martedì 6 febbraio 2024

City Hunter: in vista del ritorno al cinema di Ryo Saeba, facciamo un recap dei film animati dello Stallone di Shinjuku!

Dopo una pausa più o meno lunga dal grande schermo, dato che l'ultimo lungometraggio è datato 2019, Ryo Saeba, altrimenti detto City Hunter, torna al cinema: l'appuntamento è per i soli giorni 19, 20 e 21 febbraio 2024.
Personalmente, sarò presente tutti e tre i giorni in prima serata per seguire le avventure di Mr. Mokkori, figura che mi accompagna da quando avevo diciannove anni e che mi portava a ridere da solo, di sera, quando mi trovavo a leggere a letto il manga di City Hunter, con mia madre che, nell'altra stanza, si chiedeva che diamine avessi da ridere.




Creato dalla penna di Tsukasa Hojo, le cui matite ci hanno regalato anche Occhi di Gatto/Cat's Eye, Rash!!, Tra i raggi del Sole, Ciliegi in Fiore ed altri, Ryo Saeba resta nell'immaginario collettivo un personaggio sfaccettato, complesso, profondo, ironico, divertente e molto altro ancora.
Per quanto nessun prodotto animato, dalle serie televisive ai lungometraggi, dagli OAV agli speciali per la televisione, gli renda piena giustizia rispetto alla libertà espressiva del manga, City Hunter è ancora oggi, dopo quasi quarant'anni, in grado di sorprendere, divertire ed emozionare.
E ricordando sempre che Angel's Heart non esiste, e che quella tristezza di opera non l'ho mai letta.

Qualcuno mi tolga finanche il ricordo di Angel's Heart, per favore. 

La cosa che comunque fa piacere è che, pur a distanza di tanti anni, l'amore per questo personaggio non è scemato: è tra l'altro notizia che Netflix curerà un adattamento live action di City Hunter, in cui l'attore Ryōhei Suzuki interpreterà Ryo Saeba: a questo proposito ha dichiarato “Sono entusiasta di interpretare Ryo Saeba e sento una grande responsabilità nel interpretare questo amato e leggendario personaggio creato da Tsukasa Hojo. Non vedo l’ora che sia i fan esistenti che i nuovi arrivati ​​in tutto il mondo si innamorino di Ryo Saeba e delle sue avventure divertenti e ricche di azione nella Tokyo moderna”. 


Il dress code grossomodo è rispettato, di viso insomma...

Il passato di Ryo Saeba è sempre stato in parte avvolto nel mistero: mercenario, trovato ed adottato fin da bambino dall'uomo che in seguito egli considererà il proprio padre, su cui però preferisco non approfondire onde evitare spoiler di vario genere, il futuro sweeper migliore del mondo ha avuto esperienze terribili, che solo la dose di umorismo e ironia di cui è provvisto gli permette di affrontare; e quelle stesse caratteristiche sono il mezzo di cui lo stesso Hojo fa ampio uso per stemperare le tematiche che affronta nell'opera.

Droga, guerra, sacrificio, lutti, rinunce, sono tutte cose che normalmente rischierebbero di zavorrare un manga, e che difficilmente potrebbero trovar spazio in un manga di timo umoristico, eppure Hojo è riuscito a farlo, prendendo le prime misure su queste tematiche già ai tempi di Cat's Eye e raggiungendo il proprio apice proprio in City Hunter.


Sparatorie, belle donne ma c'è molto di più

Il prossimo lungometraggio, dunque, dal titolo rivelatore di City Hunter The Movie: Angel Dust, serba già alcune anticipazioni sulla trama per chi conosce l'opera di City Hunter e si presta ad essere probabilmente una delle trasposizioni più importanti e forse pesanti per le tematiche che andrà ad affrontare: proprio per questo invito tutti a recarsi al cinema per supportare questo genere di opere visto che già arrivano in Italia a spizzichi e bocconi, come per i film dello Studio Gibli, e per pochi giorni per volta. 

Per consentire di mettersi in pari a chi in questi anni può aver perso qualche capitolo della saga animata, un veloce recap di tutti i lungometraggi del nostro sweeper preferito.




Primo film cinematografico di City Hunter, tratta della eccellente violinista Nina Stemberg, amica di Maki Himuro, personaggio apparso già nel manga, e della ricerca del proprio padre. Partendo da un semplice medaglione e dal riserbo assoluto, se non manifesta ostilità del proprio nonno a parlare dell'argomento, il film mostra il meglio della saga di CH: tematiche adulte, dramma, divertimento e martellate. La risoluzione finale pur non essendo molto originale è particolarmente ispirata ed emozionante. 



OAV proiettato il 25 agosto 1990, un vero e proprio mediometraggio di 45 minuti, City Hunter : CBW come viene anche chiamato è decisamente intenso, veloce, ricco d'azione. Non c'è molto spazio per l'introspezione, per quanto la figura di Luna sia abbastanza drammatica, ma tutto scorre via in perfetto stile Trappola di Cristallo a cui chiaramente il film si rifà per un paio di scelte narrative e per l'omaggio/citazione al personaggio di Bruce Willis con il detective John McLane. Piacevole, ma aggiunge poco alla storia. In sostanza, un gruppo terroristico si impadronisce di un hotel futuristico per accedere al computer installato al suo interno.




Secondo OAV uscito anch'esso il 25 agosto 1990, sempre di 45 minuti, spesso abbreviato in City Hunter: M$P, si tratta del secondo prodotto che è veloce, dinamico e in sostanza poco ispirato. A differenza del precedente mostra una trama un po' più complessa e con un paio di soluzioni interessanti sebbene nulla di eclatante. In linea di massima l'ho preferito anche per l'idea del "complotto" che si nasconde dietro l'incarico che Emily O'Hara, bella ragazza americana, intende offrire a Ryo. 





Primo speciale per la TV della durata di 90 minuti, l'ho trovato abbastanza... noiosetto. Nessun reale colpo di scena, dato chi sia l'artefice del tradimento è abbastanza telefonato: i personaggi che appaiono sono bene o male gli stessi, le situazioni sono le medesime viste altre volte, la storia stessa sarebbe stata tutto sommato più facile da digerire se solo fosse stata sforbiciata di una buona ventina di minuti, mezz'ora. Diverse scene o inquadrature mi sono inoltre apparse riciclate dagli altri film citati qui.
In soldoni, carino ma non lo rivedrei.



