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lunedì 6 aprile 2026

[GDR D&D 3.5] Le Personalità dei Reami: Clio e Kaalia, adepte di Lathander - Una serata di riposo, lontana dalle battaglie [LGBTQIA+]

"Ho creduto di conoscere il desiderio. Poi ho conosciuto il potere. E per un tempo… ho pensato che fossero la stessa cosa.”
(pausa breve)

“Ho servito una dea che rideva tra i velluti e i sussurri.Ho servito un dio che parlava solo con catene e paura. E in entrambi… cercavo qualcosa che non sapevo nominare.”
(respiro più lento)

“Non era piacere. Non era dominio. Era… pace.” 
(leggero sorriso nella voce)

“La luce non mi ha trovata innocente. Mi ha trovata stanca.”
(una pausa, misurata quanto spontanea)

“E io ho scelto.”
(tono più morbido)

“Ho scelto di amare senza possedere. Ho scelto di proteggere senza controllare. Ho scelto di restare… anche quando sarebbe stato più semplice bruciare tutto.”
(qui la voce si fa più intima)

“Sai qual è la verità, Kaalia? Non temo più ciò che sono stata. Temo solo di smettere di essere degna dell’alba.”
(quasi un sussurro)

"Ma finchè il sole sorgerà..."

... Io sarò qui.


Uno dei personaggi più amati, anche dal pubblico, a cui ho dato vita, è senz'altro Clio, l'Ancella di Lathander: nata come ex felidae di Sharess, successivamente diventata una mercenaria nel nome di Xvim e una Guardianera di Bane alla rinascita del Dio, per poi abiurare le proprie azioni, superare ogni confine di bene e male ed arrivare, infine, a venire accettata da Lathander quale sua Campionessa.
Nonostante il male compiuto, nonostante le difficoltà e l'odio che ancora oggi molti le rivolgono, Clio è e resta una creatura della Luce, la principale se non primaria testimonianza della ricerca del Bene, della Rinascita, del Rinnovamento, di ciò che segue inevitabilmente anche alla notte più fonda: l'alba, così cara a Lathander.

Al collo, a parte il sonaglino che la contraddistingue e caratterizza, ella porta un simbolo sacro un po' particolare: in parte ricorda quello di Lathander, ma è composto da quattro lettere "F" incastrate tra di loro: un motto, che indica Forza, Fede, Fermezza e Fiducia.

il simbolo sacro di Clio.

La cosa che più ha costituito una sfida, al di là delle occasionali goliardate al tavolo da gioco o in play-by-chat, è stata la sfida tra il suo essere una "diversa", un personaggio saffico, legata alla compagna di turno- Jarelle, Alexein, Irika ir'Tain ricordando le uniche fidanzate ufficiali che ella abbia avuto-  fino a diventare sposa della sua ultima e definitiva consorte, Kaalia, ed il sistema di briglie e legami che vengono dall'essere una paladina, Legale Buona e, come tale, poter costituire una apparente dicotomia tra osservare e rispettare la Legge da una parte, rispettare la tradizione di costituire una famiglia e vivere in maniera onesta e sincera le proprie emozioni, i propri desideri, il proprio essere una diversa che deve tuttavia onorare e rispettare il Credo.

Ora: nell'ambientazione fantasy tradizionale spesso appaino occasionali personaggi che abbiano amore od interessi verso creature dello stesso sesso: la prima che mi viene in mente è una drow che faceva parte dell'entourage degli elfi scuri ne La Guerra della Regina Ragno ai tempi del Silenzio di Lloth. 
A parte questo, dato non è rilevante se ci siano o meno illustri esempi precedenti, è vero che il fantasy ricalca spesso la civiltà medioevale, e questa sia quindi legata a canoni di "normalità", famiglie ordinarie, uomo e donna, e così via. 
Tuttavia l'esistenza di molteplici divinità tangibili, i cui effetti sono verificati e verificabili attraverso gli incantesimi clericali fa anche si che ci siano margini di tolleranza verso i vari aspetti della sessualità che possono essere onorati e accettati (Sune e Sharess in Forgotten Realms, giusto per i casi più importanti), così come i dogmi che introducano alla sperimentazione, all'avventura, al rinnovamento ed allo scagliarsi contro le tradizioni, specie se vetuste o ingiuste: questi ultimi aspetti, in particolare, sono esattamente parte della dottrina di Lathander, il Signore del Mattino, una delle divinità più importanti ed universalmente accettate e note nel Faerun.

Clio, quando ha toccato il fondo in quella cella a Silverymoon, abbandonata dal Potere Oscuro di Bane ed avendo ella stessa abiurato quella fede, presso i Mattutini di Rhyester, si trovava da sola, all'alba, consapevole solo di chi non fosse. 
Non era più una felidae di Sharess, non era una mercenaria per Xvim, non era più una Guardia Nera di Bane: e, soprattutto, non era più una donna che sentisse d'essere sincera con sè stessa, che tollerasse e si perdonasse per l'aver ucciso così tante persone, specie di sesso maschile. 
Cosa più importante...non aveva più una famiglia: i suoi genitori, il suo gatto, sua sorella Freyia... tutto sembrava appartenere ad una realtà differente ed ad una vita che non era più sua.
E proprio allora, quando era in pezzi e non v'era nulla se non cenere della propria esistenza passata, che Lathander trovò la via per il suo cuore: nessuna creatura poteva essere più splendida e più vicina all'idea di Rinnovamento e Rinascita di Clio. 

Clio, Ancella di Lathander e Kaalia, il Sorriso di Lathander



Ciò che poi ha dato realmente una crescita a Clio è stata la sua consorte, Kaalia, una sacerdotessa di Lathander (Chierica 10/Signore del Mattino di Lathander 5) che, per il carattere allegro, l'incrollabile ottimismo e la fiducia nei propri mezzi non avrebbe comunque sfigurato presso il clero di Llira, Signora della Gioia. 
Kaalia è stata, e resta ancora, una figura fondamentale per la crescita e la maturazione di Clio: più pacata e meno chiassosa, a tratti insicura e bisognosa di conferme per la propria, rinnovata fede in Lathander, l'Ancella del Mattino ha trovato nella compagna e futura sposa un sostegno inesauribile.
Unendo la spada alla magia divina, inoltre, Clio aveva il conforto di una grande sacerdotessa che poteva prendersi cura delle sue ferite in battaglia, mentre Kaalia poteva contare sulla protezione non solo di una grande combattente, ma di una persona che la amava con tutta sè stessa e che avrebbe dato la vita in qualsiasi momento per difendere ella, gli innocenti, la causa del Bene: e quando si è pronti a dare la vita per qualcosa, specie se si tratta di un nobile ideale,  ne scaturisce una forza infinita.

