il nostro Sir Jorah Mormont Dr Isaac: nemmeno qui gli va tanto bene con le donne


Gli effetti di rallenty sono diventati l'equivalente di un meme vivente per Anderson ed il suo modo di confezionare le pellicole successive al punto che si diceva che, eliminandoli, ciascun film sarebbe durato almeno mezz'ora in meno, si sono introdotti concetti come la clonazione selvaggia della protagonista e di uno degli antagonisti e, infine, si è gettata luce nel capitolo finale su chi ella davvero fosse.
La componente suspance si è persa, i jumpscare telefonatissimi giungevano finanche ad annoiare e le scelte di buttare in vacca certune soluzioni come lo pseudoassedio tipo Fosso di Helm nell'ultimo film hanno fatto chiaramente intendere come non ci fosse più una accidenti di idea che fosse una per confezionare un prodotto almeno di intrattenimento che non fosse ignorantissimo.

Per quanto possa sembrare strano, tuttavia, l'ultimo capitolo, The Final Chapter, si è rivelato una sorta di sorpresa: non che le mie aspettative fossero alte, anzi, probabilmente solo perchè erano così basse il film mi è risultato, si perdoni il termine, piacevole per l'ultima mezz'ora. 
Peccato che non ci fossero avvisaglie di certe rivelazioni, e che quindi l'effetto sorpresa sia giustificato anche dal fatto che nessuno poteva immaginare o aspettarsi certe cose perchè, bè, nessuno aveva seminato indizi per iniziare a fare elucubrazioni: e questo in una scala di "madadovediavolosenesonousciti" che va da zero a Aurelius Silente de Animali Fantastici- I Crimini di Grindelwald.
Intendiamoci, non è assolutamente un buon film nemmeno questo capitolo finale: l'azione è sconclusionata, ci sono momenti in cui si capisce qualcosa solo per l'(ab)uso di rallenty e di base i personaggi sono piatti come fogli di carta, non restandone nessuno di veramente memorabile o che almeno ricordi la propria controparte videoludica.
Solo, nel marasma fino a qui visto, già il fatto si gettino le basi per alcune spiegazioni e che si provi a dare un minimo di coerenza al tutto - che pure non torna, ma almeno ci si prova- basta a renderlo migliore degli altri capitoli. O almeno degli ultimi tre.

Evoluzione grafica della protagonista


Milla Jovovich, la indiscussa protagonista della saga, è per quanto sia brutto dirlo, una attrice che ha lavorato solo o prevalentemente in funzione delle sue esperienze matrimoniali: finchè stava con Luc Besson, era la sua Musa, con film come Il Quinto Elemento e Giovanna d'Arco; poi ha avuto qualche esperienza in altre pellicole (Million Dollar Hotel, l'indifendibile Ultraviolet, il pur pregevole Zoolander), ma per il resto è rimasta vincolata alla saga di R.E.
Qualche parte qua e la, finchè nel 2020 recita in Monster Hunter, sempre un film tratto da un videogioco con, sorpresa sorpresa, regista suo marito.
Tutto questo tuttavia non è un andare a dar demerito all'attrice perchè ella è, prevalentemente, una modella: bravina nella recitazione, piacevole nelle sue prime esperienze con Besson ma da li in poi non ha saputo emergere in maniera particolare e dispiace far presente che sia stata scelta solo per questa sua particolare ed indiscutibile bellezza, a volte ingenua, a volte distante, algida (non la marca di gelati) ma per il resto priva di doti attoriali di un certo rilievo.

La stessa deriva della serie, che ha progressivamente abbandonato sempre più il retaggio videoludico a favore di una visione horror con vari mostri la cui origine viene liquidata con un "il virus si è evoluto, e mutando esso provoca effetti differenti" onestamente non basta a soddisfare, specie poi visto che ci sono alcune incongruenze e buchi di trama qua e la che anche da capitolo a capitolo e finanche all'interno dello stesso film di riferimento, rendono la visione pesante per chi cerca la cosiddetta quadratura del cerchio.