Secondo speciale per la TV, anch'esso della durata di 90 minuti, soffre dello stesso problema del capitolo precedente Servizi Segreti, ossia una lunghezza forse eccessiva ed un mistero pressochè assente,  ma anche dei pregi dei capitoli CBW e M$P con molta azione, situazioni dinamiche e già un pathos maggiore. Ci sono anche quel paio di situazioni Ryo/Kaori che fanno ridere alquanto. L'unica perplessità è che il "cattivo" poteva e doveva essere approfondito molto di più dato che le sue motivazioni sono, se non proprio deboli, quantomeno poco chiare. Menzione d'onore, si fa per dire, per il transessuale Erika doppiata dalla pornostar Maurizia Paradiso. Lo scrivo perchè viene specificato essere una "partecipazione straordinaria", anche se me ne sfuggono le motivazioni. Evidenti omaggi a Speed ed altri film adrenalinici basati sulla velocità.




Ultimo speciale per la TV, nonchè l'unico vietato ai minori di 14 anni per violenza, humor e sconcezze verbali, l'ho trovato davvero scialbo per quanto qua e la alcuni lo reputino uno dei migliori: bho, de gustibus. Tanto per cominciare, le motivazioni dell'avversario sono pressochè ridicole: viene costruito un caos assurdo e una macchinazione ai danni di Ryo solo per costringerlo ad un duello finale. Sarà uno spoiler, forse, ma sinceramente quasi tutti nella serie cercano di affrontare City Hunter per accrescere fama e notorietà, quindi lo possiamo dare per acclarato come leit-motiv. 
Citazioni agli spaghetti western, a Nemico Pubblico ed ai film in cui c'è il canto del cigno di un uomo che, pur avendo tutto, non ha altro da perdere e cerca di trarre soddisfazione dalle proprie ultime occasioni di vivere la vita al massimo.
Strano a dirsi, qui Erika è stato affidato a Riccardo Peroni che ho trovato decisamente più adatto della Paradiso, non me si voglia, molto più in parte e spassoso.
Mi viene comunque da pensare che Ryo e le sue avventure funzionino meglio nell'equivalente televisivo dello "sketch", quindi mediometraggi o comunque episodi entro un'ora di durata.


Vantiamocene pure che resta solo tre giorni in sala...


Ultimo lungometraggio animato di Mr. Mokkori, in attesa di assistere ad Angel Dust, nel film distribuito col solito sistema criminale di soli tre giorni in croce, appaiono come fan service anche le tre Gatte, le originali Cat's Eye di Hojo che collaborano nell'equivalente di cinque, sei minuti di girato, con il nostro Ryo. Parlo di fan service dato non c'è un reale motivo per cui Ai, Hitomi e Rui appaiano nel film ma essendo una presenza per niente ingombrante fa comunque piacere rivederle, specie graficamente aggiornate. Piccolo easter egg, vedere Kaori ed Ai assieme che si lanciano con un paracadute aiuta a vedere quanto i due personaggi siano pressochè identitci, cosa peraltro già nota. Nel film una ex studentessa di medicina si rivolge a CH perchè seguita da alcuni individui. Niente di nuovo per l'antagonista, qualcosina che si smuove nel rapporto Ryo/Kaori mentre la dinamica dei due pare un po' poco sfruttata se non un zinzino invecchiata: un prodotto molto anni 90, insomma, che però soffre anche dei limiti di quel periodo. Le animazioni sono fluide ed i disegni buoni anche se molto, molto riconoscibili dato non c'è nessun tentativo di svecchiare l'opera, anche se questo è opinabile sia un bene od un male. Degna di nota è la colonna sonora, spece per il tema remixato di Cat's Eye che risuona quando le tre Gatte vanno all'azione. 

E con questo bene o male ci siamo: giusto per onore di cronaca segnalo che nel 1993 è uscito un live action su Prime Video con Jackie Chan nel ruolo di Ryo Saeba che non ho ancora avuto il coraggio di vedere e che si intitola proprio "City Hunter", e che in Francia l'aver tradotto/adattato Ryo Saeba in Nicky Larson è da denuncia. 
Lo dico perchè ci tengo a farlo presente: è quasi peggio della serie animata italiana dove veniva chiamato inizialmente "Hunter".

- Lordgirsa- 

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lunedì 29 gennaio 2024

[Riflessioni Fantasy] censura, cultura, incultura, modelli positivi a cui ispirarsi. Come siamo messi, oggi?

Il tema della censura, oggi, resta attuale? Ha senso discorrere di censura, in un contesto in cui si appare ugualmente liberi di scrivere qualsiasi corbelleria in giro senza conseguenze e allo stesso tempo ci si sente al contrario costretti a mantenere un certo rigore per timore di offendere chicchessia, disturbare, scontentare e trovarsi al centro di qualche shitstorm?


Si dice che spesso questo tema vada appaiato ad esigenze/necessità: alle volte queste sono animate da buone intenzioni, quali l'offrire sempre e comunque riconosciuti modelli “positivi”, educativi o almeno diseducativi e sbagliati (ossia si accetta di più che una cosa sia stupida che altrimenti risponda a quei canoni ritenuti non consoni); esempi in grado di plasmare e formare la conoscenza e una certa mentalità che a sua volta generi la propensione a sviluppare determinati gusti: semplificando, se si offrono modelli di un certo tipo da seguire, sarà facile che ad essi ci si conformi tanto e questo tanto per le proprie abitudini quanto per la forma mentis che si sviluppa e, di riflesso, nelle proprie preferenze.
A questo spesso serviva la censura che, obbedendo a queste logiche, come anche a quelle più grette del potere – ed era un caso abbastanza frequente – andava ad eliminare, semplicemente, l’ostacolo a questa formazione “sociale”: anche regimi totalitari sono passati attraverso queste scelte, laddove per con-vincere la società era necessario distruggere qualunque cosa creasse la possibilità di avere un pensiero autonomo, un libero pensiero, un pensiero diverso da una data globalità.