Tutto questo, dopo gli articoli in cui ho scritto di lei, fermandomi ad un momento particolarmente importante e significativo, ossia il duello con Sir Alfric di Torm, dovrò ancora narrarlo compiutamente: nel frattempo, chi avesse voglia di rispolverare ciò che ho scritto fino ad adesso sul tema può trovare nei seguenti link un collegamento diretto a quegli articoli.



Ed infine eccoci, dopo la premessa più lunga della storia, a descrivere, immaginandola, questa serata, una in cui le due innamorate si concedono, finalmente, un po' di quiete e tempo per loro stesse, nel costante dover vigilare, tra Mirabar e Silverymoon, su oscuri piani e trame che dipanano, tra l'oscurità che affligge gli innocenti ed il Male che non dorme mai.

"L’aria è  ... tiepida, in quel di Mirabar: l'estate, li nella regione nota come Il Nord era breve, e con temperature che raramente superavano i venti gradi.
Le pietre dei selciati, delle case e dei balconi, di splendida foggia mista umano-nanica, trattengono ancora il calore del giorno. Il cielo è blu profondo, trapunto di stelle. Il simbolo del sole di Lathander, indossato dalle due donne, riposa discreto al loro petto, riflettendo appena la luce delle candele che donavano un'atmosfera soffusa a quella serata improvvisata ma a lungo desiderata: una piccola pausa tra un'avventura e l'altra, tra una crociata contro il male ed un viaggio per portare cure e soccorsi ai bisognosi.

Clio è li, leggermente di lato rispetto al parapetto. Una mano è intrecciata a quella di Kaalia. L’altra, invece, pur rilassata, indugia nei pressi della propria cintura dove, in tempo di guerra, pendeva la pesante mazza da guerra  — come se anche nel riposo non dimenticasse del tutto chi fosse. Il nastrino di seta le sfiorava la pelle del collo, e il piccolo campanellino emetteva un suono delicato quando ella inspirava.

Kaalia, in tutto questo, è li, ed osserva. Non la città, tuttavia: guarda lei.

Il vento si è alzato un poco.
Le candele tremano.
La città di Mirabar, sottostante la veranda del grande palazzo che ospitava Alba Nascente, l'ordine costruito dalle due lathanderite, appare più lontana adesso — o forse sono loro ad essersi fatte più vicine.

Clio è appoggiata al parapetto, ma lo sguardo lentamente ritrova lucidità, abbandonando le strade mentali che l'avevano condotta molto lontana da li. Ed è quando cessa di guardare l’orizzonte, che riporta la sua attenzione verso Kaalia.

Non con solennità.
Con lentezza e naturalezza.

Il simbolo del sole brilla appena sul suo petto, ma la luce più viva è nei suoi occhi.

Kaalia, per tutta risposta, incrocia e sostiene il suo sguardo.



Kaalia (fingendo innocenza)
“Stai pensando.”

Clio inclina il capo. Un sorriso lieve.

Clio
“A dire il vero...Sto valutando, mela'a.”
dice, usando la parola contratta per appellarla "amore", nella lingua degli elfi, a lei così cara.

Kaalia
“Valutando cosa?” replica ella, con curiosità viva e attenta.

Clio si sposta di un passo, bilanciando il peso da un piede all'altro, accostandosi ancora di più. Non invade. Riduce la distanza.

Il campanellino vibra piano.

Clio
“Se sia prudente lasciarti qui… senza supervisione.”

Kaalia trattiene un sorriso.

Kaalia
“Ah. E quale sarebbe il pericolo? E per chi, per me...o gli altri da me?” chiede, divertita.

Clio abbassa appena la voce. Non più solenne. Più vellutata.

Clio
“Tu.” Una pausa. “Sei sempre in grado di costituire… una distrazione.”

Kaalia alza un sopracciglio, stando al gioco o, forse, solo cercando di capire meglio.

Kaalia
“Una paladina che si lascia distrarre? Che scandalo sarebbe....”

Clio sorride. Non si difende. Non si giustifica.

Si avvicina ancora. Le loro mani non si intrecciano subito. Restano sospese.

Clio (quasi sussurrando)
“Non ho detto che io mi lasci distrarre.
Ho detto che però costituisci fonte di distrazione.”

Le dita di Kaalia sfiorano il nastro di seta al collo di Clio. Il campanellino , retaggio della ex sharessita, vibra a quel tocco, come le delicate corde dell'anima dell'Ancella del Mattino.

Kaalia
“E questo? Continui ad indossarlo, nonostante tutto. È un avvertimento… o una promessa?”

Gli occhi azzurri di Clio, come profonde distese del Mare del Nord, e screziati d'oro come la luce del sole più pura, si scuriscono appena. Non v'è ombra — solo profondità- in quello sguardo.

Clio
“Dipende da quanto desideri provocarmi.”

Kaalia si avvicina ancora. Le loro fronti quasi si sfiorano, delicatamente: i grilli friniscono appena, il vento scuote leggermente i capelli, facendo loro il solletico sul viso.

Kaalia
“Oh, figurati. E se dicessi che lo desidero molto?” Un'eterna fanciulla, donna e ragazza, una tra le più potenti sacerdotesse di Lathander in quell'angolo di mondo, non per caso chiamata anche Il Sorriso del Mattino.

Clio non arretra. Non avanza. Sospende, in quel gioco che è solo loro, mentre il sonaglino trilla ancora.

Mantenere il controllo, ESSERE quel controllo è la sua vera arma.

Clio
“Kaalia…”

Il tono è morbido, ma saldo. Sta pensando. Ricordando.

“Ho conosciuto il desiderio, quando però esso era una catena. Ora è una scelta.”

