venerdì 28 giugno 2024

[Eventi] Il MolFest, il festival della Cultura Pop, si terrà a Molfetta il 29 e 30 giugno con ospiti importanti...

 

... tra cui il sottoscritto!

Ebbene si, il 29 ed il 30 giugno 2024 si terrà il MolFest, un evento importantissimo fortemente voluto dall'Amministrazione Locale, rappresentata durante la Conferenza Stampa del 12 giugno scorso proprio dal Sindaco.


In una Puglia che scopre sempre più l'importanza culturale - e, perchè no, economica - di ciò che è associato al tema dei videogiochi, del cosplay, del gioco di ruolo, del fantasy in tutte le sue forme, dove fioriscono eventi come di recente a Corato e il prossimo agosto a Bisceglie, Molfetta può scoprirsi culla insospettabile - fino ad una certa, e vedremo perchè - della Cultura Pop, specie dopo che Bari ha un po' perso la presa su eventi come il B-Geek, a cui partecipai come raccontato da questo vecchio video quando ero giovane e bello meno brutto di ora,  il Levante Comics ed il più recente Bari Ludens. 

Con queste premesse, e riscuotendo l'interesse di una moltitudine di realtà cittadine e non - si parla di oltre sessanta associazioni solo nell'interland - nasce il MolFest, un grandissimo evento che riunisce da tutta Italia le più importanti realtà e cerca di valorizzare, finalmente, anche le bellezze e le eccellenze locali. 
Ogni riferimento al sottoscritto è puramente casuale.
E prima che arrivino i precisini da ogni parte a scrivere LOL e altri commenti, SI, sto scherzando ovviamente, almeno per quanto mi riguarda.


La conferenza del 12 giugno scorso è stata davvero una splendida occasione e già da quel momento ho inteso che si potesse, tutti assieme, provare a fare la differenza: per quanto sappia benissimo che i sogni sono si, desideri, ma anche qualcosa che spesso si pone troppo lontano, ricordo che anche Lucca Comics è nato nel 1966 ospitando il Salone Internazionale dei Comics con una manciata della passione che oggi invece il mondo nerd può offrire, specie adesso che non ci si deve più nascondere per le proprie passioni....oppure no?

Molto spesso, ancora oggi, i ragazzi di ogni sesso ed età vengono presi in giro, ostracizzati o direttamente bullizzati perchè aderiscono a ciò che potremmo riassumere con l'espressione "cultura pop" che, per come la vedo, io incorpora anche l'anima geek (l'appassionato di una specifica "branca" o "area") e quella tipica dell'idea di "nerd" (chi smanetta preferibilmente con la tecnologia, poco inserito socialmente) per quanto oggi i due termini si confondano, sovrappongano o finanche si invertano - parlando con la gente di tutti i giorni, il nerd è diventato quello che ama i fumetti, il cinema, le serie tv ed i videogiochi e può parlarne, discorrerne, scriverne finanche una tesi con passione e trasporto anche in una sola serata davanti ad amici o occasionali ascoltatori indipendentemente dal fatto che questi siano interessati o meno all'argomento; mentre il geek, sempre nell'accezione comune e non necessariamente veritiera del termine è diventato l'appassionato marginale di qualcosa nello specifico.
Serie come The Big Bang Theory hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale nello sdoganare negli scorsi anno e rendere "accettato", e finanche "figo" l'essere un nerd/geek/appassionato, e ciò ha  reso felici e in un certo senso sollevato moralmente milioni di ragazzi che possono così sognare di impalmare la Penny/Bernadette/Amy/Denise di turno, perchè "[...] oggi essere intelligenti va di moda" citando Howard Wolowitz, a mio modesto giudizio l'anima dello show.


Ed è a questo punto che entra in gioco il sottoscritto: memore come sono, degli anni 80/90, in cui essere appassionato di fumetti, spesso visti non di buon occhio come Ken Il Guerriero, Dylan Dog, Demon Hunter giusto per citarne qualcuno, nonchè di giochi di ruolo (ancora ricordo le strisce di John Kovalic in Dork Tower in cui chi giocava a D&D o Vampiri veniva visto dalla società come un satanista) oppure di film violenti, significava essere automaticamente un parìa per dirla in maniera elegante, ed un sfigato malato di mente per dirla in maniera più realistica, in grado di suscitare l'ilarità di chiunque altro, ho deciso di portare la mia esperienza diretta sull'argomento.

http://www.dorktower.com/tag/satanists/

E non solo.

Non dimentichiamo ciò che spesso i giornalai giornalisti hanno fatto nel corso degli anni, come spiegare che episodi di cattiveria vera e propria, ignoranza radicata, intolleranza e turbe mentali reali sono stati causati da fumetti, film e musica: ricordiamo i famigerati Sassi di Tortona (qui per chi è interessato), che secondo qualche trasmissione becera sulla Rai dipendeva dal fatto che quegli innocenti ed annoiati imbecilli figli di papà certamente fossero stati traviati da quelle brutte cose che provengono da quel posto arretrato noto come Giappone quali i cartoni animati ed i manga- sono ironico, ovviamente - nonchè senz'altro che chi giocasse di ruolo fosse, dall'alto della propria ignoranza in materia, un potenziale psicopatico senza vita sociale e che andasse guarito o aiutato o in mancanza di altro, internato.

Da persona cristiana, ricordo ancora con disgusto i discorsi di alcuni preti in una epoca pre-internet, e quindi senz'altro giunti alle mie orecchie solo in minima parte, in cui si diceva che giocare di ruolo fosse una bruttura figlia del Maligno e che andasse evitata; ma del resto, senza fare di tutta l'erba un fascio, molte persone "illuminate" hanno spesso fatto del facile moralismo, senza mai prendersi la briga di capire ciò che criticavano - salve, sono Lordgirsa e vi ho appena spiegato come funziona tanto internet quanto la mentalità retrograda dei salotti televisivi-  o di accettare che i giochi di ruolo, al pari della letteratura fantasy o fantastica, sono "l'evasione di un prigioniero e non la diserzione di un guerriero", giusto per citare un tizio a caso di nome J.R.R. Tolkien, colpevole di aver solo creato una mitologia, molteplici lingue ed una forma letteraria maiuscole


assieme a Savia Damato ed al suo marito, splendide persone

Con queste premesse, dunque, Convocato dalla gentilissima dott.ssa Savia Damato del Centro Coordinamento Maschere Italiane, sezione Puglia, ho avuto il privilegio e l'onere di intervenire per discorrere dell'argomento: ma come farlo?
A parlarne così, in libera piazza, ne sarebbe venuto fuori una dissertazione fatta di aneddoti e episodi della durata di una settimana: tanto per accennarne uno, ho rischiato di venire aggredito da due evangelisti durante un viaggio in treno a causa di un manuale di D&D. No, sul serio.