Sempre grande rispetto per le attrici, mai sessualizzate. No, no...


Nonostante quindi Resident Evil abbia avuto un guizzo pure apprezzabile verso la fine, tutto questo non basta, a mio giudizio, per salvare la serie da un giudizio comunque negativo.
Poco, molto poco, si può considerare interessante e tutto ciò che si poteva dire, secondo me, si è esaurito con il secondo film, le cui aspettative e possibili sviluppi sono stati ampiamente traditi dal terzo capitolo (compreso) in poi.
Non credo che a livello di cinematografia, almeno, questa saga avrà vita o, meglio, una seconda vita: ho apprezzato già di più il capitolo in CGI di animazione intitolato Resident Evil- Vendetta che, per lo meno, lascia la sensazione d'essere un videogioco sotto mentite spoglie, al netto dell'assenza di interazione: gli zombie restano una tematica che si porta molto, come dimostra la nuova serie di The Walking Dead - World Beyond di recente aggiunta al catalogo di APV; lo stesso Resident Evil resta una splendida realtà videoludica che non accenna a perdere un colpo, venendo proposta e riproposta spesso e volentieri. 

Ma se parliamo di questa esperienza cinematografica, ecco, per restare in tema, credo che sia giusto essa rimanga morta e sepolta, e senza possibilità di venire resuscitata

Si, si parla anche di te


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martedì 4 maggio 2021

VistoIeri: Justice League di Zack Snyder o Snyder's Cut Justice League (2021) con Henry Cavill, Gal Gadot, Ben Affleck, Amy Adams, Ray Fisher, Jason Momoa

 



A #VistoIeri si commenta la versione di Justice League realizzata da Zack Snyder: una edizione lungamente annunciata, travagliata, attesa, osteggiata, rifiutata, bramata, e di cui si è parlato praticamente dal minuto 1 successivo alla visione del film originale, uscito al cinema  nel lontano 2017.

Justice League, all'epoca, non piacque: tra pubblico diviso nelle opinioni, e critica che in generale era concorde nel demolirlo, questo progetto fu un discreto bagno di sangue, al botteghino, con una perdita netta di almeno sessanta milioni di dollari per la Warner.
E questo, nonostante fosse un film supereroistico, anzi, proprio perchè un film supereroistico, faceva pensare tantissimo: non giovava il fatto che la trama e, in generale, la sceneggiatura, fossero schizofrenici, perchè frutto delle mani di due registi parecchio differenti. E se già all'epoca la cosa si poteva notare tantissimo durante la prima visione, con quelle successive si riusciva tranquillamente ad individuare i momenti diretti da Snyder e quelli di Joss Whedon (regista dei primi due Avengers), cosa che è un risultato abbastanza brutto: esiste una lista pressochè lunghissima di film che, pur partoriti da molteplici mani, sono risultati ottimi se non veri e propri capolavori, come Via Col Vento tanto per citarne uno.

Perchè dunque si è giunti, dopo più di tre anni, a presentare una nuova versione del film su cui in questo periodo stanno parlando praticamente tutti, blogger e cinefili, amanti di comics e youtuber? 

La versione originale di Justice League del 2017
è frutto di una tribolata produzione dovuta al fatto che Zack Snyder ha dovuto abbandonare il progetto quando, il 22 maggio di quell'anno, una delle sue figlie si è suicidata: vista la situazione, dunque, la produzione su richiesta dello stesso regista ha convocato Joss Whedon, che nel frattempo aveva già abbandonato il Marvel Cinematic Universe dopo Age of Ultron, il secondo film corale sugli Avengers.

Si sono sprecate, ovviamente, anche le battute sul fatto che la DC, cercando di differenziarsi totalmente dalla Marvel, sia arrivata invece a copiarne stile e impostazione prendendo addirittura lo stesso regista degli Avengers, tentando di bruciare le tappe per pervenire ad un film corale a sua volta in pochi anni e con poche pellicole, laddove al contrario il MCU era iniziato nel lontano 2008 con diversi film stand alone che servivano a presentare i vari personaggi per ogni singola "fase".