Una pausa. Un respiro condiviso, dalle labbra delle donne, che per una volta potevano essere solo due creature lontane da pericoli, dalle mostruosità, dalla sofferenza e dal Male.

Poi, più piano: “E io scelgo… sempre, continuamente, con molta attenzione...ma scelgo.”

Kaalia sorride, ma non è una resa. È complicità e comprensione assieme.



Kaalia
“Allora... scegli, dunque.”

Clio le prende la mano, con tutta la delicatezza di cui è in grado. Lenta. Sicura.

Clio
“Stanotte scelgo di farti arrossire. E domani… di proteggerti dal mondo, per quanto sappia bene che tu, forse, hai meno bisogno di protezione di quanto ne abbia, invece, io.”

Il vento si alza. Le lanterne oscillano, delicatamente.

La notte è più silenziosa ora. La città sotto sembra lontanissima.

Kaalia ha ancora la mano sul nastrino di seta. Il campanellino vibra appena tra le dita.

Clio la guarda.
E per un istante… cambia.

Non perde la luce.
Ma sotto la luce, qualcosa antico si muove.
Kaalia si avvicina, le labbra sfiorano quelle dell'amata, un tocco dolce, gentile, che suona di dolce promessa e tentazione.

Clio (voce più bassa, più lenta)
“Non giocare con ciò che conosci solo a metà.”

Kaalia non ritrae la mano.

Kaalia
“Non ti temo.” Un sorriso attraversa il volto di Clio. Non è il sorriso solare della paladina. È più sottile. Più affilato.

Clio
“Non dovresti essere sempre così sicura.”

Un passo avanti.
Ora la distanza è quasi nulla.

Il vento muove i capelli biondi di Clio. I suoi occhi azzurri non sono più solo Mare del Ghiaccio Mobile. Sono profondità. Ricordi.

Clio
“Ho sedotto uomini, o talvolta donne, che volevano dominarmi o agognavano d'essere soggiogati.
Ho sorriso a chi pensava di possedermi.
Ho fatto impazzire coloro ai quali mi sono negata.  
Ho sussurrato promesse che avrebbero fatto crollare regni.”

La voce non è vanto. È memoria, mentre la voce trema al ricordo di oscure brame e desideri che non le appartenevano... non più, almeno.

Kaalia non distoglie lo sguardo.

Kaalia
“E ora?”

Una pausa. Il campanellino vibra ancora.

Clio solleva una mano, lentamente, e sfiora delicatamente, con rispetto, la linea della mascella di Kaalia. Un gesto leggerissimo. Quasi casto. Ma deliberato.



Clio
“Ora non ho bisogno di sedurre.”

Il tono si fa più morbido. Più caldo.

“Perché tu resti.”

Un respiro condiviso.

Poi, un’ombra attraversa lo sguardo di Clio — non per perdersi, ma per ricordare.

Clio
“La differenza, Kaalia…
è che un tempo usavo il desiderio per distruggere.”

Le dita scivolano via. Non insistono.

“Ora lo uso per costruire.”

Kaalia finalmente si muove. È lei a chiudere la distanza. La fronte contro quella di Clio.

Kaalia (quasi un sussurro)
“Mostrami.”

Clio chiude gli occhi un istante.
La vecchia Clio potrebbe prendere il controllo. Potrebbe guidare. Potrebbe travolgere.

Invece…

Quando riapre gli occhi, la luce è tornata piena.

Clio
“No.” Un sorriso, caldo e gentile.“Stanotte ti lascio desiderare.”

La tensione non si spezza. Si trasforma.

Non è dominio.
Non è manipolazione.

È scelta.
È potere trattenuto.

La vecchia Clio non è scomparsa.
È integrata. Addomesticata.
E proprio per questo… infinitamente più intrigante.

La notte scorre, mentre sulla terrazza è diventata più densa. Le lanterne tremano appena, come se percepissero la tensione tra loro.

Kaalia questa volta non si ferma al gioco verbale.

È lei a fare il primo passo vero.

Le sue dita, che prima accarezzavano il nastrino, scendono lentamente lungo il profilo del collo di Clio, seguendo la linea che conosce bene. Non è un gesto incerto. È deliberato.

Clio inspira.

Il campanellino vibra.

Kaalia si avvicina ancora, le labbra a un soffio dall’orecchio di Clio.

Kaalia (sottovoce)
“Non stai trattenendo nulla, vero?”

Clio non risponde subito.
Per un istante, la vecchia sè stessa si affaccia davvero, un'ombra di colei che veniva appellata Angelo Oscuro.

Le sue mani salgono ai fianchi di Kaalia. Non stringono ancora. Si posano. Valutano.

Clio (voce più scura, più profonda, calda e intensa)
“Mi stai mettendo alla prova.”

Kaalia sorride contro la sua pelle.

“Sto solo ricordandoti che non sei fatta solo di luce.”

È lì che qualcosa cambia.

Le mani di Clio si muovono. Non frettolose. Sicure. Tracciano linee lente lungo la schiena di Kaalia, fermandosi dove sanno che il respiro cambia.

Clio conosce ogni reazione.
Conosce il punto esatto in cui la voce di Kaalia si incrina.
Conosce la distanza giusta tra attesa e contatto.

Le loro labbra si incontrano — non con impeto, ma con una precisione quasi studiata.
È un bacio che inizia controllato… e si approfondisce.

Non c’è fretta.
Clio non divora.
Guida.

Kaalia si aggrappa appena al tessuto dell’abito dell'amata come se per un istante fosse lei, adesso, a perdere l’equilibrio.

Quando le dita di Kaalia scendono lungo il fianco di Clio, cercando, esplorando con più audacia, Clio reagisce.

Non arretra.

Ma prende il controllo.

Le sue mani catturano i polsi di Kaalia — dolcemente, ma con fermezza — e li sollevano contro il parapetto di pietra, intrappolandoli senza dolore.

Il simbolo del sole brilla tra loro.

Clio (un filo di voce)
“Non dimenticare… so esattamente cosa sto facendo.”

Un’altra pausa. Più breve.

“E so esattamente cosa stai cercando di fare tu.”