Fa sicuramente strano parlare di censura oggigiorno, nell’epoca di Internet e della massiccia diffusione dell’informazione – anzi, del vero e proprio bombardamento di informazione/i – in cui è molto più difficile segretare qualcosa che non condividerla a tappeto e sempre più spesso senza verificarne le fonti (e oltreoceano ultimamente lo sanno fin troppo bene) o, persino, se una data informazione o notizia sia... anche solo utile, interessante, importante o, sbilanciamoci, etica: è il caso recente di cronaca tutta nostrana di quella ristoratrice di Lodi, Giovanna Pedretti, che ha forse pubblicato ella stessa una recensione fake fortemente negativa nei toni e contenuti verso il proprio ristorante tramite un cliente/account fasullo con l'unico obiettivo di farsi un po' di pubblicità, portando alla ribalta il contenuto stesso della recensione in cui questo fantomatico cliente si lamentava non già della cucina ma di essere stato messo ad un tavolo accanto ad un disabile e due omosessuali. 
Per la serie "parlarne bene o parlarne male non importa, purchè se ne parli".

Ovviamente, su tematiche simili, gli sciacalli mediatici e non ci si sono buttati a pesce.
Il risultato è che dapprima giornali e testate che sulla carta dovrebbero essere responsabili e professionali si sono lanciati a capofitto sulla notizia;  poi, quando è emerso che FORSE la recensione fosse falsa e creata solo per farsi un po' di pubblicità gratuita, hanno pensato bene di portare ancora più attenzione sulla vicenda, così che i leoni da tastiera, gli inabili alla vita e la gente che non ha miglior costrutto nella vita che seguire certe trasmissioni spazzatura potessero dar vita ad una vera e propria gogna mediatica.
Il risultato? La donna, una lavoratrice onesta, non ha retto la sovraesposizione mediatica e, alla conoscenza fosse stata convocata - come da prassi - dai Carabinieri si è tolta la vita.
Chi paga, in questi casi? I giornalisti, pardon, GIORNALAI che pubblicano e condividono notizie senza attendibilità delle fonti prima o cercano lo scandalo a buon mercato dopo per alzare un po' gli antidiluviani indici d'ascolto televisivi delle solite trasmissioni spazzatura con opinionisti qualificati del discount o vendere qualche copia cartacea di quotidiani in più? Gli inabili alla vita, leoni da tastiera di cui sopra che nella vita reale non avrebbero probabilmente il coraggio di profferire mezza parola? La persona che per prima ha condiviso la notizia reputandola di qualche interesse nazionale, che proprio signora mia non si poteva star senza saperla, elevando il pettegolezzo di condominio a rilevanza globale?
Chi? Risposta, probabilmente nessuno, ché figurati se si riesce a far qualcosa di vagamente consono alla giustizia in questa nazione.

Ecco un caso in cui non si può nemmeno parlare di censura, ma di semplice rilevanza di un fatto, un aneddoto, del peso di un bruscolino nell'occhio e che provoca pari fastidio.

Tornando all'argomento, non sempre la censura è evidente e palese.
A volte è sottile
, a volte solo velata; e a volte, incredibile a dirsi, non è necessariamente da condannare.
Fermi, ritirate le camicie di forza: parliamone.
L’informazione, il sapere, la conoscenza, la cultura, devono essere liberi sempre e comunque.
Quello che però si è probabilmente perduto, in un momento storico nel quale tutti si sentono il diritto di condividere la propria opinione su tutto, con o senza cognizione di causa, è la capacità di saper selezionare e scindere quanto ci sia di buono e valido, da quanto ci sia di brutto e gretto e, per restare in tema, diseducativo.


Prendendo l’esempio di Game Of Thrones, e senza nasconderci dietro ad un dito, si ammette che non sia una serie destinata ad un pubblico di massa (pur essendolo diventata): non è decisamente una serie per educande ed anzi fino a che non è stata lentamente livellata in modo da coinvolgere necessariamente qualsiasi tipo di pubblico (diciamo le prime sei stagioni) è stata consapevole di spingere sugli aspetti più spesso gretti che nobili dell’animo umano, con crudezza di dialoghi, scene, personaggi: che poi il binomio violenza&sesso serva ad attirare maggiore attenzione e a ottenere ascolti e successo, è una scoperta vecchia come Noè; inoltre, che ci sia in televisione quanto ancora di peggio di GoT e assai più diseducativo perché calato non già in un contesto fantastico ancorché verosimile, bensì realistico come la vita di tutti i giorni (e ci sono fiction che giusto in questi giorni si concludono, alleluia!) non è una novità.
Si potrebbe fare l'esempio de Le Tre Rose di Eva, che magari pochi ricordano ma io ho vissuto come un diretto supplizio, si può rammentare Il Sangue e La Rosa, L'Onore ed il Rispetto e di tanto altro ciarpame che puntualmente viene prodotto in Italia: non si tratta di essere esterofili, quanto di capire che "serie tv" e "fiction" sono due cose ben diverse. 

Si potrebbe parlare dei "salotti televisivi" dove cariatidi e mummie assortite peggiori di quelle che si affrontano in Dungeons&Dragons si improvvisano "opinionisti" con la stessa sagacia e cultura della vita reale di quella di qualsiasi politico o personaggio pubblico che vive fuori dal mondo.
E viene da chiedersi chi abbia eletto questi iloti nostrani, che da venti o trent'anni affollano le televisioni e ancora non si rassegnano a levare le tende, ad atteggiarsi quali maestri di vita dotati di sagacia, perspicacia e mirabolanti capacità intellettive e cognitive .
Nonostante tuttavia si tratti di prodotti scadenti, che a mio giudizio affossano l'intelligenza della persona media ed il relativo senso critico, avrebbe senso "censurarle"?
Nonostante il cuore gridi "SI, cacchio", la mente replica "No". Stupida mente.