Ecco, invece, l'idea: parliamo di come il bullismo, nelle sue piccole e grandi forme e manifestazioni, abbia plasmato figure note della letteratura, del fantasy, della fantascienza o finanche dei fumetti o manga.
Quindi, attendetevi una dissertazione sulla figura di Severus Piton della saga di Harry Potter, su come anche Harry o Ron non siano proprio questi stinchi di santo, ma anche su Anakin Skywalker/Dart Vader dell'Universo di Star Wars e su personaggi del Trono di Spade, fino ad abbracciare Eren Yaeger de L'attacco dei Giganti con l'epilogo chiacchierato e Light Yagami di Death Note con la tematica inversa, della perfezione che induce alla noia epicurea degli Shinigami come Ryuk e dello stesso protagonista che vive in un mondo privo di sfide, relativista, epicureo e sartriano, il protagonista bellointelligenteaffascinantesimpaticomodestofamigliaperfettafortunatoentusiastaamorevoletalentuoso eccetera eccetera, citando il grande Trono del Muori.
Su certe figure di cui parlerò mi attendo già forti polemiche e critiche dato che la mia visione su alcuni, specie su Piton, sono lontane da ciò che la cultura internettiana e dei meme ha portato a credere tutti, o quasi: sorry guys, ma Piton per quanto sia un personaggio ben scritto, affascinante nei film e interpretato da Dio dal fu Alan Rickman, è e resta un malvagio, senza "se" e senza "ma". 


Assieme all'inimitabile Paolo Gualdi, presidente di
una cosetta nota come il SAN MARINO COMICS


qui ho rubato uno scatto alla mirabile 
Lidia de Leonardis, Dirigente Politiche Sociali



Qui di seguito allego mappe, un link alla viabilità stradale dato che molte zone saranno chiuse e vi rimando alla pagina ufficiale del Molfest.
Qualche anticipazione:
- per chi ama il cosplay e la fotografia sarà possibile accedere a strutture ed aree dedicate grazie  Obiettivo Cosplay aka Volta;
- Si terrà uno spettacolo a cura di Arterie Teatro Scuola di Arti Sceniche con gli spettatori che saranno parte integrante delle rappresentazioni sulle barche ormeggiate presso il Molo Pennello (in collaborazione con il Circolo Nautico Ippocampo di Molfetta);
- avremo Andrea Bedeschi di BadTaste.it, Maurizio di Fazio de L'espresso, Il Fatto Quotidiano e Vanity Fair, l'eclettica Miss Hatred e il celebre autore e disegnatore Daniele Daccò/Il Rinoceronte;
- sarà presente l'associazione ALA - Associazione Ludica Puglia;
- i bambini della Cooperativa Sociale Charisma;
- l'associazione Ludico Culturale Palantìr ;
- la splendida cosplayer Shizuka;
- gli amici del Melphicta nel passato , che ci accompagneranno in un viaggio a ritroso presso il Villaggio Medioevale.

Glisso sulla mole di partecipazioni, sponsor e quant'altro perchè rischierei davvero di non far mai uscire questo articolo che, dato sono organizzato come un nido di marmotte bagnate, ho procrastinato fino all'ultimo giorno utile.
Che dire, sono forte.

Ringrazio ancora Il Centro Coordinamento Maschere Italiane, sez Puglia, per avermi coinvolto e vi do appuntamento al 29 e 30 giugno a Molfetta per il primo, e di certo non l'ultimo, MolFest!




Notizie di Viabilità: https://www.molfettaviva.it/notizie/molfest-chiuse-al-traffico-via-vittorio-emanuele-e-altre-strade-i-dettagli/

Pagina Facebook del MolFest: https://www.facebook.com/Molfest.official

#MolFest

#Eventi

#culturapop

#disney

#sirene

#avengers

#lordgirsa 

#starwars

#kindness

#piton

#harrypotter

#paolo gualdi

#modenaplay

#ilrinoceronte

#bullismo

#eren yaeger

#lightyagami

#fumetti

#sanmarinocomics

#nerd

#divertimento

#cultura

#gameofthrones

#tronodispade

#fotografia

#cibo

#giappone

martedì 4 giugno 2024

[VistoIeri] Pompei: il film dove Jon Snow sa le cose

 

Dato che, durante un viaggio in treno, la principale attrattiva è poter passare del tempo tranquillamente leggendo, ascoltando musica o seguendo un film, il sottoscritto ha scelto di colmare una lacuna circa un prodotto che, in passato, aveva stuzzicato il proprio interesse e che in questo periodo, in pieno delirio di rewatch di Game of Thrones, ha deciso di visionare: Pompei, un film del 2014 di genere peplum (tipologia di film storico che mescolano fantastico, mitologico e azione) diretto da Paul W.S. Anderson, già regista dei film della saga di Resident Evil, di cui ho scritto in un post tempo addietro.

tutti i diritti sono dei rispettivi proprietari

Film disponibile su RaiPlay, che si rivela spesso una sorpresa per i prodotti a catalogo - uno su tutti, il caro vecchio Gods of Egypt - esso mostra un cast ampio, variegato e, nonostante l'opinione generalmente positiva da parte mia sulla pellicola, pure abbastanza sprecato dato che gli unici personaggi che appaiono risaltare sul serio sono Kit Harington (oltre che l'ignorante Jon Snow in GoT è stato anche il Cavaliere Nero in una brevissima apparizione ne Eternals del MCU, Robert Catesby in Gunpowder ed altri, oltre ad essere la voce ufficiale di Eret figlio di Eret nella saga di Dragon Trainer) che in Pompei è Milo- nome più greco che latino, ma stai a guardare il capellum- e lo scontato interesse romantico Emily Browning (Sucker Punch, Lemony Snicket, Sleeping Beauty, Monica) che qui interpreta Cassia. Gli altri attori, che pur con un discreto minutaggio risaltano tanto quanto comparse sono Kiefer Sutherland (celebre per la serie tv 24, oltre che per Stand By Me - Ricordo di una estate, Ragazzi Perduti, Legend) che funge da prevedibile villain finale e Jared Harris (Moriarty in Sherlock Holmes-Gioco di Ombre, il dott. Ashford in Resident Evil Apocalypse nonchè le serie TV The Terror, da me recensita agli albori del blog su QUESTA pagina, The Crown, Chernobyl) che qui è sposato con una Carrie Ann-Moss (Trinity di Matrix su tutti) qui in versione "ho un paio di settimane libere e non so come impiegarle", dato che non credo abbia più di quindici, venti battute in tutto il film, a tenersi larghi. 