La vecchia Clio, quella che sapeva usare il desiderio come arma, è lì.
Ma ora non è distruzione. È padronanza.

Clio libera i polsi di Kaalia solo per far scorrere le dita lungo le sue braccia, giù, lentamente, fermandosi dove il respiro di Kaalia si spezza in un sussurro.

Non serve andare oltre.

La tensione è tutta lì.

Quando finalmente si staccano, è Kaalia ad avere lo sguardo più acceso.

Kaalia
“Oh, sul serio? Temevo invece che l’avessi dimenticato e che non fossi più che mere promesse e poca sostanza.”

Clio sorride. Non affannata. Non smarrita.

Solo viva.

Clio
“Non dimentico nulla.
Ho solo imparato a scegliere quando usare ciò che so.”

Il campanellino vibra un’ultima volta.

E la notte, intorno a loro, sembra trattenere il fiato.
La notte è ormai piena. La città sotto si è fatta silenziosa.

Clio si è appena ritirata di mezzo passo, dopo aver ripreso il controllo. Il suo respiro è stabile — troppo stabile per non essere deliberato.

Kaalia la osserva con quello sguardo che conosce bene. Non intimidita. Divertita.

E poi fa qualcosa di diverso.

Non va verso le sue labbra.
Non verso il collo.

Scende con lo sguardo.

Lentamente.

Un sorriso si disegna sulle sue labbra.

Kaalia
“È incredibile… come tu riesca a sembrare così composta.”

Clio inclina il capo. Sa dove sta andando.

Clio
“Composta non significa vulnerabile.”

Kaalia si avvicina di nuovo, ma questa volta non per essere guidata.

Le sue mani si posano sul busto di Clio, non con timidezza, ma con una sicurezza quasi studiata. Le dita seguono la linea dell’abito, fermandosi un istante sul seno con intenzione fin troppo chiara.

Clio inspira.

Il campanellino vibra.

Kaalia (mormorando)
“Eppure… alcune cose sono difficili da nascondere.” dice, con fare allusivo, osservando la fisicità generosa dell'amata.

Clio trattiene un sorriso. Gli occhi si socchiudono appena.

La vecchia Clio avrebbe usato quell’osservazione per ribaltare il gioco subito.
La nuova Clio… sceglie di lasciarlo crescere.

Clio
“Se stai cercando di distrarmi…”

Kaalia
“Cercando? Oh, no... non sto cercando. Sto riuscendo.”

Le mani di Kaalia restano dove sono, ma non stringono. Non invadono. È il modo in cui restano — consapevoli — a creare tensione.

Per la prima volta, il controllo di Clio vacilla di un soffio.

Non perché sia debole.

Perché è desiderio scelto.

Clio si avvicina ancora, riducendo lo spazio tra loro finché Kaalia deve sollevare appena il mento.

Le sue mani si posano sui fianchi di Kaalia, ferme, solide.

Clio (voce bassa, più profonda)
“Se continui… dovrò ricordarti che la forza non è solo nelle braccia.”

Kaalia sorride. Non arretra.

“Lo so.”

Le dita di Kaalia si muovono appena, con deliberata lentezza, come a sottolineare ogni parola non detta.

Il respiro di Clio cambia.
Non perde controllo.
Ma lo ridefinisce.

Con un movimento fluido — quasi impercettibile — Clio ruota le posizioni, portando Kaalia contro il parapetto, ma senza bruschezza. È un gesto naturale, quasi inevitabile.

Clio
“Gioca pure…
ma ricorda che conosco ogni trucco. Forse da prima che tu stessa nascessi.”

Le sue mani si muovono lungo le braccia di Kaalia, poi lungo la sua schiena, trovando con precisione quel punto che le fa chiudere gli occhi per un istante.

Non c’è fretta.
Non c’è bisogno di descrivere oltre.

Il potere tra loro non è conquista. È scambio.

Kaalia apre gli occhi di nuovo, lo sguardo acceso.

Kaalia
“Allora dimostralo.”

Clio si avvicina fino a sfiorarle le labbra senza baciarla.

Un sussurro.

“Con piacere.”

La notte non ha bisogno di sapere altro.

La stessa notte che, ora, sta volgendo alla fine ...e la città di Mirabar, lentamente, si inizia a ridestare. 

La terrazza è ormai solo ombra e luce tremolante. Il mondo sotto di loro non esiste più.

Clio è ancora convinta di avere la situazione in mano.
È abituata a guidare. A decidere il ritmo. A dosare il respiro.

Kaalia lo sa.

E smette di giocare con forza.

Comincia con lentezza.

Non le mani — non subito.
Lo sguardo.

Kaalia non sfida. Non provoca apertamente.
Resta immobile… e lascia che sia il silenzio a fare il lavoro.

Clio avverte il cambiamento.

Clio
“Non mi stai più contrastando.”

Kaalia (calma, con il respiro colmo di promesse e desideri)
“No.”

Un passo avanti.
Non per essere guidata. Per restare.

Le dita di Kaalia tornano sul nastro di seta. Non lo tirano. Lo sfiorano appena, seguendo la linea del collo, poi scendendo con deliberata lentezza lungo il tessuto dell’abito.

Clio inspira.

Il campanellino vibra.

Kaalia non accelera.
È quello il punto.

Le sue mani non cercano di dominare.
Esplorano con la certezza di chi conosce ogni reazione.

Quando le sue dita si fermano — intenzionalmente — in un punto che fa cambiare il ritmo del respiro di Clio, non dice nulla.

Non sorride.
Non commenta.

E questo è nuovo.

Clio sente la differenza.
La vecchia Clio avrebbe reagito subito, ribaltando la scena.

Ma Kaalia non le offre appigli.

Si avvicina ancora, le labbra che sfiorano appena la linea della mandibola di Clio — non un bacio pieno. Solo un accenno.

Un sussurro.

Kaalia
“Non guidare.”

Non è una sfida. È un invito.

Le mani di Clio, che fino a un attimo prima controllavano, restano sospese. Per un istante — uno solo — esitano.

Ed è lì che perde il controllo.

Non perché Kaalia sia più forte.

Ma perché Clio… vuole.

Le sue dita si stringono istintivamente contro il tessuto dell’abito di Kaalia. Non per dominarla — per trattenersi.