Per quanto anche a me Justice League non sia piaciuto particolarmente, pure ho saputo vederne il buono, per quanto annacquato in un mare di tentativi di spiegare certe cose, mostrarne altre, ammiccare ai comics ed agli appassionati e, più in generale, cercare di assemblare il team più figo di sempre con dei personaggi tra loro poco funzionali in un tempo risicato: a parte Wonder Woman e Superman, tutti gli altri sono personaggi da introdurre: AquamanFlash e Cyborg ma anche lo stesso Batman si può dire appaia più qui che nel film di Batman V Superman: Dawn of Justice. 

Stando così le cose non stupisce affatto che il lavoro di taglia e cuci non abbia soddisfatto nessuno e che il film si sia candidato alla sempre più ampia categoria delle occasioni sprecate perchè ancora oggi, quando riguardo JL possa minuziosamente indicare quali parti siano frutto di un regista e quali di un altro.

Snyder, dal canto suo, ha tuttavia iniziato a rispondere alle critiche, a ribadire che quello non era il "suo" film ma un'opera rappezzata, che se solo il pubblico avesse potuto vedere ciò che lui aveva ideato si sarebbe ricreduto e che, in generale, la SUA Justice League era un prodotto più completo, maturo, solido e robusto rispetto a quello che era passato per le sale cinematografiche.
Apriti cielo.
Com'è noto, noi nerd per cose simili andiamo in sollucchero ed è iniziata una sorta di campagna perchè si potesse vedere questa fantomatica versione estesa che, ora, col senno di poi, non è solo "estesa". 

E' tutto un altro film.


E' un uccello. E' un aereo. No, è Superman con il costume nero


JUSTICE LEAGUE: prima e dopo 

Per evitare di fare un puro e semplice elenco di scene differenti, che peraltro è possibile trovare in rete abbastanza facilmente, cercherò di spiegare cosa sia cambiato.

In una semplice parola, TUTTO.

Justice League 2017 (d'ora in poi solo JL) è un film in cui il motore di tutto è il recupero da parte di Steppenwolf delle "scatole madri", una sorta di Gemme dell'Infinito detta in modo molto superficiale: oggetti per creare, distruggere, fonte di potere infinito e blablabla, le solite cose. Tema portante è la resurrezione di Superman perchè a quanto pare Batman è convinto che nessuno possa tenere testa ad una invasione su larga scala e servano, dunque, degli eroi: per questo motivo inizia un lungo assemblaggio del team più disfunzionale di sempre. 
Abbiamo Barry Allen, ossia Flash, relegato al ruolo di spalla comica o, in breve "il fastidio": irritante, noioso, una sorta di Spider-man rimbecillito a cui affidano i momenti leggeri che però non fanno ridere, solo desiderare di prenderlo a padellate. Praticamente tutti i momenti "comici" nella versione del 2017 sono di Joss Whedon e si vede lontano un miglio. Non stupisce che l'attore, il bravo anche se non eccezionalmente espressivo Ezra Miller, abbia avuto da lamentarsi per ciò che il pubblico conosce del suo Flash a causa della versione JL. E, col senno di poi, ha ragione da vendere.