Che intendi dire col fatto che sto qui solo per un paio di minuti?

E com'è questo peplum dove Jon Snow sempre in versione bel ragazzo iperfisicato - vedere le foto per credere - mena tutti e conosce le cose, visto che ha un piglio badassico notevole, sa interagire con i cavalli come un provetto Aragorn, vuole vendetta come Massimo Decimo Meridio ne Il Gladiatore e guida una feroce critica (#credici) alla Roma Imperiale di allora come un novello Spartacus?



Per vedere Il Gladiatore, andate di la, sala 2


Curiosamente, la risposta è "buonino, dai". Non che il film in sè, intendo, abbia una trama interessante o piacevole, perchè essa rimane abbastanza prevedibilmente sullo sfondo mentre il vero leit-motiv è l'eruzione del Vesuvio che, storicamente, distrusse Pompei oltre che Ercolano, Stabia e Oplontis nel 79 d.C. 
E' di tutta evidenza che, un po' come accaduto per il film Titanic di James Cameron, il quale ha intelligentemente sfruttato l'elemento tragico per narrare una storia d'amore che diventa quasi pari se non preponderante rispetto all'effettivo disastro, anche qui la storia di questo combattente, Milo, che diventa un gladiatore a Pompei qualche giorno prima dell'eruzione, che coinvolge anche una storia d'amore prevedibile basata sulla differenza di classi e ceti sociali tra i due innamorati, voglia far leva sul binomio "tragedia-amore romantico" per suscitare una emozione intensa come per la storia di Jack e Rose nel film di Cameron. Anche qui, tra l'altro, il villain è una persona che tiene in pugno (qui politicamente, nel film di Cameron economicamente) la famiglia della ragazza di turno, Cassia, interpretata dalla Browning a cui però si aggiunge un altro nemico, il responsabile dell'eccidio della famiglia del protagonista, Marco Proculo qui interpretato da Sasha Roiz.
Facendo un po' di facile ironia, si può considerare tutto questo davvero una grandissima novità, così come è proprio lo è senz'altro l'amicizia che nasce tra i due gladiatori un tempo avversari come il personaggio di Kit Harington e quello interpretato da Adewale Akinnuoye-Agbaje, Attico, un combattente pronto quasi per la pensione e che chissà che fine potrà mai fare. 

"Arrivo a fine film?" "Certo!"
"...ma vivo?" "..ehm..."

Davvero dei colpi di scena inattesi, eh.

Rileggendo la recensione, mi accorgo di aver scritto poco o nulla sul film andando nel dettaglio: questo perchè, bè, c'è poco e nulla da scrivere. Pompei vuole cercare di spingere sulla storia d'amore tra due personaggi divisi da classi sociali, obblighi e desideri differenti sullo sfondo di una catastrofe mentre un villain tenta di costringere la donna, sulla cui famiglia ha potere, a sposarlo. Come scritto, siamo pericolosamente in zona Titanic, per quanto qui il contesto della Roma Imperiale tutto sommato riesca a dare le giuste vibrazioni: certamente, ci sono tantissimi strafalcioni storici riguardo la società romana e la visione particolare che si aveva dei gladiatori ma il compitino, per così dire, è stato svolto tutto sommato decentemente e il finale, anche questo non innovativo ma accettabile, funzioni. 


Il fisico di Kit ottenuto ammazzandosi di palestra:
attenzione, non è CGI

Pompei è un film dimenticabile ma che il suo, per quell'oretta e tre quarti che dura, lo fa abbastanza bene: non sarà tamarro come Hercules - Il Guerriero, nè altrettanto spettacolare nonostante l'eruzione del Vesuvio abbia una buona resa scenica, e globalmente la CGI funzioni parecchio, ma intrattiene abbastanza.

Kit Harington non è il più espressivo degli attori nonostante appartenga alla scuola di recitazione forse migliore, quella britannica, e non pare nemmeno avere troppa chimica con il love interest di Emily Browning,  Cassia, mentre Harris e Southerland sono un paio di spanne sopra gli altri, ma diciamo che è bello vedere tutti questi attori assieme. E si, anche Carrie Ann-Moss, per quei sessanta, ottanta secondi che occupa sullo scherno, roba che se si starnutisce alcune volte ci si perde la sua comparsa.
Peccato che le apparizioni di costoro siano andate via via scemando, contando che la pellicola è del 2014 e non si possano proprio annoverare tante produzioni, specie memorabili, che abbiano interessato i suddetti attori. E che Matrix Resurrection semplicemente non esista.
Curiosamente nonostante il film non sia stato pensato per essere un colossal, l'investimento di cento milioni di dollari parla di un obbiettivo ben differente per il regista, Anderson, che pare si fosse innamorato della vicenda storica dell'eruzione del Vesuvio attraverso gli scritti di Plinio il Giovane, usati come spunto anche per il romanzo di Ed Harris, Pompei, appunto: non a caso, le scenografie ed il comparto tecnico hanno tirato fuori delle scene davvero belle, e per questo ruolo in particolare il nostro Jon Snow romano si è ammazzato di palestra per raggiungere il fisico degno di un gladiatore veloce ma possente come Milo, tant'è che il suo istruttore pare gli abbia suggerito ad un certo punto di darci un taglio: tre volte al giorno per per giorni la settimana per alcuni mesi sono decisamente quello che si può considerare un eccesso di allenamento.
Menzione d'onore per un paio di tracce musicali che riescono a restare abbastanza impresse, tra cui questa qui. 