Il respiro si spezza appena.

Gli occhi azzurri non sono più calmi. Sono vivi. Ardenti.

L'Alba è vicina.

Kaalia continua. Lenta. Precisa.

Conosce ogni punto in cui Clio si irrigidisce… e ogni punto in cui si scioglie.

Quando finalmente le loro labbra si incontrano, non è un bacio guidato.

È fame trattenuta troppo a lungo.

Clio risponde — ma non orchestra. Non misura. Non dosa.

Per la prima volta, è lei a inseguire.

Le mani che prima erano calcolate ora cercano. Trovano. Ritornano.

Il campanellino vibra più forte.

Quando si separano per respirare, è Clio a parlare per prima — e la sua voce non è perfettamente stabile.

Clio
“Questo… non era nei miei piani.”

Kaalia sorride, appena.

Kaalia
“Lo so.” Clio la guarda. E ride piano.

Non è la risata della seduttrice.
È quella di una donna che ha scelto di fidarsi abbastanza da lasciarsi andare.

E la notte — finalmente — non vede più una paladina che controlla.

Vede una donna che ama teneramente, profondamente, in ogni suo verso, mortale, carnale, terreno e spirituale un'altra.

Ancella e Sorriso.
Paladina e Sacerdotessa.
Una notte di quiete, un'alba di promesse che si sarebbero consumate ora nel loro talamo nuziale, una giornata radiosa e tranquilla in un mare di avversità.

- Leo "Lordgirsa"  d'Amato-


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mercoledì 4 settembre 2024

[GDR D&D 3.5] Clio, l'Ancella di Lathander, l'ex Guardia Nera di Xvim (Bane)// Clio, The Lathander's Handmaid, former Blackguard of Xvim (Bane)

For those who speak English, below is the version translated into English




Esiste un luogo, tra sonno e veglia, in cui i desideri possono essere luminosi e radiosi o terribilmente suadenti fino a condurre al peccato per soddisfare il quale morire non è nemmeno troppo. In un passato, quando ella possedeva diciassette anni, Clio era esattamente questo: una ragazza di bellezza straordinaria, di voluttà e piacere ammantata, di inesauribile fantasia e di pericolosi, pericolosissimi, desideri, almeno a detta di qualcuno. 

Poche persone possono dirsi in grado di raccontare un percorso così altalenante, dai due estremi dello spettro: luce ed ombra, piacere e negazione, sangue e perdono. Riassumere la storia di Clio richiederebbe un lungo, lunghissimo racconto, giacché ella ha vissuto attraverso periodi storici ricchi di tumulti e di grandi sconvolgimenti sul piano divino: da un piccolo paese del Nord, presso le Ten-Towns, fino a terre come il Cormyr e il Nord, ella ha attraversato diverse fasi, culti e, purtroppo, professioni di fede. Usare Clio come personaggio giocante per la vostra Campagna richiede trasporto, emotività, convinzione ed una sana dose di accettazione dato che ella, attualmente e in chiave definitiva è un personaggio intriso di luce che però è conscia della propria oscurità e di come, per chi sia Legale, l'amore che prova per la propria Compagna, così come l'esistenza di un pericoloso figlio, possano essere tutti elementi di pericolo.

Questo personaggio venne già introdotto in un precedente articolo in cui una player si prestò a concedere la voce del personaggio, ma di base ci preoccuperemo anche di darne una versione in lingua inglese.




.::Introduzione::.

Clio è dama dal cuor dolce, una fanciulla i cui ideali alti, nobili e puri spesso cozzano con ciò che in passato è stata e con ciò che desidera diventare: il sangue che le scorre dentro pare impazzito, a volte, e ciò che il suo animo brama, deve ricevere, siano carezze, baci rubati, attenzioni oppure semplici complimenti. Bramosa d’affetto, cure, dolcezze e dall’animo delicato come quello di una poetessa, la fanciulla mostra un lato esibizionista assai evidente, quando si sente insicura. Conosce la propria bellezza, è conscia dell’effetto che può scatenare in un uomo, ma accetta in ugual misura il piacere derivante da uno sguardo complice, o una carezza da una donna. Odia fare del male, adora i bambini, retaggio dell’addestramento da parte del suo precettore tormita, ma odia ciò che è sgradevole, brutto e volgare, rifugge la rozzezza, si scaglia contro ciò che è malvagio e scontato, finanche banale e non solletichi il suo estro. 
Umile al contempo, delicata nel modo di porsi, decisamente teme quel lato del proprio carattere che la porta o porterebbe ad essere intransigente: ella stessa è riprova che nessuna anima può essere troppo nera da essere perduta e teme di poter giustiziare o consegnare alle patrie galere qualcuno che dalla prigionia possa trarre più perdite che giovamenti. 



Conosce ed è conscia della propria diversità e si sente come un uccellino in trappola, stretta nei suoi desideri e sogni, chiusa nei doveri, e allo stesso tempo anelandoli come forma di purificazione di ciò che è stato. Non riesce a sentire attrazione per gli uomini, ma sa anche che il suo ruolo di paladina le impedisce di assecondare pienamente desideri così folli ed ella continua a tenerli ben celati, quasi temendo di poter perdere nuovamente sé stessa, rifugiandosi nella negazione di brame che i più vedrebbero come impure… Aderendo alla dottrina di Lathander, con un occhio di riguardo alla eresia di Amaunator, bada alla tutela della legge e diffonde l’amore per il sole, ma sa anche che tale dottrina difficilmente può davvero trovare seguito ed è sinceramente confusa dalle possibili implicazioni derivanti dal dibattito filosofico che ne potrebbe nascere, temendo spaccature e contraddizioni. Si sente un’ancella della fede, con moltissime domande, infiniti dubbi e poche certezze. Spera solo che il cuore ed il suo dio possano guidarla, onde evitare di cadere nuovamente… e trascinare altri con sé, nel proprio fallimento.  

Questa, a grandi linee, è la sinossi della storia di Clio: una introduzione sommaria, a cui per completezza andremo a dare solo alcuni, ulteriori dettagli.