Se la gente chiede certe cose, se le persone desiderano assistere a certi spettacoli, è anche giusto che ci siano, per quanto un minimo di senso etico imporrebbe che l'offerta non segua sempre la domanda, dato che, abituarsi al pattume implica anche continuare a chiederne.
Ammettiamolo, questo sarebbe un salotto televisivo piu interessante


Viriamo ora verso l'aspetto letterario.
Di cosa parliamo esattamente? Di quella sottile linea di demarcazione (nemmeno tanto sottile, in realtà) che contraddistingue l’esistenza di ciò che può essere scelto quale puro intrattenimento, rispetto a ciò che è palesemente pericoloso o, peggio, dannoso per sé stessi, per la propria mente, per la propria cultura, per la propria visione della vita.
Estremismo? Allarmismo?
Personalmente, mi sono sempre limitiamo a condividere un pensiero, ma saranno come sempre l'eventuale confronto e riflessioni scaturite dal dialogo a suscitare il miglior brainstorming.
Prendiamo il fantasy classico relativamente recente: no, non Tolkien, Lewis, Brooks (che è parecchio più recente) o il fantastico/horrorifico/gotico Lovecraft; ci riferiamo a Weis & Hickmann (Dragonlance, Il Ciclo di Darksword) e R.A Salvatore (La Saga di Drizzt do’Urden, La Saga di Cadderly, La Saga del Demone): in questi romanzi abbiamo conosciuto e imparato ad apprezzare personaggi come Raistlin, malvagio eppure umano e fallibile, determinato e ambizioso oltre ogni dire; Caramon, che rappresentava la saggezza dell’uomo semplice, che si accontenta di ciò che è e ciò che ha tra le mani; Kitiara, una donna con due attributi quadrati da far invidia ad un uomo, quel tipo di donna fantasy guerriera e generalessa che, nell’era recentemente passata, per fortuna, di “Nihal della Terra del Vento delle Ventidue volte che piange in 380 pagine”, nessuno sa nemmeno cosa siano; una Laurana, elfa, moglie, vedova, leader, che nonostante la bellezza ha il suo perché laddove una Soana a caso sarebbe da prendere a padellate in faccia; un Drizzt do’Urden che offre nobili principi, l’estensione della riflessione verso l’infinito miscelata al presente di amici di una vita e i dilemmi di rinnegare le proprie origini e il proprio popolo, ma non sé stesso.
Laurana: donna, elfa, moglie, madre, vedova e leader.
Ce ne fossero di personaggi così, oggigiorno.


Da questi esempi , che comunque sono di grande caratura, ne ricaviamo che buona parte della letteratura moderna, in chiave fantasy, dovrebbe venir filtrata con il passino del thè, quello a maglie strette: perché, con rispetto parlando verso romanzi che oggigiorno appaiono velati di romanticismo lontano, di nostalgico affetto,  relazionarsi con chi “mastica il fantasy” o “il fantasy lo scrive”  che non sa chi siano Sturm o Bruenor, Fistandantilus o Silvara, laddove al contrario conosce ogni cosa di Bella, Jack ed Edward o di Sennar e Nihal, fa abbastanza male al cuore e, per inciso, alla propria cultura personale.

Sì, cultura personale: i romanzi menzionati in alto – ma tanti altri si potrebbero citarne, anche di autori meno conosciuti o più vicini a noi nel tempo – sono scritti alle volte in maniera semplice, da far sorridere per la ingenuità che traspare nelle trame, nelle quali si respirano i primordi di D&D Scatola Rossa, eppure grondavano messaggi, poesia, significato e valori che non hanno paragoni in un decennio che ha visto molti miti, alle volte falsi, fiorire e parimenti esplodere senza lasciare traccia alcuna. 


Abbiamo certezza che anche una pretesa letteratura per bambini, che tale appariva nel suo primo libro “La Pietra Filosofale”, ha già consegnato Harry Potter alla storia di storie (perdonate l’allitterazione!) che serbano contenuti, valori ed effettive trame ben orchestrate mascherate da un linguaggio semplice, alle volte banale, che però ne accresceva il valore pedagogico, istruttivo e formativo, andando (perché no?) a insegnare davvero qualcosa di importante al pubblico piccolo o meno piccolo che la Rowling ha preso per mano e condotto pian piano alla crescita con tematiche importanti: per lo meno, si potrà ammettere senza dubbio che la generazione di ragazzi cresciuta con Harry Potter, con tematiche che andavano via via diventando più mature ed “adulte”, ha avuto la fortuna di poter contare su romanzi formativi che qualcosa avevano da dire (dedizione, sacrificio, amore, l’importanza delle scelte) di cui oggi ci si sente spaventosamente sprovvisti. Personalmente, sono un italianofilo (neologismo) convinto, e credo il made in Italy vada sempre difeso a spada tratta… salvo non poter chiudere entrambi gli occhi quando, magari, mi imbatto in opere quantomeno discutibili come stile, narrazione, linguaggio e trame: lì, subentra il mio cinico “è un fenomeno per bimbiminkia“, e mostro meno tolleranza di quanto pur si dovrebbe.
Uno dei casi più...casuali in Italia.

A questo punto, si potrebbe obbiettare che numerosi esempi di letteratura moderna corrispondono ai gusti dei lettori di oggi, perché è ad essi che ci si rivolge per soddisfarli e sono inseriti in un contesto diverso da quello degli anni ’80, degli anni ’90 e così via.
Vecchia e nuova è sempre la diatriba tra ciò che è meglio tra "quando ero piccolo io" e quello "oggi è tutto orrendo".
Si potrebbe obbiettare in effetti che ci sia un gusto di forzata nostalgia ad animarci (chi non ha mai sentito le liti che nascono dalla frase "che schifo i cartoni di oggi con Peppa Pig, noi avevamo le Tartarughe Ninja"?) eppure qualcosa qualcosa di vero c'è e deve esserci.
Prodotti quali Bing oppure Daniel Tiger, per fare due esempi in croce, sono senz'altro inoffensivi, ma non offrono crescita, quanto invece l'equivalente di un commento/cronaca di ciò che accade. Il fatto che ci siano apprezzabili, anche se piccoli, messaggi per i bambini, non è comunque cosa che necessariamente nobilita questi figli dell'animazione moderna, quando un cartone poco noto ma eccellente quale Bluey (lo trovate su Disney+ , Rai Play e su Youtube) riceve molta meno considerazione e approfondimento di quanto meriterebbe
Il perchè Bluey sia un cartone che merita di essere visto da tutti i genitori prima ancora che dai loro figli lo spiega in modo esauriente lo youtuber Eg151 in questo video. 
Faccio coming out: si, confesso, è vero: io sono tra coloro che giudicano il 90% dei prodotti animati odierni, per bambini, delle emerite ciofeche: tuttavia, a mia discolpa, le ho seguite, viste e analizzate TUTTE: e per quanto i ricordi di infanzia siano certamente alterati, e brilli per me assai più una serie come Il Mago Pancione o La Balena Giuseppina che un Daniel Tiger, Peppa Pig o, Gesù Santo, quella mezza scopiazzatura degli Addams che risponde al nome di Vampirina, pure non si può evitare di andare a fondo e, anche con l'occhio critico di un adulto, affermare che ci fosse tantissima scelta in più di prodotti animati e che si, al netto del pattume o di cartoni con un senso dell'umorismo a noi lontano, pure ci fosse tantissimo materiale di buona qualità, con una trama orizzontale ed una verticale che costringevano a seguire appassionatamente i vari episodi in sequenza, con tematiche meglio affrontate, che si trattasse di amicizia, rabbia, odio, amore sentimenti e, su qualsiasi cosa, IL CONFLITTO, che è l'unico elemento con cui un bambino può ragionevolmente crescere sotto tutti i punti di vista.