#gameofthrones #pompei #jonsnow #kitharington #carrieannmoss #film #recensione #keithsoutherland #jaredharris #serietv #storico #peplum #storiadamore #titanic

martedì 9 aprile 2024

VistoIeri: Marcie - Una detective Fuori Controllo

 

Mancava da tempo, su questi lidi, una bella recensione old school su un film che mi facesse uscire di testae tirare giù Santi, Grandi Antichi, Valar e così via.

In questo periodo ho potuto rivedere, o vedere per la prima volta, diversi prodotti che meriterebbero un ghigno o una simpatica stroncatura: film dal taglio televisivo alla "ti ho scartato da CSI/Magnum PI/Perry Mason", oppure con personaggi scritti così male che inizi a tifare per gli antagonisti pregando che il o la protagonista muoia. Malissimo, possibilmente. 

E questo Marcie- una detective fuori controllo, è curiosamente entrambe le cose ed offre un titolo, nell'adattamento italiano, particolarmente onesto e veritiero, incarnando alla perfezione ciò che è la protagonista, ossia un pericolo pubblico, un qualcuno di fuori controllo perchè in preda agli ormoni e in grado di ragionare con la stessa lucidità di un pesce rosso che si nutra dei resti di qualche suo ex compagno di boccia. 

Titolo originale, Out of Control: sempre meglio

Disponibile su Prime Video e prodotta dalla Incendo Production, che sospetto si sia data questo nome per le pellicole da dare alle fiamme per un atto di clemenza, Marcie è questa aspirante detective giovane, bionda, truccata e perfetta anche alle tre di notte, s-vestita rigorosamente da catalogo Victoria Secrets, quando viene destata per partecipare alla scoperta del cadavere di uno spacciatore di droga. Perchè SI, un medico forense aspirante detective di presunti venticinque, ventotto anni, giovane e appena trasferita nel Dipartimento è la prima persona che chiami ad intervenire sul campo. 

Chi non ha colleghi di accademia simili?

Interpretata, si perdoni il termine, da Laura Vandervoort, apparsa anche in Smallville, Saw Legacy, Ted e in qualche altra pellicola, Marcie è la protagonista, archetipo classico di un certo modo di scrivere i personaggi femminili per alcune produzioni fine anni 90 primi 2000: testarde come muli, stupide come muli, fermamente inamovibili come muli anche quando il mondo intero ti dice che forse, forse, stai prendendo un granchio; un personaggio femminile così indipendente, così caparbio, così diffidente e restia a legarsi agli uomini perchè non ha ancora trovato quello giusto, che ci impiega addirittura quaranta minuti di film (su un'ora e mezza) a buttarsi tra le braccia di quello sbagliato. Perchè SI, se sei indipendente e non trovi la persona giusta in quanto selettiva ed esigente, è esattamente quello che mi aspetto da un personaggio così descritto a parole, ma che nella pratica fa tutt'altro. 

Chris Kramer in versione Christian Bale dei poveri

"Quello sbagliato", per la cronaca, è interpretato da Chris Kramer, qui in versione "ho visto Christian Bale e desidero assomigliargli": un personaggio intelligente nonostante tutto, un poliziotto corrotto e bastardo che GIUSTAMENTE si approfitta del QI che non arriva a 65 della brillante patologa/medico forense aspirante detective, la "migliore del suo corso": pensa gli altri come stavano messi. 


Il compito del personaggio di Kramer, chiamato Gus Sutton, è quello di depistare tutti gli indizi e le prove che rivelano la sua corruzione, e cercare di incastrare la sua ex partner di lavoro - e amante occasionale - Lisa Grant, persona con problemi di alcool e depressione a causa della morte del di lei marito. 


L'attrice quando ha scoperto in che film avrebbe dovuto
recitare: l'alcool è venuto dopo.

Ora, se il piano del cattivo è finanche condivisibile perchè intelligente, logico e credibile, la soluzione del capo della polizia che decide di affidare all'ultima arrivata, che non è nemmeno un agente operativo ma, di nuovo, una stracacchio di dottoressa forense, il compito di scoprire chi sia il "poliziotto corrotto" di cui sospetta l'esistenza, fa abbastanza ridere; e ciò vale ancora di più perchè la persona in questione, Marcie Cutler, si rivela dal primo minuto un due di picche, entrando come se nulla fosse in sala interrogatorio e torchiando un indiziato a cui tanto Lisa Grant che Gus Sutton avrebbero dovuto dedicarsi. Così, giusto per non farsi notare, per contravvenire all'avvertimento elargito al minuto uno del piano del capo della polizia, ossia di volare basso, non dare nell'occhio ed essere sostanzialmente una indagine non ufficiale quella che vede la novizia indagare sui suoi colleghi, Marcie pensa bene di torchiare il tizio che i due su cui doveva indagare, ripetiamo, avrebbero dovuto interrogare. Un genio. 

la tipica stazione di polizia nella fantasia di qualcuno

Non contenta, il capo della polizia, anch'ella una donna ben curata e in tiro della stazione di polizia più elegante ed ampia che abbia mai visto, conferma Marcie nel ruolo e decide anzi di affiancarla a Gus Sutton, che è evidente dal primo minuto la guardi come un cane che pregusta un osso.

E la donna tutta d'un pezzo, la migliore del suo corso e esigente in fatto di storie, ci casca rapidamente pur sapendo che c'è un qualche collega poliziotto corrotto, che non dovrebbe legare con nessuno li oltre un minimo sindacale e che quindi se qualcuno le si avvicina troppo potrebbe anche avere cattive intenzioni. Persino il pesce rosso di Marcie le sputerebbe in faccia, non fosse che è già immerso nell'acqua.