Clio è stata in gioventù una Ancella di Sharess, dea del Piacere e della Voluttà: per la precisione, è stata una felidae, appellativo con cui ci si riferisce alle sacerdotesse in grado anche, all'occorrenza, di combattere.
Purtroppo per Clio, durante l'Epoca dei Disordini, Sharess stava venendo attratta dall'oscurità di Shar e questo ebbe influenza su moltissimi fedeli della Dea Gatto. Nel caso di Clio, che possedeva una insospettabile anima leggiadra mascherata da desideri e una certa sfrontatezza nel vivere, la cosa si tramutò in un percorso terribile.


Attratta sempre più da desideri violenti, ella pian piano divenne una crociata oscura, una antipaladina devota al culto di Xvim, che altri non era se non Bane stesso: l'Angelo Oscuro, come ella veniva soprannominata, rappresentò una pagina terribile della vita di Clio che trasse piacere, sangue, morte ed ebbrezza di tutto questo come se la vita fosse un calice da cui potesse, anzi, dovesse, bere a sazietà.

Clio, l'Angelo Oscuro

Sugli anni che seguirono e che la videro quale braccio destro di Xvim non spenderemo parole in questa sede: è sufficiente ricordare che, ad un certo punto, ella capitolò e venne... sconfitta. 
Sconfitta più con le parole e fatti che non con le armi, a quanto pare, dato che l'anziano Sir Alfric era stato un valente cavaliere di Torm, ai tempi che furono, ma quando egli incontrò quella Erinni Oscura era già oltre la mezz'età: sia come sia, Clio venne sconfitta, imprigionata ma, curiosamente, non uccisa.
In una cella a Silverymoon, piantonata giorno e notte, ella provò ... qualcosa. Una chiamata, una voce della coscienza, una epifania: dopo una notte di luna piena, quasi un dono di Selune per renderla più avvezza alla luce, facendola acclimatare con ciò che per troppi anni era mancato, l'alba che seguì vide la ragazza vinta dall'Alba, dall'alba più radiosa che la città di Silverymoon potesse ricordare da molto tempo.
A chi la vide in cella, ed allo stesso Sir Alfric che venne chiamato in gran fretta, Clio apparve...più bella, più dolce, più arrendevole e più splendente che mai.
L'Oscurità che così a lungo aveva esercitato una morsa sul suo cuore e sul proprio animo, infine, si sciolse.

Fu quello il primo passo di Clio come umile servitrice di Lathander, il Signore del Mattino, che l'avrebbe portata ad essere una delle più grandi Cavalieri e Crociati dell'Alba.

Clio

Conosciuta anche come: Ancella di Lathander, Nyelle (elf: "Campanellino"), Ainwen (elf: "fanciulla sacra")
Tipo: umanoide medio (umano) 

Età: 31 anni in base alla campagna ufficiale di Forgotten Realms
Data di nascita: 25 ches 1341 C.V.

Caratteristiche fisiche: peso 60 kg altezza 177
Capelli: biondi, lunghi, color dell'oro, a volte raccolti in una spessa treccia in battaglia, portati invece liberi in occasioni informali
Occhi: color zaffiro screziati d'oro, profondi come le insondabili distese del Mare del Nord, un mare di zaffiro in cui chiunque, dolcemente, vorrebbe annegare.

Allineamento: Legale Buono
Divinità: Lathander (Amaunathor)
Classi: Paladino 6° -  Guerriero 5°/ Campione Divino 5°, Umanoide medio (umano)

DV: 6d10+24  +5d10+ 20+ 5d10+20 +15 (robustezza migliorata)
Classe Armatura: 31 [10 + 3 (anello deviazione) + 10 (armatura completa mithrall +2) +3 (destrezza) +5 (scudo metallo animato +3)] , Sprovvista 28 Contatto 16

Caratteristiche:
Forza 16 [22 cintura della forza dei giganti  +6]
Destrezza 12 [16 guanti della destrezza +4]
Costituzione 16 [18 pietra romboide rosa +2]
Intelligenza 12
Saggezza 14 [18 amuleto della saggezza +4]
Carisma 21 [27 mantello del carisma +6]

Bab: 16/11/6/1
Attacco normale:  +25, spadone sacro di metallo stellare anatema degli esterni +2 (2d6+9, critico 19-20 x2, +2 a colpire esterni malvagi e +3d6 danni esterni malvagi, +2 colpire creature malvage e +2d6 danni creature malvage), oppure +24, mazza da guerra anatema dei non morti +1 (1d12 +9, critico x2 + colpire e +2d6 danni contro i non morti)
Attacco completo:  +25/+20/+15/+10, spadone sacro di metallo stellare anatema degli esterni +2 (2d6+9, critico 19-20 x2, +2 a colpire esterni malvagi e +3d6 danni esterni malvagi, +2 colpire creature malvage e +2d6 danni creature malvage), oppure +24/+19/+14/+9, mazza da guerra anatema dei non morti +1 (1d12 +9, critico x2 + colpire e +2d6 danni contro i non morti)


Clio, ai tempi in cui serviva Xvim

TS Base: Tempra +13 Riflessi +4 Volontà +4

Tempra:  +30*
Riflessi +20*
Volontà +21*, Immune alla Paura e Scosso
*conteggia i bonus di Carisma e delle Vesti della Resistenza +5

Iniziativa: + 9

Classe Armatura: (32 Schivare), preso alla sprovvista 31 (32 Schivare),  attacco di contatto 26

Abilità: 54 PA (solo gradi) Cavalcare +5 Conoscenze(Religioni) +10 Conoscenze(Piani) +5 Diplomazia +10 Intimidire Nuotare +8 Saltare +5 Scalare 5 Linguaggi: Comune, Chondathan, Elfico, Illuskan, Gigante 

Talenti: Occhi Aperti (Reg. +2 Iniziativa e Osservare, non può essere Scosso), Arma Focalizzata (Mazza da guerra), Arma Focalizzata (Spadone),  Robustezza Migliorata (PF come se costituzione fosse maggiore di 2), Punire Migliorato (la Punizione ottiene allineamento e +1d6 danni), Potere Divino, Punire Extra (+2 usi Punire), Iniziativa Migliorata (+4 Iniziativa)