Cyborg, ossia Viktor Stone, che Leo Ortolani definiva "in una scala di interesse, viene subito dopo la nonna cieca di Heidi", che si può intuire abbia un dramma interno a parte essere ancora sè stesso fisicamente per il 20% circa (si chiama Cyborg mica per nulla) con discreti problemi irrisolti col padre; anche lui, pur non essendo passato dalle Forche Caudine di Whedon come per Flash, ha visto pesantemente ridimensionato il proprio ruolo, al punto che sempre Leo Ortolani diceva che stava nel team giusto perchè offriva la wi-fi gratuita.

fonte: https://leortola.wordpress.com/2017/12/03/cinemah-presenta-non-ce-piu-justice-la-recensione-gentile-di-justice-league/

Lo stesso Aquaman qui resta ancora confinato al ruolo di tamarro, sia pur con una presenza scenica splendida vista con gli occhi delle donne, data da Jason Momoa, il compianto Khal Drogo di GoT e nello specifico non si comprende cosa dia effettivamente al team: i suoi poteri, si, la sua forza ok, ma alla fin fine in JL è palese che senza Superman il team avrebbe perso.
Batman, infine, rimane quello della visione di Batman V Superman, che a tanti non è piaciuta perchè usa le armi da fuoco, anche aliene, e uccide tutto e tutti, lungi dalla regola prima non scritta, poi proprio codificata nei comics, in cui si diceva che "il Cavaliere Oscuro non usa mai pistole e non uccide a causa del dramma che si porta dentro circa la morte dei propri genitori".
A questo proposito, spezzo una lancia su questo Batman: a me la visione di un personaggio incattivito, imbolsito, incazzato col mondo più che mai, addolorato per la perdita di qualcuno - non viene detto, ma chi sa conosce la sorte funesta di Jason Todd, il secondo Robin- non è affatto dispiaciuta: e anche l'uso delle armi, per quanto non sia io un purista, a me non ha fatto nè caldo nè freddo perchè, aprano bene le orecchie i cacchio di fanboy, QUESTI FILM SONO SEMPRE INTERPRETAZIONI E VISIONI DEL REGISTA e i personaggi devono essere funzionali al quadro generale che si intende rappresentare.
Il Batman di Tim Barton del 1989 funzionava benissimo ed è diventato iconica leggenda nonostante con la visione comune, specie televisiva, non azzeccasse nulla: divertente e tutto, il serial degli anni '60 con Adam West era comunque un qualcosa di atroce, vista nella chiave di un Batman dei fumetti...però piaceva. E piace tutt'oggi.
Ho adorato Christian Bale ma ammetto che anche Ben Affleck è riuscito alla grande nel ruolo non semplice di creare un Bruce Wayne/Batman decisamente piacevole e credibile, una volta accettata la visione di Snyder che è si, differente dai comics e dalla tradizione eccetera, però anche basta a rompere le scatole su tutto: ci sono altri media, specie animati, in cui Batman usa il proprio aereo o i propri mezzi per sparare MISSILI o uccidere mostri atlantidei (Justice League: Trono di Atlantide) o uccidere Parademoni ed altri esseri. 
Andiamo oltre.

Il film ibrido di JL combinava stili, momenti serissimi ad altri fin troppo leggeri, usava una fotografia cupa ma non troppo e, soprattutto, aveva la pecca di esibire un villain, Steppenwolf, che aveva il carisma di un fermacarte e la pericolosità di Topo Gigio
Non si capiva effettivamente se fosse forte lui o deboli quelli della League, in più era animato con una computer grafica atroce e soprattutto erigeva la sua "fortezza" da boss finale in un luogo ameno di qualche zona sperduta della Russia o altro paese del Nordest privo di interesse, il che appariva più una scelta motivata dall'aver finito i soldi e non poter girare a New York che altro per dire che non necessaria; e tutta la parte in cui si minacciavano dei contadini locali che cercavano di eliminare i parademoni col DDT gridava "Joss Whedon" da qui all'altra parte del pianeta.
Molti siparietti superflui, tanti momenti stupidi, più che comici e in generale, appunto, la sensazione di una direzione non ben definita ammazzavano ogni tentativo di rendere epica tutta quella baracconata che, per carità, non mi era dispiaciuta nel complesso ma rendeva comunque il film varie spanne sotto qualsiasi film di casa Marvel.

E la "Snyder's Cut", invece?

Il Dopo ed il Prima, data la mia attuale preferenza.