Non si riconosce il pesce tra i due, per il QI


Ora, non solo non giova che fin dalla prima scena si vede subito Gus far fuori uno spacciatore ed inseguire un altro criminale per ucciderlo solo perchè questi ha assistito alla esecuzione del detto spacciatore, per la serie pathos e sorpresa zero, ma nemmeno il fatto che la stazione di polizia abbia tante comparse ma solo due personaggi che hanno qualche linea di dialogo o un po' di importanza. Una, e non è una battuta, è la donna delle pulizie che trova una bottiglia di vodka nel cestino di Lisa - e qui un applauso al Capo della Polizia che non si interroga su quale persona pur con dei problemi di alcolismo sia così deficiente da lasciare una simile prova nel cestino dei rifiuti sotto la propria scrivania; l'altra persona è il collega di Marcie della scientifica che vanta anche lui una cotta notevole per la brillante, si fa per dire, aspirante detective. 
In sostanza, sorprese zero, non fosse per la protagonista che, sia pur in negativo, riesce a sorprendere lo spettatore non imbroccando una deduzione che sia una.

Il contraltare di Marcie, curiosamente, non è Gus Sutton, bello e corrotto, quanto il padre di Marcie, Mike, ex detective in pensione, che funge da voce della ragione e urla dello spettatore quando rimprovera la figlia di essere, sostanzialmente, una deficiente: egli ha infatti avuto Lisa Grant come propria allieva, e sa che mai e poi mai lei avrebbe fatto...ecco, le solite cose.

Immaginiamo il dramma di quest'uomo

La faccia che fa Mike quando parla con la figlia, qui interpretato da Francis X. McCarthy, contiene da sola ogni imprecazione verso la bionda aspirante detective: non a caso è presso l'ex istruttore che Lisa si rifugerà quando tutti le daranno la caccia, e sarà sempre il padre di Marcie a far aprire gli occhi a quell'impedita della figlia sul fatto che tutte queste prove sembrino non solo costruite, ma difettare di una cosuccia chiamata "movente" che, se speri di diventare una detective, dovresti come minimo tenere presente.


Chiamalo stronzo

Gus Sutton si rivela un cattivo per cui tifare, ad un certo punto, perchè fa sempre le mosse giuste: prima mette una contro l'altra le due donne, sfruttandone debolezze e gelosie, poi irretisce la deficiente aspirante detective bionda raccontandole una lacrimevole storia di un amore finito che l'ha portato ad abbandonare il precedente dipartimento e riesce persino, una volta sedotta Marcie, a leggerle il telefono con lei nell'altro ambiente in uno straaccidenti open space con la scusa di prepararle la colazione; a ripensarci, non si capisce nemmeno che cosa trovi di importante nel telefono di lei, che giustamente e ovviamente non è protetto da password pur se è cosa che già io facevo dal 1998, mentre una aspirante detective no. Addirittura, le piazza una cimice in casa per ascoltare le sue conversazioni ed il tentativo di Lisa di discolparsi e indurre Marcie a riflettere sul fatto che Gus di punto in bianco sta facendo di tutto per metterla in cattiva luce; cimice che è solo per un caso, ossia essere una impedita deficiente, che Marcie scopre, facendo cadere il lume che ha in casa con una scena così poco naturale e forzata che secondo me hanno tagliato le bestemmie del regista in sottofondo. 

vista in movimento è molto peggio

Sempre nel novero delle prove idiote che però intelligentemente Gus Sutton crea per colpevolizzare Lisa, questi riesce ad accedere al computer della ex collega ed amante, computer che si trova NELL'UFFICIO DELLA FOTTUTA STAZIONE DI POLIZIA e da li far credere che la donna abbia avuto ingenti perdite avendo pure il vizio del gioco. Non si sa esattamente come, collegandosi ad un computer di lavoro che ci si aspetta protetto anche qui da una cosetta chiamata password, si possa creare tutta questa sequela di prove picchiettando sui tasti per, cronometrati, meno di trenta secondi, senza una inquadratura o qualche indizio che riveli che Sutton sia un genio dell'informatica o almeno abbia creato delle prove finte ALTROVE che ora sta in qualche modo ricollegando al terminale di Lisa.

Forse ci sto pure perdendo troppo tempo, a s-parlare di questo film, che si conclude a tarallucci e vino, con Lisa che viene sparata in pieno petto da Gus ma, scherzone, aveva il giubbotto antiproiettile e Marcie che ha il suo momento di gloria disarmando il cattivo e prendendolo a calci nei Paesi Bassi perchè da sempre fa molto ridere e parità dei sessi prendere gli uomini a calci nelle parti intime.

Ah, ah, ah.


Marcie in cosplay di Dylan Dog e il Capo della Polizia

Tutto finisce bene, il padre di Marcie dimentica che la figlia fino a quel momento ha fatto solo cacchiate su cacchiate e ne approva le scelte (idiote) di vita, il Capo della Polizia, anch'ella donna in impeccabile tailleur reintegra Lisa che forse a questo punto potrebbe pure dare una ripassata al padre di Marcie che l'ha sempre difesa e protetta, essendo tra l'altro entrambi vedovi - non facciamo che la differenza d'età sia ancora un problema, suvvia - ed il cattivo finisce dietro le sbarre, con la brillante aspirante detective che si prende anche gioco del collega patologo invaghito di lei facendolo ingelosire con il pesce rosso che, diciamolo, è molto più sveglio di lei. 

Marcie è un film che pur uscito nel 2009, sembra vecchio ed appartenere al media televisivo di fine anni 90, come scrivevo in alto.
Tutto sembra suggerire un taglio da seconda serata di Rai 1 o da programmazione estiva alle 16-18 pomeridiane, quando va in onda la qualunque pur di riempire il palinsesto: solo che qui tutto risulta scontato, telefonato, un prodotto adatto a chi pur facendo bricolage in casa o stirando una camicia si possa permettere il lusso di perdere finanche cinque, dieci minuti di film senza aver in sostanza perso il filo della storia.

Ora, per quanto il cinema sia importante, e di film ce ne siano a migliaia, molti dei quali nemmeno mai scoperti, od uditi, questo è proprio il genere di film che riesce a rompere il patto di meraviglia tra lo spettatore ed il media utilizzato: è per film come questi che io e milioni di altre persone abbiamo scelto il web, abbracciando YouTube e le piattaforme di Streaming legale, disconoscendo invece la televisione che si concentra su prodotti che non sono buoni ma nemmeno così brutti da essere memorabili e sono, invece...anonimi. Sono li, da guardare come riempitivo, visti o meno non cambiano la vita e non lasciano il segno. 
Si tratta di puro intrattenimento, va bene, ma non ci vuole molto a scrivere dei personaggi migliori, con una Marcie realmente intelligente e astuta e un cattivo più sofisticato, in modo da rendere la battaglia tra i tre principali personaggi almeno più soddisfacente ed incerta: così com'è resta uno pseudopoliziesco in cui facendo esposizione si descrivono i personaggi che, tuttavia, non fanno mai nulla per essere simili a come sono, o dovrebbero esser stati, scritti.