Ma sto divagando, e ci torneremo. 
Riprendendo il discorso precedente, siamo certi per davvero che determinati concetti, valori, immagini, figure e personaggi siano tramontati o non siano più attuali?
Siamo convinti che non ci sia altro che accettare l'appiattimento dei prodotti con cui crescere e nutrire menti e anime?
Siamo davvero certi che si possa rinunciare interamente a saper scegliere, indipendentemente dal tempo trascorso, letture istruttive e costruttive dovendosi  “accontentare” di pubblicazioni più recenti perché “Oh, signora mia, va taaaanto di moda tra i compagni di mio figlio che non potevo non comprarlo! Sì, l’ho letto un poco, ma è come Il Signore degli Anelli, no? Quello con elfi e maghi che danno in televisione e dura ore! Nooo, alla fine sempre quello è: maghi e mostri e qualche cattivo. Alla fine, è sempre lettura, fa sempre bene e non fa danni, non come la televisione, Signora mia!”
NO! Non è questo e non è vero: se ci si abitua a cose di terz’ordine, che sia vestiario, cinema, letteratura, cibo, non si riuscirà a distinguere mai ciò che è davvero meritevole di essere letto, rispetto a ciò che pur intrattenendo non ha altre pretese, da ciò che è addirittura diseducativo perché, leggendolo, non solo si disimpara come si scrive correttamente ma anche si assimilano valori magari sbagliati. E per quanto leggere qualunque cosa, oggigiorno, persino una rivista porno, sia meglio che rintronarsi di reality show, di serie televisive in cui si de-cantano (nel senso di ubriachezza) storie e amori, corna e amori, tradimenti e amori, guerre ed amori, pure non significa dover leggere per forza qualsiasi cosa senza un minimo di senso critico, a voler essere buoni, o di amor proprio e rispetto per se stessi ed i propri gusti a voler essere cattivi.
Quindi, lasciate stare la rivista porno, su.
Certi valori, certi gusti, certe figure e certi esempi non possono e non devono passare di moda.
Tolkien scriveva “ le radici profonde non gelano”: chi la vuol capire, capisca.
 -Lordgirsa-

venerdì 3 novembre 2023

Ritorniamo su Harry Potter: Hogwarts Mistery. Diciannov....cioè quattro anni dopo

 

La locandina del periodo di Halloween

Dopo aver giocato assiduamente per diversi mesi, nel lontano 2019, un'Era pre-covid decisamente più serena e lieta, al gioco per smarthphone Harry Potter: Hogwarts Mistery, ed aver imprecato dozzine di volte per la lentezza, misurabile anch'essa in Ere Geologiche, con cui venivano aggiornati ed inseriti contenuti, essere arrivato a metà circa del Quinto Anno, aver raggiunto mirabili risultati quali essere diventato Animagus registrato, Prefetto e Spezzaincantesimi, aver messo migliaia di punti delle Case tra me ed il secondo classificato, ho semplicemente deciso di mollare il gioco, disinstallandolo. Può sembrare una cosa sciocca, ma attendere una settimana, dieci giorni per giocare tipo un paio d'ore contenuti nuovi e poi tornare a sprofondare nella noia, non è una cosa che esercita su di me una grande attrattiva. 



Questo perchè il sistema di HP:HM era abbastanza grossolano, basandosi sul consumo di energia accumulata (4 minuti 1 punto di energia), troppo poca per completare piu di uno o due capitoli al giorno (capitoli= piccole parti di una storia che a sua volta spesso fa parte di una macrostoria), i pochi mezzi per integrare o recuperarla salvo shoppare (e un gioco simile non lo merita ancorchè piacevole distrazione) fanno abbastanza piangere e, più in generale, il sistema di puntamento per completare i minigiochi, trascinando il dito per replicare movimento degli incantesimi o, con l'aggiunta recente del Quidditch, eseguire le manovre in aria su di una scopa, non era decisamente molto ben curato. 

La stanza del mio personaggio, Asher Donovan di Grifondoro

Messa così, si potrebbe pensare il gioco sia orribile e io voglia demolirlo, pur essendo tutto sommato un casual gamer di questo genere di intrattenimento: ed invece no, perchè al netto di tutto e con la memoria lontana dai casini che successivamente la Rowling avrebbe messo in cantiere, vedi il tremendo arenarsi della saga de Animali Fantastici, questa particolare storia era molto graziosa e sufficientemente coerente con la cronologia degli avvenimenti. Il gioco difatti si muove da eventi successivi la (prima) caduta di Voldemort a causa del tentativo fallito di uccidere un Harry ancora neonato. Il piccolo è vivo, il Signore Oscuro scomparso, i Mangiamorte vengono catturati, uccisi o dichiarano di essere stati soggiogati dalla Maledizione Imperius a causa della quale facevano tutte quelle azioni malvagie (uno su tutti, Lucius Malfoy).


In questo spazio di tempo si colloca dunque la lettera consegnata al main character, che creeremo da zero dal punto vista estetico e che potremo dotare di un nome. Dopo l'obbligatoria fase iniziale, per prendere confidenza con il sistema, l'acquisto della nostra bacchetta (possiamo scegliere il tipo, flessibile, rigido o una via di mezzo) si parte per Hogwarts, per lo smistamento - liberi di scegliere quello che vogliamo - e verremo affiancati ad un amico, Rowan, che ci seguirà in qualsiasi Casa in cui finiremo: ovviamente, se il personaggio scelto da noi dovesse essere femminile, Rowan subirà un simpatico cambio di sesso e diventerà anch'egli una donna, graficamente resa abbastanza maluccio: per dirla con assoluta sincerità, fa venire gli incubi.


fonte: https://www.facebook.com/HPHogwartsMystery

Il nostro personaggio arriverà ad Hogwarts con una brutta nomea a causa del proprio fratello (o sorella, ma non avendo giocato personaggi femminili non so se la cosa cambia) che risulta essere stato espulso per motivi che ovviamente dovranno essere scoperti con il proseguimento della storia.