La versione di Snyder, rilasciata su HBO alcune settimane fa, si presenta come un prodotto corposo, più maturo, solido nelle scelte, complesso nella costruzione della sceneggiatura e dei personaggi: in una parola, migliore.
E' chiaro anche dal fatto di essere stato suddiviso in "capitoli" che questo film in realtà fosse destinato a comporsi tramite una miniserie di sei episodi, ciascuno di circa 40, 45 minuti: ogni segmento/capitolo mette in risalto o uno specifico eroe o una specifica fase (la ricerca della spiegazione sul prossimo attacco, comporre una squadra da porre a difesa della Terra, la storia delle Scatole Madri, l'introduzione dei "nuovi", ossia mai presentati prima, eroi quali Barry Allen/Flash e Viktor Stone/Cyborg) e soprattutto cambia completamente tono, impostazione...e finanche villain del film.
Esatto, il villain.
Intendiamoci, per quanto l'avversario sulla carta resti sempre Steppenwolf, che tra l'altro beneficia di una notevole cura sotto il profilo grafico e di un maggiore approfondimento e caratterizzazione, si mostra per ben più che una manciata di minuti un ALTRO viallain: Darkseid, nipote di Steppenwolf.

Potente, terribile, amorale, crudele: Darkseid è qui!


Darkseid è, per gli appassionati di comics, qualcosa di molto diverso dal Thanos della DC, non solo perchè è apparso prima del Titano Pazzo di casa Marvel, ma perchè possiede una verve ed una forza decisamente differenti e maggiori; si introduce inoltre nel film il concetto dell'Equazione dell'Anti-vita, secondo alcuni media una sorta di equazione che, appresa/risolta, permette il controllo su qualsiasi forma di essere senziente, quindi il dominio della Volontà e del Libero Arbitrio, secondo altri media una oscura entità che corrompe e distrugge qualsiasi cosa, il che ad un certo punto preoccupa persino Darkseid stesso; su tutto, resta l'interpretazione che l'Equazione dell'Anti-vita dimostri la futilità dell'esistenza.
Quando Darkseid apprende da Steppenwolf che l'Equazione è sulla Terra (nella versione di Snyder, dovrebbe essere Superman stesso) concede allo zio di continuare la conquista con le Scatole Madri anche per riparare ad un non meglio approfondito "tradimento" che lascia Steppenwolf ancora in debito di migliaia di mondi da conquistare per il proprio nipote. 

Della "Cura Snyder" beneficia grandemente il parco personaggi con qualche eccezione rispetto alla versione del 2017: in quella di Whedon, paradossalmente, Batman e Wonder Woman erano leggermente più approfonditi e con un minutaggio o almeno delle motivazioni meglio spiegate nel tempo sullo schermo; nella versione di Snyder invece quei due personaggi vengono leggermente ridimensionati e soprattutto sembra meno palese il conflitto così come le motivazioni che pongono il dubbio sul quid: resuscitare o meno Superman?
Come sanno anche i sassi, ad eccezione di alcuni giornalisti "esperti" e presunti appassionati, il Kryptoniano veniva ucciso da Doomsday alla fine del precedente, tremendo Batman V Superman: tuttavia, mentre in JL il resuscitarlo dipendeva in pari misura dall'esigenza di un forte alleato e da un senso di colpa di Batman per averne indirettamente favorito la dipartita, nella versione Snyder's Cut è manifesto che Superman sia l'unico che possa davvero completare il team, e guidarlo contro la prossima invasione: attenzione, completare, non sostituire in toto.
Steppenwolf è difatti molto più forte ed agguerrito dei membri della neonata Justice League e mentre nella versione 2017 una volta che Kal-el arrivava rubava la scena a tutti quanti massacrando da solo Steppenwolf, qui invece l'arrivo di Superman aiuta tutti quanti ad agire al meglio e fa un eccellente gioco di squadra. 
Intendiamoci, anche qui il kryptoniano è indiscutibilmente il mattatore - in tutti i sensi- della vicenda ma non è più lui a risolvere la situazione, bensì... Flash.
Esatto, QUEL Flash di Ezra Miller irritante come poche cose al mondo nella versione 2017 che invece qui diventa un personaggio figo oltre ogni dire: difatti, mentre guardavo il film, sono giunto al punto in cui la Justice League, semplicemente, PERDE.
Le Scatole Madri vengono attivate e tutto viene distrutto o, forse, no: no perchè con una sensatissima strizzata d'occhi alla saga Flashpoint, e non quella porcheria introdotta nella versione 2017, qui Flash pur ferito, stanco e conscio di essere l'unico e solo a poter decidere, si gioca il tutto per tutto.
Con un accompagnamento musicale ed una scena ripresa dall'omonimo film di animazione, Flashpoint, Barry riavvolge il tempo, in una sequenza così figa, bella, epica, spettacolare e con altri superlativi che mi mancano da aver soppiantato quasi tutte le scene fighe dei film di supereroi, con l'eccezione dell' "Avengers Assemble" di Avengers Endgame.