- Lordgirsa-

#marcie
#outofcontrol
#primevideo
#film
#recensione
#lauravandervoort
#chriskramer
#amysloan

mercoledì 27 marzo 2024

Unboxing: Dragon Ball Anime Figures Son Goku + Freezer 23cm statue in Pvc

 

Per chi volesse procurarsi questa simpatica coppia di figures può trovarla ad un prezzo parecchio basso, con il 71% di sconto. E' sufficiente cliccare con eleganza qui.

Andiamo ad incominciare.




Ricevuto col solito pacco Aliexpress, di cui non posso lamentarmi visto che i tempi sono stati ampiamente rispettati e la qualità dell'imballaggio è sufficiente a tutelare anche la scatola che si può montare, la coppia di statue dal possibile bacio uomovirile è finalmente tra le mie mani.
Andiamo ad dargli una occhiata.





La confezione, una volta sbustata, rivela due sacchetti avvolti in un foglio con le bolle (il cd pluriball) ciascuno dei quali contiene due pezzi che compongono le statue: Goku con una cifosi gravissima 



e Freezer versione sbaciucchione, statue che una volta composte hanno questo simpatico aspetto.




Per quanto possano sembrare avere una postura ed un aspetto decisamente strani, il tutto serve a riprodurre la celebre posa tratta da una tavola del compianto Toriyama.



La coppia di statue, anche in questo caso vendute ad un prezzo ben più che ragionevole, è molto gradevole. Per chi magari ha il gusto di queste riproduzioni, ma non ha esattamente voglia di investire un rene in versioni iper-super-deluxe ultra rare e costose, queste riproduzioni sono davvero una manna dal cielo: sono ben dipinte, posabili e solide e, per fortuna, non rischiano di cadere quando si apre o si chiude un'anta dell'armadio dell'ufficio dove ora sono collocate. Una cosa che apprezzo, senz'altro.

Per quanto riguarda il design, l'ho trovato estremamente fedele a questa illustrazione che è sempre piaciuta dai tempi in cui Dragon Ball in Italia lo seguivamo in pochi e, per inciso, eravamo quelli "strani" che leggevano un manga, con impaginazione al contrario e che parlava di qualcosa che molti associavano all'infanzia vera e propria, ossia il ciclo di Goku bambino alla ricerca delle Sfere del Drago. 
L'unica cosa è che se si accostano un po' troppo queste statue accade che...

No Goku, fermo! Non si fa!


Vabbè, anche questo è amore.
Nota a margine, per quanto il post lo pubblichi oggi, il pacco mi è arrivato proprio il giorno in cui è stata resa pubblica la scomparsa dell'autore di Dragon Ball, l'otto marzo 2024: chiamatelo caso, chiamatelo Fato, per come la vedo io tutto accade sempre per un motivo. 

- Lordgirsa -

#dragonball
#freezer
#goku
#namecc
#namek
#actionfigure
#figures
#duello
#dragonballz
#aliexpress
#comprare

sabato 9 marzo 2024

[Gdr - GiRSA] Approfondimento Incantesimi



Rieccoci qui a parlare di gdr e ad affrontare GiRSA, il sistema di gioco di ruolo de Il Signore degli Anelli e, nello specifico, di Spell Law, il manuale di estrazione Rolemaster compatibile con il sistema predetto.

In questo post vi condivido ben due video in cui affrontavo e svisceravo il sistema in questione: non è un mistero, credo, che per uno che porta il nickname di LordGIRSA Fantasy, GiRSA appunto è un gioco fondamentale per la propria soddisfazione, crescita, intrattenimento e crescita.

Potremmo senz'altro disquisire di gusti e fin li siamo tutti d'accordo: GiRSA di base e Rolemaster nello specifico sono sistemi particolarmente complessi e non facili da padroneggiare; alcune persone potranno eccepire che sicuramente non si tratta di giochi semplici, immediati e necessariamente piacevoli per tutti come un più comune Dungeons & Dragons potrebbe essere, non foss'altro per il fatto di essere un gioco più largamente diffuso e conosciuto, cosa che GiRSA/Merp (altro modo di chiamare quel gioco, ossia Middle Earth Role-playing), oppure un Vampiri, Werewolves o lo stesso Chthulhu in una delle sue ventordici incarnazioni.

L'uso inoltre del sistema d100, che richiama ad un'epoca lontana, perchè impiegato anche da Martelli da Guerra, Stormbringer e Druid su tutti, di certo non ha aiutato la diffusione di un gioco che però può vantare una ambientazione con un fascino che nessun altro può vantare, senza se e senza ma: l'ambientazione del mondo creato dal Prof. J.R.R. Tolkien, la Terra di Mezzo.

Andiamo a presentare il primo video che tratta l'argomento Magia:

Crediti: easternpeaches.wordpress.com

#girsa
#rolemaster
#spelllaw
#magia
#tolkien
#middleearthroleplaying
#merp
#gdr
#rpg
#youtube
#magia





 

sabato 2 marzo 2024

Unboxing: Dragon Ball Z Figure Son Goku SSJ4 PVC Action Figure

Qualche giorno fa ho pensato bene di procurarmi una statua di Dragon Ball di una delle versioni più fighe che in generale il brand ci abbia offerto in questi anni: il Goku Super Saiyan 4 direttamente da Dragon Ball GT!

Edit: per chi desidera procurarsela, può procedere all'acquisto cliccando qui.




Ora, si può pensare quel che si vuole di DB GT, tipo che resta poco attraente nel primo arco narrativo e che solo successivamente, grazie a Baby, alla saga di Super C17 e infine dei Draghi Malvagi - ottima idea, ma resa maluccio - si risolleva, ma nulla si può eccepire circa il SS4 di Goku e la sua intrinseca figosità. 


crediti dell'autore

Ordinato tramite Aliexpress, dove bene o male ogni ordine è un po' un terno al lotto ma che mi dona vibrazioni assai più positive di Temu, da cui non credo di avere intenzione di acquistare alcunchè, ho ricevuto il prodotto in circa tre settimane, in ottimo stato e decisamente con una certa soddisfazione.