Privilegi di Classe: Talento bonus (2° e 4° livello di classe di prestigio); Difesa Sacra (+2 vs incantesimi divini e capacità soprannaturali e magiche degli esterni;  Imposizione delle Mani (solamente sè stesso o fedeli di Lathander) per 40 Punti Ferita al giorno; Imposizione delle Mani (paladino) per 48 Punti Ferita al giorno

Capacità speciali: 

§ Aura di Bene
§ Individuazione del Male a volontà
§ Punire il Male 5 volta al giorno (bon. Carisma al TxC, Livello di Paladina ai danni)
§ Grazia Divina
§ Cavalcatura Speciale
§ Imposizione delle Mani : Livello di Paladina x Carisma pf (attuali 48 PF)
§ Imposizione delle Mani (Lathander): cura solo sè stessa o devoti di Lathander per (Carisma x Livello Campione Divino): 40 PF
§ Scacciare non morti 3+8 volte
§ Incantesimi da Paladino
§ Difesa Sacra +2 contro Incanti Divini e vs Capacità Soprannaturali e Magiche degli Esterni

Equipaggiamento: 
Triplo involucro per arma (Fiamma Veloce x2 e Influenza Fantasma), Acido minerale da alchimista x3, Acquasanta x3, Anti odorante x2, Arpa ad una mano perfetta, Arrampicatore a corda, attrezzi da scalatore perfetti. Borsa dell'impedimento x3, Capsule alchemiche per arma (Fiamma x3, Influenza Fantasma x3, Argento vivo x2, Gelo Veloce x4, Scintilla Veloce x3), Cintura per pozioni perfetta, Cintura porta-pergamene, Chiodi da rocciatore x10, Erba 

Oggetti magici: Anello deviazione +3, Armatura Completa di Mithrall +3, Cintura della forza dei giganti +6, Pietra Rosa romboide +2 Costituzione, Amuleto della Saggezza +4 , Mantello del Carisma +6, Guanti della destrezza +4, Disco delicato di Shalantha (Teletrasporto LI 13), Disco delicato di Shalanta (Giusto Potere LI 10), Lenti dell'aquila, Mazza da guerra anatema dei non morti +1, Scudo di metallo pesante animato +3, Spadone sacro di metallo stellare anatema esterni malvagi +2 (nome: Soul light Ascendant), Veste della resistenza +5


Clio, Campione divino di Lathander


English version: 

There is a place, between sleep and wakefulness, where desires can be bright and radiant or terribly seductive to the point of leading to sin for which it is not even too much to die. In the past, when she was seventeen, Clio was exactly this: a girl of extraordinary beauty, cloaked in voluptuousness and pleasure, of inexhaustible imagination and dangerous, very dangerous, desires.

Few people can say they are able to tell such a fluctuating path, from the two extremes of the spectrum: light and shadow, pleasure and denial, blood and forgiveness. Summarizing Clio's story would require a long, very long tale, since she has lived through historical periods full of turmoil and great upheavals on the divine plane: from a small town in the North, near the Ten-Towns, to lands like Cormyr and the North, she has gone through different phases, cults and, unfortunately, professions of faith. Using Clio as a player character for your Campaign requires passion, emotion, conviction and a healthy dose of acceptance since she, currently and definitively, is a character imbued with light but is aware of her own darkness and how, for those who are Legal, the love she feels for her Companion, as well as the existence of a dangerous son, can all be elements of danger.




.::Introduction::.

Clio is a lady with a sweet heart, a girl whose high, noble and pure ideals often clash with what she has been in the past and what she wants to become: the blood that flows inside her seems crazy, at times, and what her soul longs for, must receive, be it caresses, stolen kisses, attention or simple compliments. Longing for affection, care, sweetness and with a delicate soul like that of a poet, the girl shows a very evident exhibitionist side, when she feels insecure. She knows her own beauty, she is aware of the effect it can unleash on a man, but she equally accepts the pleasure deriving from a knowing look, or a caress from a woman. She hates doing harm, she adores children, a legacy of her training by her Tormita tutor, but she hates what is unpleasant, ugly and vulgar, she shuns coarseness, she lashes out against what is evil and obvious, even banal and does not tickle her creativity.
Humble at the same time, delicate in the way she presents herself, she definitely fears that side of her character that leads or would lead her to be intransigent: she herself is proof that no soul can be too black to be lost and she fears being able to execute or deliver to the homeland's prisons someone who could draw more losses than benefits from imprisonment.
She knows and is aware of her own diversity and feels like a bird in a trap, tight in her desires and dreams, closed in her duties, and at the same time yearning for them as a form of purification of what has been. She cannot feel attracted to men, but she also knows that her role as a champion prevents her from fully indulging in such crazy desires and she continues to keep them well hidden, almost fearing that she might lose herself again, taking refuge in the denial of desires that most would see as impure... Adhering to the doctrine of Lathander, with an eye on the heresy of Amaunator, she takes care of the protection of the law and spreads the love of the sun, but she also knows that such a doctrine can hardly really find a following and is sincerely confused by the possible implications deriving from the philosophical debate that could arise from it, fearing divisions and contradictions. She feels like a handmaiden of faith, with many questions, infinite doubts and few certainties. She only hopes that her heart and her god can guide her, in order to avoid falling again... and dragging others with her, into her own failure.
This, in broad terms, is the synopsis of Clio's story: a summary introduction, to which for completeness we will only give a few, additional details.




In her youth, Clio was a Handmaid of Sharess, goddess of Pleasure and Voluptuousness: to be precise, she was a felidae, a name used to refer to priestesses who were also able, when necessary, to fight.
Unfortunately for Clio, during the Age of Troubles, Sharess was being attracted by the darkness of Shar and this had an influence on many followers of the Cat Goddess. In the case of Clio, who possessed an unsuspected graceful soul masked by desires and a certain boldness in life, this turned into a terrible journey.
More and more attracted by violent desires, she slowly became a dark crusader, an antipaladin devoted to the cult of Xvim, who was none other than Bane himself: the Black Angel, as she was nicknamed, represented a terrible page in the life of Clio who drew pleasure, blood, death and intoxication from all this as if life were a chalice from which she could, indeed, had to, drink to satiety.