Da li in poi ci sarà una escalation tra missioni secondarie, che consiglio di completare sempre tutte prima di proseguire con i capitoli principali, possibilità di apprendere incantesimi, seguire lezioni specifiche ed avere a che fare con altri personaggi, il cui grado di interazione dipenderà dal livello di Amicizia che va da 1 a 10: dopo aver ottenuto il grado massimo, si potrà comunque avanzare ancora per ottenere delle ricompense extra. 
Altre interazioni che si possono costruire dipenderanno dal Carisma che si sviluppa con il costante accesso giornaliero attraverso il mangiare assieme, il giocare alle gobbiglie, prendersi una burrobirra, entrare a far parte di Club specifici (Drago, Ippogrifo e Sfinge) ed, ovviamente, avere appuntamenti segreti prima nel giardino di Hagrid di giorno e nel Cortile di sera. Per inciso, si possono costruire relazioni anche col proprio stesso sesso, per quanto la cosa impatti poco sull'effettivo gioco quotidiano, salvo per qualche dialogo differente qua e la. 





Non mancano ovviamente le personalizzazioni acquistabili con le valute di gioco, ossia monete d'oro e diamanti rosa, che possono regalare anche potenziamenti negli attributi, animali che concedono energia ogni tot ore ed abbellire la stanza personale del personaggio principale oltre che, a spazio esaurito, la sede segreta dei tre Club di cui sopra. Da ultimo, complice la saga di Animali Fantastici, è stata prevista la possibilità di addestrare delle Creature Magiche - manticora, pixie, troll di montagna, glowbug, snaso e moltissimi altri - che possono regalare altre risorse e permettere di completare numerose missioni secondarie.





Chiarito che comunque la varietà dei contenuti non è in discussione, e che è stata aggiunta un sacco di roba dalla mia ultima visita nel lontano 2019, debbo ammettere che il gioco è fruibile come passatempo, dato che nel frattempo hanno appunto inserito moltissimi capitoli e che ad oggi non ho nemmeno ricominciato a giocare la storia principale, visto che ogni tre quattro giorni il gioco ripropone gli eventi a cui non ho partecipato e sono tutti eventi a tempo.

 Non posso nascondere che venire bombardato da eventi continui appena si termina il precedente sia una cosa un pochino frustrante, passando dal nulla cosmico del 2019 ad un continuo, costante dover giocare per completare gli eventi che altrimenti verranno riproposti o mai o nel migliore dei casi di li ad un anno. 
Per quanto sappia che potrebbe sembrare da incontentabili lamentarsi del troppo poco prima e del troppo ora, e mi rendo conto che il gioco registri solo dopo quattro anni l'accesso del player e quindi proponga tutto per far recuperare il tempo perduto, ed anzi, dovrei esserne grato dato alcuni sono graziosi e concedono parecchie risorse, tuttavia si ha la sensazione di non avere mai un momento di pausa tra un evento a tempo e l'altro.
Posso dire che ho avuto, in tre mesi che ho ricominciato, solo tre mezze giornate in cui non ho avuto eventi a cui partecipare.



Chiarito tutto questo, andiamo alle cose serie.
Harry Potter: Hogwarts Mistery merita oggi di essere giocato? 
Sorprendentemente, si. 
Ho verificato, tramite un account di prova giocato da mio figlio, che la storia scorre meglio, l'energia risulta dosata e per quanto sia un po' più ostico completare i pochi eventi a tempo che il gioco propone è pure possibile, senza dilapidare risorse, trarne un bel po' di soddisfazione.
Per chi invece come me era al quinto anno e partiva già da un 39/39 di energia - di recente arrivato a 40/40, risulta fattibilissimo giocare gli eventi a tempo e fare incetta di risorse. 
In più, essendo un gioco dove lo shop , se proprio si vuole strafare, può limitarsi a 3,49 euro al mese per usufruire del cosiddetto "pass" che regala moltissimo materiale, tutto è fattibile senza ammazzarsi e senza dover spendere cifre assurde come negli altri giochi del franchise - non da ultimo, il recentissimo e costosissimo Harry Potter Magic Awakening.




C'è da dire che alcune storie secondarie a tempo sono davvero tirate per i capelli e durano decisamente troppo. Sarà che, come scrivevo, dopo quattro anni di pausa il sistema mi sta facendo recuperare tutti gli eventi a tempo che ho perso fino ad adesso, ma questo mi permette di notare quanti step ci siano da 3 od 8 ore che sono solo un pretesto per tirare per le lunghe la storia: per quanto le storie narrate siano in linea di massima piacevoli e tutto sommato innovative e originali nonchè, va detto, in perfetto equilibrio con il canone di Harry Potter, senza sbavature o incongruenze come, purtroppo, la saga cinematografica di Animali Fantastici ci ha al contrario abituati, magari sforbiciare qualcosina e rendere gli step non così lunghi inutilmente avrebbe fatto piacere. 

Invece ho trovato una ottima aggiunta la cosiddetta "Smania di Storia", ossia la possibilità per un tempo limitato di avanzare più velocemente - cioè consumare meno energia - quando si affrontano i capitoli della storia principale e quelli paralleli collegati ad essa - come specifiche lezioni da affrontare per sbloccare certe pozioni, manovre con la scopa ed incantesimi che serviranno con l'andare avanti della trama. Questo si traduce in un risparmio del 25% ma anche del 30% su questi step, cosa che senz'altro è da apprezzare e che si potrebbe sfruttare moltissimo...non si fosse, come me, impantanati in ventordici plot secondari a tempo da recuperare dopo quattro anni di assenza da HP:HM.


                           

Completando gli step della storia principale si risparmia il
30% con l'evento Smania di Storia

Conclusione: consigliato per chi già giocava, se vuole e può recuperare il proprio account, idem per i nuovi giocatori e, più in generale, chiunque voglia giocare ad un apprezzabile gioco in piena atmosfera Harry Potter perchè comunque, di atmosfera, questo gioco è decisamente ricco. 