Andiamo dunque a vedere come si presenta l'articolo!



La scatola è ben imballata ed il suo interno, che di seguito mostro, decisamente ben protetto





L'interno è perfettamente imballato e la sorpresa che ho avuto, dato non avevo letto che poche informazioni sul prodotto, è che questa statua si presenta come da assemblare.



Lacerata la plastica che si è rivelata una ottima protezione, la statua in PVC si presenta decisamente pesante in ogni suo pezzo, che qui di seguito vi mostro






La sculpt della statua è decisamente molto buona e nonostante qualche imperfezione nel colore - basta notare il polso- questo prodotto è veramente meritevole di un acquisto, specie una volta assemblato in tutto il suo peso e possanza.







E questo è quanto: trenta centimetri di dimensione artistica per una statua che a parte qualche difettuccio impercettibile costa veramente poco. 
Si ribadisce, nel caso fosse sfuggito come concetto: non è snodabile nè articolabile, è una statua pesante, solida, abbastanza coesa che vanta una altrettanto buona posabilità.
La trovate qui: io l'ho trovata a 15 euro scarsi rispetto al costo iniziale di circa 51 euro e per quello che vale la mia opinione è decisamente un ottimo acquisto.

- Lordgirsa- 

#aliexpress
#statua
#statue
#collezionismo
#acquisto
#dragonball
#goku
#supersaiyan
#dragonballgt
#convenienza
#comprare











martedì 6 febbraio 2024

City Hunter: in vista del ritorno al cinema di Ryo Saeba, facciamo un recap dei film animati dello Stallone di Shinjuku!

Dopo una pausa più o meno lunga dal grande schermo, dato che l'ultimo lungometraggio è datato 2019, Ryo Saeba, altrimenti detto City Hunter, torna al cinema: l'appuntamento è per i soli giorni 19, 20 e 21 febbraio 2024.
Personalmente, sarò presente tutti e tre i giorni in prima serata per seguire le avventure di Mr. Mokkori, figura che mi accompagna da quando avevo diciannove anni e che mi portava a ridere da solo, di sera, quando mi trovavo a leggere a letto il manga di City Hunter, con mia madre che, nell'altra stanza, si chiedeva che diamine avessi da ridere.




Creato dalla penna di Tsukasa Hojo, le cui matite ci hanno regalato anche Occhi di Gatto/Cat's Eye, Rash!!, Tra i raggi del Sole, Ciliegi in Fiore ed altri, Ryo Saeba resta nell'immaginario collettivo un personaggio sfaccettato, complesso, profondo, ironico, divertente e molto altro ancora.
Per quanto nessun prodotto animato, dalle serie televisive ai lungometraggi, dagli OAV agli speciali per la televisione, gli renda piena giustizia rispetto alla libertà espressiva del manga, City Hunter è ancora oggi, dopo quasi quarant'anni, in grado di sorprendere, divertire ed emozionare.
E ricordando sempre che Angel's Heart non esiste, e che quella tristezza di opera non l'ho mai letta.

Qualcuno mi tolga finanche il ricordo di Angel's Heart, per favore. 

La cosa che comunque fa piacere è che, pur a distanza di tanti anni, l'amore per questo personaggio non è scemato: è tra l'altro notizia che Netflix curerà un adattamento live action di City Hunter, in cui l'attore Ryōhei Suzuki interpreterà Ryo Saeba: a questo proposito ha dichiarato “Sono entusiasta di interpretare Ryo Saeba e sento una grande responsabilità nel interpretare questo amato e leggendario personaggio creato da Tsukasa Hojo. Non vedo l’ora che sia i fan esistenti che i nuovi arrivati ​​in tutto il mondo si innamorino di Ryo Saeba e delle sue avventure divertenti e ricche di azione nella Tokyo moderna”. 


Il dress code grossomodo è rispettato, di viso insomma...

Il passato di Ryo Saeba è sempre stato in parte avvolto nel mistero: mercenario, trovato ed adottato fin da bambino dall'uomo che in seguito egli considererà il proprio padre, su cui però preferisco non approfondire onde evitare spoiler di vario genere, il futuro sweeper migliore del mondo ha avuto esperienze terribili, che solo la dose di umorismo e ironia di cui è provvisto gli permette di affrontare; e quelle stesse caratteristiche sono il mezzo di cui lo stesso Hojo fa ampio uso per stemperare le tematiche che affronta nell'opera.

Droga, guerra, sacrificio, lutti, rinunce, sono tutte cose che normalmente rischierebbero di zavorrare un manga, e che difficilmente potrebbero trovar spazio in un manga di timo umoristico, eppure Hojo è riuscito a farlo, prendendo le prime misure su queste tematiche già ai tempi di Cat's Eye e raggiungendo il proprio apice proprio in City Hunter.


Sparatorie, belle donne ma c'è molto di più

Il prossimo lungometraggio, dunque, dal titolo rivelatore di City Hunter The Movie: Angel Dust, serba già alcune anticipazioni sulla trama per chi conosce l'opera di City Hunter e si presta ad essere probabilmente una delle trasposizioni più importanti e forse pesanti per le tematiche che andrà ad affrontare: proprio per questo invito tutti a recarsi al cinema per supportare questo genere di opere visto che già arrivano in Italia a spizzichi e bocconi, come per i film dello Studio Gibli, e per pochi giorni per volta. 

Per consentire di mettersi in pari a chi in questi anni può aver perso qualche capitolo della saga animata, un veloce recap di tutti i lungometraggi del nostro sweeper preferito.




Primo film cinematografico di City Hunter, tratta della eccellente violinista Nina Stemberg, amica di Maki Himuro, personaggio apparso già nel manga, e della ricerca del proprio padre. Partendo da un semplice medaglione e dal riserbo assoluto, se non manifesta ostilità del proprio nonno a parlare dell'argomento, il film mostra il meglio della saga di CH: tematiche adulte, dramma, divertimento e martellate. La risoluzione finale pur non essendo molto originale è particolarmente ispirata ed emozionante. 