Clio, the Dark Angel

We will not spend words on the years that followed and which saw her as Xvim's right-hand man here: it is enough to remember that, at a certain point, she capitulated and was... defeated.
Defeated more with words and deeds than with weapons, it seems, given that the elderly Sir Alfric had been a valiant knight of Torm, in the days that were, but when he met that Dark Erinyes he was already past middle age: be that as it may, Clio was defeated, imprisoned but, curiously, not killed.
In a cell in Silverymoon, guarded day and night, she felt ... something. A call, a voice of conscience, an epiphany: after a night of full moon, almost a gift from Selune to make her more accustomed to the light, making her acclimatize with what had been missing for too many years, the dawn that followed saw the girl conquered by the Dawn, by the most radiant dawn that the city of Silverymoon could remember for a long time.
To those who saw her in the cell, and to Sir Alfric himself who was called in great haste, Clio appeared ... more beautiful, sweeter, more yielding and more shining than ever.
The Darkness that had exercised a grip on her heart and soul for so long, finally melted.

That was Clio's first step as a humble servant of Lathander, the Lord of the Morning, which would lead her to be one of the greatest Knights and Crusaders of the Dawn.

Clio

Also known as: Lathander's Handmaid, Nyelle (elf: "Tinkerbell"), Ainwen (elf: "Holy Maiden")
Type: Medium humanoid (human)

Age: 31 years old according to the official Forgotten Realms campaign
Birthdate: 25 ches 1341 DR

Physical Characteristics: Weight: 60 kg, Height: 177
Hair: Long, golden blonde, sometimes braided in battle, worn loose on casual occasions
Eyes: Sapphire-colored, flecked with gold, as deep as the unfathomable expanses of the North Sea, a sapphire sea in which one would sweetly drown.

Alignment: Lawful Good
Deity: Lathander (Amaunathor)
Classes: Paladin 6th - Fighter 5th/ Divine Champion 5th, Medium Humanoid (Human)

HD: 6d10+24 +5d10+ 20+ 5d10+20 +15 (improved toughness)
Armor Class: 31 [10 + 3 (deflection ring) + 10 (mithrall full plate +2) +3 (dexterity) +5 (animated metal shield +3)], Flat-footed 28, Touch 16

Abilities:
Strength 16 [22 belt of giant strength +6]
Dexterity 12 [16 gauntlets of dexterity +4]
Constitution 16 [18 pink rhomboid stone +2]
Intelligence 12
Wisdom 14 [18 amulet of wisdom +4]
Charisma 21 [27 cloak of charisma +6]

Base attack bonus: 16/11/6/1

Normal Attack: +25, holy starmetal greatsword outsider's bane +2 (2d6+9, crit 19-20 x2, +2 to hit evil outsiders and +3d6 damage evil outsiders, +2 to hit evil creatures and +2d6 damage evil creatures), or +24, warclub undead bane +1 (1d12 +9, crit x2 + 2 hit and +2d6 damage vs. undead)

Full Attack: +25/+20/+15/+10, holy starmetal greatsword outsider's bane +2 (2d6+9, crit 19-20 x2, +2 to hit evil outsiders and +3d6 damage evil outsiders, +2 to hit evil creatures and +2d6 damage evil creatures), or +24/+19/+14/+9, warclub undead bane +1 (1d12 +9, crit x2 + 2 hit and +2d6 damage vs. undead)

Clio, at the time when she served Xvim


Base save:Fortitude +13 Reflex +4 Will +4

Fortitude: +30*
Reflex +20*
Will +21*, immune to fear and shaken

*counts Charisma and Robes of Resistance bonuses +5

Initiative: + 9

Armor Class: (32 Dodge), flat-footed 31 (32 Dodge), touch attack 26

Skills: 54 AP (ranks only) Ride +5 Knowledge (Religion) +10 Knowledge (Planes) +5 Diplomacy +10 Intimidate Swim +8 Jump +5 Climb 5 Languages: Common, Chondathan, Elvish, Giant, Illuskan

Feats: Eyes Wide Open (Rule +2 Initiative and Spot, can't be Shaken), Improved Toughness (HP as if Constitution were greater than 2), Improved Smite (Smite gains alignment and +1d6 damage), Divine Power, Extra Smite (+2 uses of Smite), Improved Initiative (+4 Initiative) Weapon Focus (war club), Weapon Focus (greatsword)

Class Features: Bonus feat (2nd and 4th level prestige classes); Holy Defense (+2 vs divine spells and supernatural and magical abilities of outsiders; Lay on Hands (only self or Lathander's faithful) for 40 HP per day; Lay on Hands (paladin) for 48 HP per day

Special abilities:

§ Aura of Good
§ Detect Evil at will
§ Smite Evil 5 times per day (bon. Charisma on attack rolls, Paladin Level on damage)
§ Divine Grace
§ Special Mount
§ Lay on Hands : Paladin Level x Charisma hp (current 48 hp)
§ Lay on Hands (Lathander): heals only self or Lathander's devotees for (Charisma x Divine Champion Level): 40 hp
§ Turn undead 3+8 times
§ Paladin Spells
§ Holy Defense +2 vs. Divine Enchantments and vs. Outsider Supernatural and Magical Abilities


Equipment:

Triple weapon casing (Quick Flame x2 and Phantom Influence), Alchemist's Mineral Acid x3, Holy Water x3, Anti-Odor x2, Masterwork One-Handed Harp, Rope Climber, Masterwork Climber's Tools. Bag of impediment x3, Alchemy capsules for weapons (Flame x3, Phantom Influence x3, Quicksilver x2, Quick Frost x4, Quick Spark x3), Masterwork potion belt, Scroll belt, Rock climber's nails x10, Herb

Magic items: Ring of deflection +3, Mithrall armor +3, Belt of giants' strength +6, Rhomboid rosestone +2 Constitution, Amulet of wisdom +4, Cloak of charisma +6, Gloves of dexterity +4, Shalantha's delicate disk (teleport CL 13), Shalanta's delicate disk (righteous might CL 10), Eagle lenses, Undead bane war club +1, Animated heavy metal shield +3, Holy star metal greatsword evil outsider bane +2 (name: Soul light Ascendant), Robe of resistance +5

Clio, Divine Champion of Lathander

-Lordgirsa-


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