Il mio unico, vero rammarico nasce dal fatto che la storia sia poco " moralmente personalizzabile" in quanto mi si deve spiegare per quale motivo, pur partendo magari come Grifondoro, il main character debba essere costretto a interagire via via in maniera sempre più forzata ed amichevole con un personaggio come Merula, al cui confronto Draco Malfoy era un agnellino; al contempo, il non poter incidere sull'allineamento del personaggio - non si può insomma comportarsi da disgraziati o malvagi nel gioco, in soldoni - rende tutto sommato prevedibile l'epilogo delle storie.
Ci sono infatti capitoli o occasioni di gioco in cui un personaggio come Merula oppure Ismelda, ma anche bontà sua lo stesso Hagrid, avrebbero meritato di venire mandati a quel paese per direttissima o direttamente menati o incantati, opzione che purtroppo molto raramente è possibile per Merula - salvo qualche scontro e duello qua e la, niente violenza su di lei, figurarsi su Hagrid.
La impossibilità insomma di ignorare del tutto certi personaggi - lo stesso Rowan è di un superfluo che levati proprio - è ciò che più mi dispiace in termini di sviluppo della storia e del proprio personaggio.  

-Lordgirsa-

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mercoledì 18 gennaio 2023

[Saint Seiya Awakening] Ex - Empress Seraphina di Lost Canvas e annunci del 16/01/2023

 

Dato è mia abitudine voler soffrire ma anche fungere da voce della ragione per un gioco che più procede e peggio si mostra, inizio un piccolo progetto che in passato ho cercato di condividere con altri esperti di Saint Seiya Awakening, dato che ho sempre ritenuto che una guida scritta sia molto più fruibile di un video che, per lo meno, va seguito e ascoltato bene - proprio quando magari quel media non è sempre perfettamente fruibile: vuoi per qualità audio non è eccellente, vuoi per una dimenticanza, un passaggio non compreso o solo perchè alcuni creatori di contenuti non scrivono prima una bozza di ciò che dovrebbero riferire, vanno a braccio e dicono piccole inesattezze o non si accorgono di aver omesso qualcosa.


Sia come sia, andiamo a vedere un po' uno dei personaggi di Lost Canvas che meno appare in Lost Canvas: Seraphina, imperatrice dei mari, il simulacro divino di Poseidone di quell'epoca.

Non mi dilungo sul chi, cosa e come, andiamo a discorrere del personaggio per quello che appare ad oggi, specie dopo le recenti modifiche introdotte non più di una manciata di ore fa.

Quando arriva?

Nella data di oggi, 18 gennaio, dovrebbe arrivare nel Global come Sacred Duel: questo significa, purtroppo, una uscita già il prossimo 25 gennaio, con il Lucky cat a due giorni dalla conclusione del banner.

Concept del personaggio: manga, anime e gioco


Atteso che Seraphina compare per pochissime pagine nel manga, a malapena agisce e non ha una controparte animata, gli sviluppatori hanno fatto quello che potevano: resa splendida della corazza, della gonna di onde, un po' meh il viso: ma giusto per andare proprio a rompere il capello. 
Sulle animazioni anche qui immagino abbiano fatto quello che potevano per quanto un paio di somiglianze di troppo con l'altro pg tirato fuori dal nulla, Persephone, siano riconoscibili e un filo sospette.


                                    



Tipologia di personaggio

Il personaggio è un COSMICO, che funge da controller principalmente, nonchè healer e occasionale DPS. Non voglio dire non faccia danni, solo che la sua funzione è quella di congelare dopo un attacco diretto o dopo un tot volte l'avversario abbia colpito il party di Seraphina: in questo senso, ricorda l'effetto della Passiva di Golden Hyoga RC: e si, la fantasia è in calo visibile tra gli sviluppatori dato spesso oramai i personaggi nuovi sembrano un amalgama non sempre riuscito di quelli vecchi (come vedremo, un mischione di Suikyo, Sasha e Golden Hyoga RC).

Il personaggio ha una barra, un po' come la Rage di Thanatos o il risveglio di Alone, che sale in base alle azioni proprie e dell'oppo e che permette, quando è piena, di sfruttare un AOE dato dalla passiva, come vedremo.

Non è un personaggio profondamente vincolato alla Speed, nel senso che al pari di personaggi come Manigoldo averne un po' le giova ma non è soggetta alla gara alla speed di pg come Saga Sur, Hyoga DC o Sasha.


Skill 

Fermo restando che il personaggio è possibile venga cambiato alcune volte - non ultima, vedi in basso l'aggiornamento del 16/01 - le skill attuali sono le seguenti:



- Basic: un semplice attacco con un danno che oscilla dal 100% del livello 1 al 120% del livello 5 e che permette (dal 15% al livello 1 fino al 35% al livello 5 +status hit) di congelare il pg avversario


- Skill 2: si articola in tre tipi di skill, un po' come per Hypnos o il vecchio Poseidon (che però da buon SS attivava più effetti di quanti ne abbia Seraphina che Ex). 
    
    La prima, [Storm of the Abyss]/[Tempesta dell'Abisso] di attacco e al costo di 1 energy, fa il 150% di danno cosmico al livello 1 contro il bersaglio principale colpendo quattro volte + una certa percentuale + status hit di fare attacchi aggiuntivi (come Suikyo, insomma) fino ad un massimo di 8 (OTTO!!!) volte contro i personaggi a destra e sinistra del principale

    La seconda, [Coral Field]/[Campo di Corallo],  evoca un gruppo di coralli per proteggere una unità alleata per due round : concede a TUTTI gli alleati il 12% del DMG Reduction, quindi una ottima riduzione simile a quella concessa dal Mandala (15%) ed essendo una resistenza pura è parecchio forte. Eventuali interazioni interessanti possono essere con Shion Surplice RC , per esempio.
A questo si aggiunge una ulteriore riduzione dell'8% per il personaggio che ha ricevuto il Corallo, quando venga colpito, perchè oltre a ridurre il danno accumulerà fino a tre (3) stack: alla terza stack, il personaggio dell'oppo che avrà attaccato il pg protetto dal corallo verrà congelato come accadeva per Golden Hyoga RC. Idee nuove, idee fresche, ma per lo meno è molto interessante.
Infine, il personaggio col Corallo che viene attaccato recupererà fino al 200% del Cattack di Seraphina in HP, quindi si tratta di una abilità non solo difensiva, ma anche di cura.