OAV proiettato il 25 agosto 1990, un vero e proprio mediometraggio di 45 minuti, City Hunter : CBW come viene anche chiamato è decisamente intenso, veloce, ricco d'azione. Non c'è molto spazio per l'introspezione, per quanto la figura di Luna sia abbastanza drammatica, ma tutto scorre via in perfetto stile Trappola di Cristallo a cui chiaramente il film si rifà per un paio di scelte narrative e per l'omaggio/citazione al personaggio di Bruce Willis con il detective John McLane. Piacevole, ma aggiunge poco alla storia. In sostanza, un gruppo terroristico si impadronisce di un hotel futuristico per accedere al computer installato al suo interno.




Secondo OAV uscito anch'esso il 25 agosto 1990, sempre di 45 minuti, spesso abbreviato in City Hunter: M$P, si tratta del secondo prodotto che è veloce, dinamico e in sostanza poco ispirato. A differenza del precedente mostra una trama un po' più complessa e con un paio di soluzioni interessanti sebbene nulla di eclatante. In linea di massima l'ho preferito anche per l'idea del "complotto" che si nasconde dietro l'incarico che Emily O'Hara, bella ragazza americana, intende offrire a Ryo. 





Primo speciale per la TV della durata di 90 minuti, l'ho trovato abbastanza... noiosetto. Nessun reale colpo di scena, dato chi sia l'artefice del tradimento è abbastanza telefonato: i personaggi che appaiono sono bene o male gli stessi, le situazioni sono le medesime viste altre volte, la storia stessa sarebbe stata tutto sommato più facile da digerire se solo fosse stata sforbiciata di una buona ventina di minuti, mezz'ora. Diverse scene o inquadrature mi sono inoltre apparse riciclate dagli altri film citati qui.
In soldoni, carino ma non lo rivedrei.



Secondo speciale per la TV, anch'esso della durata di 90 minuti, soffre dello stesso problema del capitolo precedente Servizi Segreti, ossia una lunghezza forse eccessiva ed un mistero pressochè assente,  ma anche dei pregi dei capitoli CBW e M$P con molta azione, situazioni dinamiche e già un pathos maggiore. Ci sono anche quel paio di situazioni Ryo/Kaori che fanno ridere alquanto. L'unica perplessità è che il "cattivo" poteva e doveva essere approfondito molto di più dato che le sue motivazioni sono, se non proprio deboli, quantomeno poco chiare. Menzione d'onore, si fa per dire, per il transessuale Erika doppiata dalla pornostar Maurizia Paradiso. Lo scrivo perchè viene specificato essere una "partecipazione straordinaria", anche se me ne sfuggono le motivazioni. Evidenti omaggi a Speed ed altri film adrenalinici basati sulla velocità.




Ultimo speciale per la TV, nonchè l'unico vietato ai minori di 14 anni per violenza, humor e sconcezze verbali, l'ho trovato davvero scialbo per quanto qua e la alcuni lo reputino uno dei migliori: bho, de gustibus. Tanto per cominciare, le motivazioni dell'avversario sono pressochè ridicole: viene costruito un caos assurdo e una macchinazione ai danni di Ryo solo per costringerlo ad un duello finale. Sarà uno spoiler, forse, ma sinceramente quasi tutti nella serie cercano di affrontare City Hunter per accrescere fama e notorietà, quindi lo possiamo dare per acclarato come leit-motiv. 
Citazioni agli spaghetti western, a Nemico Pubblico ed ai film in cui c'è il canto del cigno di un uomo che, pur avendo tutto, non ha altro da perdere e cerca di trarre soddisfazione dalle proprie ultime occasioni di vivere la vita al massimo.
Strano a dirsi, qui Erika è stato affidato a Riccardo Peroni che ho trovato decisamente più adatto della Paradiso, non me si voglia, molto più in parte e spassoso.
Mi viene comunque da pensare che Ryo e le sue avventure funzionino meglio nell'equivalente televisivo dello "sketch", quindi mediometraggi o comunque episodi entro un'ora di durata.


Vantiamocene pure che resta solo tre giorni in sala...


Ultimo lungometraggio animato di Mr. Mokkori, in attesa di assistere ad Angel Dust, nel film distribuito col solito sistema criminale di soli tre giorni in croce, appaiono come fan service anche le tre Gatte, le originali Cat's Eye di Hojo che collaborano nell'equivalente di cinque, sei minuti di girato, con il nostro Ryo. Parlo di fan service dato non c'è un reale motivo per cui Ai, Hitomi e Rui appaiano nel film ma essendo una presenza per niente ingombrante fa comunque piacere rivederle, specie graficamente aggiornate. Piccolo easter egg, vedere Kaori ed Ai assieme che si lanciano con un paracadute aiuta a vedere quanto i due personaggi siano pressochè identitci, cosa peraltro già nota. Nel film una ex studentessa di medicina si rivolge a CH perchè seguita da alcuni individui. Niente di nuovo per l'antagonista, qualcosina che si smuove nel rapporto Ryo/Kaori mentre la dinamica dei due pare un po' poco sfruttata se non un zinzino invecchiata: un prodotto molto anni 90, insomma, che però soffre anche dei limiti di quel periodo. Le animazioni sono fluide ed i disegni buoni anche se molto, molto riconoscibili dato non c'è nessun tentativo di svecchiare l'opera, anche se questo è opinabile sia un bene od un male. Degna di nota è la colonna sonora, spece per il tema remixato di Cat's Eye che risuona quando le tre Gatte vanno all'azione. 

E con questo bene o male ci siamo: giusto per onore di cronaca segnalo che nel 1993 è uscito un live action su Prime Video con Jackie Chan nel ruolo di Ryo Saeba che non ho ancora avuto il coraggio di vedere e che si intitola proprio "City Hunter", e che in Francia l'aver tradotto/adattato Ryo Saeba in Nicky Larson è da denuncia. 
Lo dico perchè ci tengo a farlo presente: è quasi peggio della serie animata italiana dove veniva chiamato inizialmente "Hunter".

- Lordgirsa- 

#CityHunter
#Ryosaeba
#Hunter
#Cinema
#anteprima
#mokkori
#hojo
#angeldust
#catseye
#cityhunterthemovie
#recap
#privateeyes
#servizisegreti
#uncomplottodaunmilione
#rosanera
#arrestateryosaeba
#kaori
#shinjuku