C'è chi sicuramente ha visto questa scena o le dozzine di nuove su Youtube, ma posso assicurare che il pathos che ho provato seguendo tutto quel lunghissimo film ed arrivando a quella scena non è la stessa cosa.
Non è questione di "è bella, resa bene ed entusiasmante", da critico piacevole ed educato, è proprio questione da, si perdoni il termine "daicazzosi!noncicredochefigatamammamia" da fan esagitato. Una di quelle cose che, se fai una reaction su Youtube, ti si vede saltare sulla sedia e gridare come una istericA.
E' una scena potente e anche se il film non fosse, nel complesso, molto piacevole e ben realizzato, come di fatto è, quella sola mi ripagherebbe di un prodotto altrimenti mediocre.
Da ultimo, la versione Snyder introduce alcune altre chicche: sia Martian Manhunter, personaggio che ho trovato sempre abbastanza ridicolo perchè è uno dei più forti eppure lo menano sempre tutti quanti - un po' come la definizione di Vegeta di Dragonball in Nonciclopedia - sia una corposa scena sulla falsariga di Injustice che sostituisce i cd. "Knightmare", gli incubi di Batman di JL con un Joker interpretato da Jared Leto che è davvero maiuscolo. Jared Leto, che tutti avevano criticato in Suicide Squad, qui torna in grandissimo spolvero con un paio di monologhi davvero belli e una scena almeno in cui trasmette il giusto pathos nel rapporto malato che lo lega a Batman. Con questa apparizione, si può capire perchè l'attore insisteva sul fatto che le sue interpretazioni fossero eccellenti e si lamentasse di tutti i tagli che aveva subìto in SS.

Una sequenza potente, ma inserita un po' a caso.


L'unica pecca, se posso dire, è che proprio questa scena, nemmeno breve in realtà, l'ho trovata "attaccata" con lo sputo al resto del film. Forse andava introdotta in un altro momento, forse bisognava metterla alla fine di tutto o come scena iniziale, o spezzarla in uno o due segmenti ma così com'è, per il "come" ed il "quando" è stata inserita, l'ho trovata forzata. 
Bella, eh, ma forzata e fuori contesto. 
Questa, oltre alla concreta possibilità che questa versione "Snyder Cut" resti a sè stante, dato che non appare affatto probabile che si lanci lo Snyderverse, come i fan l'hanno battezzato, e dunque si proseguano con altri due film così lunghi che completino la storia ideata dal regista che, comunque, è un appassionato notevole di fumetti di Casa DC, dato che la Warner difficilmente investirà denaro per ripartire da qui, "accontentandosi" della versione canonica del 2017 inserita in continuity, per così dire.

Dunque, tutti contenti? No, macchè: però, data la lunghezza del post, approfondirò l'argomento in un altro articolo che sicuramente vedrà un sacco di gente con la consueta bava alla bocca.

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