    La terza, invece, dall'iniziale costo di tre energy ma successivamente rivista (vedi l'aggiornamento del 16/01) crea una bolla che "incatena" un pg dell'oppo che da quel momento potrà solo fare attacchi base. Al contempo quella bolla "assorbe" fino al 40% degli HP di Seraphina: quando la catena si "rompe" ossia eccede quel 40%, rilascia un danno pari al 60% di quanto incamerato, anche se non è chiaro se affligga solo il pg incatenato precedentemente o tutto il party, in modo simile al Golden triangle di Sea Kanon.

- Skill 3: invece si basa sul caricamento di una barra come quella di Alone, Aiolos DC ed altri pg: quando arriva a 100 il personaggio si risveglia e provoca il 240% di danno a tutti gli avversari, come la vecchia Onda di Poseidon. Inoltre, curerà anche l'alleato con meno energia nel party. All'inizio turno Seraphina partirà con 30 punti nella barra e guadagnerà 5 per ogni attacco dell'oppo contro il proprio team e 10 se ci saranno personaggi che agiscono fuori turno 

- Skill 4: si basa sull'attivazione dell'Oricalco che nel manga risvegliava il personaggio ed ha cinque effetti diversi chiamati Resonance: al pari di Oneiros si attiva pian piano e sblocca alcuni effetti

1) quando usa il Basic incrementa lo status hit del 30% ; 
2) quando usa la Skill per attaccare aumenta il Final Damage del 20%
3) quando usa il Corallo aumenta le difese fisiche e cosmiche di 260 punti (quindi worka molto bene con Sasha)
4) quando infine usa la Catena aumenta (pare, ma non si è ben capito) il Reflect ed infine
5) quando infine si risveglia aumenta di 12 la Speed su tutti quanti i propri alleati

Infine, Seraphina condivide questi bonus con gli alleati fino al 30%.   

Cosmi

Premesso che anche qui, si rimarca, il personaggio dovrà venir testato, ci sono alcune opzioni che andiamo a visualizzare: 

Cosmi consigliati dal sistema: fuchsia centrale, dragon, kowing, lotus

alternative possibili...

o anche così.

Di suo, questo personaggio non necessita comunque di una speed esagerata, e per quanto sembri il contrario, parrebbe (condizionale d'obbligo) non dipendere dal doppio turno, anche se pure qui bisognerà fare un po' di prove.

Abilità aggiornate al 16/01

Nella giornata indicatagli sviluppatori hanno aggiornato le skill in costi, percentuali ed efficienza.

[Storm of the Abyss]/[Tempesta dell'Abisso]: le probabilità di generare un colpo addizionale decrescono dal 65% al 60% + Status Hit (come sempre, "precisione alterazione" mi fa troppo schifo dirlo).
[Coral Field]/[Campo di Corallo]: il costo in energia per la skill passa da 2 a 1 e dura 2 due turni.
[Lost Continent]/[Continente Perduto]: il costo in energia per la skill passa da 3 a 2.

crediti dell'autore/trice


Conclusioni: è un pg da pullare? Si, come sempre, sebbene sarà complicato farlo, arrivando il Lucky Cat il 6 febbraio e, come detto in alto, il banner probabilmente terminando l'8:  quindi volendo fare i conti in tasca significherebbe attendere lunedì per ottimizzare la propria scorta di gemme e poi andare all-in tra lunedì 6 e martedì 7, con gravi difficoltà non solo per i rate abbastanza bassi, ma soprattutto per la friendship necessaria a portare uno dei nodi almeno a 4, come è abitudine oramai per gli SS e gli Ex se si vuole provare a fare almeno il rebate.

E' però un pg anche da skillare? Ecco, su questo ammetto non sono molto persuaso: atteso che ammetto di essere abbastanza scarso nel gioco, se c'è chi considera Sasha un pg da whale, bè, questo mi sembra esserlo molto di più. 
Lo status hit può essere un'arma a doppio taglio e contando che molti si lamentano della componente rng di Suikyo, pg che ho odiato dal primo momento, o eccepiscono che Camus DC spesso non congeli, mi sembra cneh anche qui non ci sarà molto da stare allegri: vedremo in campo come si comporta, anche se il Sacred è sfasato sullo Status Hit, ma per ora a chi è piccolino o non abbia vagonate di tomi da parte suggerirei di guardare oltre.


Anche perchè, se davvero raggiungiamo il China per tempi e uscite, avremo sempre meno modo di sapere se, quale e quando un certo pg uscirà, e diverrà ancora più complicato fare delle scelte ponderate e in anticipo. 

Degel, ti faccio un mazzo così.


Per quanto riguarda gli altri annunci della patch di lunedì 16/01:

- Viene aggiunto Thanatos Surplice Awakened, quindi avremo il nuovo SS i cui pezzi andranno recuperati/shoppati per il repair cloth: e dato che ancora oggi dei pezzi di Odysseo/Ophiuco non c'è traccia per acquistarli con le polveri dorate, si preparano tempi particolarmente brutti.  

- Vengono aggiunti al Will of The Star i seguenti personaggi: Cardia, Defteros, Suikyo, Veronica, Persephone e, ammetto parecchio a sorpresa e paraculo assieme, Aiolos DC.
Come mi sono già espresso nel gruppo di telegram di cui faccio parte, a me sembra una mezza porcheria: vero è che non si hanno le risorse per tirare su tutti gli step del WoS, ma è anche vero che si può dare spazio a personaggi che bene o male hanno fatto tutti. Aggiungere l'ultimo, nonchè il meno attraente tra tutti, Aiolos DC insomma, significa voler a tutti i costi dire ai player che anche personaggi così scadenti e fatti tanto per devono essere privilegiati nell'essere aggiunti nel WoS anzichè altri che magari sono stati presi e skillati decentemente da tutti. 

Non so, a me sembra una porcheria, per quanto poi, all'atto pratico, cambi poco o nulla: chi spendeva milioni sul gioco continuerà a farlo, chi non se la sentiva, decisamente no.

Crediti:
Si ringraziano

Zodiac Team
Cax
Arewzo Gatcha


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